Poesia & poemas

20 agosto 2016

Donna sola

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:54 pm

Patrizia Ercole -Antibes_2016_02

Dicono che vivo sola
E non sanno che sono sposata
con Eraclito e Carlo Marx
E ho per amanti
Hegel e Parmenide
Lenin vigila i miei sogni
Brecht passeggia con me
Picasso mi porta la colazione
a letto
e Fidel siede alla mia tavola
A Stanislawsky gli piace
intrattenermi, e
Einstein mi resiste
Però mi strizza l’occhio.

Virginia Grütter Jiménez (Costa Rica, 1929-2000)

Mujer sola

Dicen que vivo sola
Y no saben que yo estoy casada
con Heráclito y Carlos Marx
Y tengo por amantes
a Hegel y a Parmènides
Lenin vela mis sueños
Brecht va a pasear conmigo
Picasso me trae el desayuno
a la cama
y Fidel preside mi mesa.
A Stanislawsky le encanta
entretenerme, y
Einstein se me resiste
Pero me guiña un ojo.

Invernáculo

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:40 pm

Esta língua não é minha,
qualquer um percebe.
Quem sabe maldigo mentiras,
vai ver que só minto verdades.
Assim me falo, eu, mínima,
quem sabe, eu sinto, mal sabe.
Esta não é minha língua.
A língua que eu falo trava
uma canção longínqua,
a voz, além, nem palavra.
O dialeto que se usa
à margem esquerda da frase,
eis a fala que me lusa,
eu, meio, eu dentro, eu, quase.

Paulo Leminski

19 agosto 2016

GINNASTICA MATTUTINA

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:02 pm

162854

Mi sveglio e dico: sono perduta.
È il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.

Signore, abbi pietà di me
– è il secondo, e poi
scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto.

Nina Cassian 1924 – 2014

Dor elegante

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:00 pm

Um homem com uma dor
É muito mais elegante
Caminha assim de lado
Com se chegando atrasado
Chegasse mais adiante

Carrega o peso da dor
Como se portasse medalhas
Uma coroa, um milhão de dólares
Ou coisa que os valha

Ópios, édens, analgésicos
Não me toquem nesse dor
Ela é tudo o que me sobra
Sofrer vai ser a minha última obra

Paulo Leminski

Horror

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:34 pm

Com os seus OO de espanto, seus RR guturais, seu hirto H, HORROR é uma palavra de cabelos em pé, assustada da própria significação.

Mario Quintana

Horror

Con le sue OO di spavento, le sue RR gutturali, la sua H dura, HORROR è una parola con i capelli dritti, spaventata dal suo stesso significato.

traduzione di Pierino Bonifazio (1/10/1940 – 20/05/2014) ©

Come farti capire che c’è sempre tempo?

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:27 pm

Monica e Patrizia_2016

Come farti capire che c’è sempre tempo?
Che uno deve solo cercarlo e darselo,
Che nessuno stabilisce norme salvo la vita,
Che la vita senza certe norme perde forma,
Che la forma non si perde con l’aprirci,
Che aprirci non è amare indiscriminatamente,
Che non è proibito amare,
Che si può anche odiare,
Che l’ odio e l’ amore sono affetti,
Che l’ aggressione è perché sì ferisce molto,
Che le ferite si rimarginano,
Che le porte non devono chiudersi,
Che la maggiore porta è l’ affetto,
Che gli affetti ci definiscono,
Che definirsi non è remare contro corrente,
Che non quanto più forte si fa il segno più lo si scorge,
Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
Che negare parole implica aprire distanze,
Che trovarsi è molto bello,
Che il sesso fa parte del bello della vita,
Che la vita parte dal sesso,
Che il “perché” dei bambini ha un perché,
Che voler sapere di qualcuno non è solo curiosità,
Che volere sapere tutto di tutti è curiosità malsana,
Che non c’ è nulla di meglio che ringraziare,
Che l’ autodeterminazione non è fare le cose da solo,
Che nessuno vuole essere solo,
Che per non essere solo devi dare,
Che per dare dovemmo prima ricevere,
Che affinché ci dìano bisogna sapere anche come chiedere,
Che sapere chiedere non è regalarsi,
Che regalarsi è, in definitiva, non amarsi,
Che affinché ci vogliano dobbiamo dimostrare che cosa siamo,
Che affinché qualcuno “sia” bisogna aiutarlo,
Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
Che adulare non è aiutare,
Che adulare è tanto pernicioso come girare la faccia,
Che faccia a faccia le cose sono oneste,
Che nessuno è onesto perché non ruba,
Che quello che ruba non è ladro per suo piacere,
Che quando non c’è piacere nelle cose non si sta vivendo,
Che non ci si deve dimenticare che esiste la morte,
Che si può essere morto in vita,
Che si sente col corpo e la mente,
Che si ascolta con le orecchie,
Che costa essere sensibile e non ferirsi,
Che ferirsi non è dissanguarsi,
Che alziamo muri per non essere feriti,
Che chi semina muri non raccoglie niente,
Che quasi tutti siamo muratori di muri,
Che sarebbe meglio costruire ponti,
Che su di essi si va all’altro lato e si torna anche,
Che ritornare non implica retrocedere,
Che retrocedere può essere anche avanzare,
Che non per il molto portarsi avanti si leva prima il sole,
Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
Come farti sapere che c’ è sempre tempo?

Mario Benedetti (Uruguay)

¿Cómo hacerte saber que siempre hay tiempo?
Que uno sólo tiene que buscarlo y dárselo,
Que nadie establece normas salvo la vida,
Que la vida sin ciertas normas pierde forma,
Que la forma no se pierde con abrirnos,
Que abrirnos no es amar indiscriminadamente,
Que no está prohibido amar,
Que también se puede odiar,
Que el odio y el amor son afectos
Que la agresión porque sí hiere mucho,
Que las heridas se cierran,
Que las puertas no deben cerrarse,
Que la mayor puerta es el afecto,
Que los afectos nos definen,
Que definirse no es remar contra la corriente,
Que no cuanto más fuerte se hace el trazo más se dibuja,
Que buscar un equilibrio no implica ser tibio,
Que negar palabras implica abrir distancias,
Que encontrarse es muy hermoso,
Que el sexo forma parte de lo hermoso de la vida,
Que la vida parte del sexo,
Que el “por qué” de los niños tiene un porque,
Que querer saber de alguien no es sólo curiosidad,
Que querer saber todo de todos es curiosidad malsana,
Que nunca está de más agradecer,
Que la autodeterminación no es hacer las cosas solo,
Que nadie quiere estar solo,
Que para no estar solo hay que dar,
Que para dar debimos recibir antes,
Que para que nos den hay que saber también cómo pedir,
Que saber pedir no es regalarse,
Que regalarse es, en definitiva, no quererse,
Que para que nos quieran debemos demostrar qué somos,
Que para que alguien “sea” hay que ayudarlo,
Que ayudar es poder alentar y apoyar,
Que adular no es ayudar,
Que adular es tan pernicioso como dar vuelta la cara,
Que las cosas cara a cara son honestas,
Que nadie es honesto porque no roba,
Que el que roba no es ladrón por placer,
Que cuando no hay placer en las cosas no se está viviendo,
Que para sentir la vida no hay que olvidarse que existe la muerte,
Que se puede estar muerto en vida,
Que se siente con el cuerpo y la mente,
Que con los oídos se escucha,
Que cuesta ser sensible y no herirse,
Que herirse no es desangrarse,
Que para no ser heridos levantamos muros,
Que quien siembra muros no recoge nada,
Que casi todos somos albañiles de muros,
Que sería mejor construir puentes,
Que sobre ellos se va a la otra orilla y también se vuelve,
Que volver no implica retroceder,
Que retroceder también puede ser avanzar,
Que no por mucho avanzar se amanece más cerca del sol,
¿Cómo hacerte saber que nadie establece normas salvo la vida?
¿Cómo hacerte saber que siempre hay tiempo?

O estranho caso de Mister Wong

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:12 pm

Além do controlado dr. Jekyll e do desrecalcado Mister Hyde, há também um chinês dentro de nós: Mister Wong. Nem bom, nem mau: gratuito. Entremos, por exemplo, neste teatro. Tomemos este camarote. Pois bem, enquanto o dr. Jekyll, muito compenetrado, é todo ouvidos, e Mister Hyde arrisca um olho e a alma no decote da senhora vizinha, o nosso Mister Wong, descansadamente, põe-se a contar carecas na platéia….

Outros exemplos? Procure-os o senhor em si mesmo, agora mesmo. Não perca tempo. Cultive o seu Mister Wong!

Mario Quintana

Lo Strano Caso di Mister WONG

Oltre al controllato Dr. Jekyll e allo screanzato Mister Hyde, c’è anche un cinese dentro di noi: Mister Wong. Né bene, né male: gratuito. Entriamo, per esempio, in questo teatro. Prendiamo questo palco. Ecco, mentre il Dr. Jekyll, molto assorto, è tutto orecchi, e Mister Hyde rischia un occhio e l’anima nella scollatura della signora di fianco, il nostro Mister Wong, tranquillamente, si mette a contare i calvi che ci sono in platea…
Altri esempi? Cercateli in voi stessi, adesso, subito. Non perdete tempo. Coltivate il vostro Mister Wong!

traduzione di Pierino Bonifazio (1/10/1940 – 20/05/2014) ©

18 agosto 2016

Non piangere bambola mia…

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 7:55 pm

MarilynMonroe__of_640_37

Non piangere bambola mia
ora ti prendo e ti cullo nel sonno…
Aiuto, aiuto,
aiuto, sento la vita avvicinarsi
mentre
tutto quello che voglio è morire.
(Morirei se potessi).
Marilyn Monroe

Os vira-luas

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 7:34 pm

Todos lhes dão, com uma disfarçada ternura, o nome, tão apropriado, de vira-latas . Mas e os vira-luas? Ah! ninguém se lembra desses outros vagabundos noturnos, que vivem farejando a lua, fuçando a lua, insaciavelmente, para aplacar uma outra fome, uma outra miséria, que não é a do corpo…

Mario Quintana

I “fruga lune”

Tutti gli danno, con una mascherata tenerezza, il nome, così appropriato, di “fruga bidoni”. Ma e i “fruga lune”? Ah! nessuno si ricorda di questi altri vagabondi notturni, che vivono annusando la luna, rigirando la luna, insaziabilmente, per placare un’altra fame, un’altra miseria, che non è quella del corpo…

traduzione di Pierino Bonifazio (1/10/1940 – 20/05/2014) ©

17 agosto 2016

Silentium!

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:53 pm

Alethea,_by_Julia_Margaret_Cameron

Taci, nasconditi ed occulta
i propri sogni e sentimenti;
che nel profondo dell’anima tua
sorgano e volgano a tramonto
silenti, come nella notte
gli astri: contemplali tu − e taci.

Può palesarsi il cuore mai?
Un altro potrà mai capirti?
Intenderà di che tu vivi?
Pensiero espresso è già menzogna.
Torba diviene la sommossa
fonte: tu ad essa bevi − e taci.

Sappi in te stesso vivere soltanto.
Dentro te celi tutto un mondo
d’arcani, magici pensieri,
quali il fragore esterno introna,
quali il diurno raggio sperde:
ascolta il loro canto − e taci!…

Fëdor Ivanovič Tjutčev

(Traduzione di Tommaso Landolfi)

da “Fëdor Tjutčev, Poesie”, Adelphi Edizioni, 2011
Scritta non più tardi del 1830; apparsa nel 1833 in «Molva». La poesia di Tjutcév forse più amata da Leone Tolstoj.

Silentium!

Молчи, скрывайся и таи
И чувства и мечты свои —
Пускай в душевной глубине
Встают и заходят оне
Безмолвно, как звезды в ночи,—
Любуйся ими — и молчи.

Как сердцу высказать себя?
Другому как понять тебя?
Поймет ли он, чем ты живешь?
Мысль нареченная есть ложь.
Взрывая, возмутишь ключи,—
Питайся ими — и молчи.

Лишь жить в себе самом умей
Есть целый мир в душе твоей
Таинственно-волшебных дум;

Их оглушит наружный шум,
Дневные разгонят лучи,—
Внимай их пенью — и молчи!..

Фёдор Иванович Тютчев

da “F. I. Tjutcev, Lirika”, Izdanie podgotovil K.V. Pigarjov. M., 1965

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