Poesia & poemas

27 luglio 2017

DEMOCRACIA

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 7:10 pm

Fotos10Feterr

O que há de mais admirável nas democracias é a facilidade com que
qualquer pessoa pode passar da crônica policial para a crônica social.

 

Mario Quintana – CADERNO H

 

DEMOCRAZIA

Quel che è più ammirevole nelle democrazie è la facilità con cui chiunque può passare dalla cronaca nera alla cronaca sociale.

traduzione di Pierino Bonifazio (1/10/1940 – 20/05/2014) ©

Annunci

Avevo bisogno di parlare con mia sorella

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 7:03 pm

Saunders-Grace-Paley

Avevo bisogno di parlare con mia sorella
parlarle al telefono intendo
come facevo ogni mattina
e anche la sera quando i
nipotini dicevano qualcosa che
ci stringeva il cuore

Ho chiamato il suo telefono ha squillato quattro volte
potete immaginarmi trattenere il respiro poi
c’è stato un terribile rumore telefonico
una voce ha detto questo numero non è
più attivo che meraviglia ho
pensato posso
ancora chiamare non hanno assegnato
il suo numero a un’altra persona malgrado
due anni di assenza per morte.

 

Grace Paley 1922 – 2007
da “Fedeltà”

 

I needed to talk to my sister

 

I needed to talk to my sister
talk to her on the telephone I mean
just as I used to every morning
in the evening too whenever the
grandchildren said a sentence that
clasped both our hearts

I called her phone rang four times
you can imagine my breath stopped then
there was a terrible telephonic noise
a voice said this number is no
long in use how wonderful I
thought I can
call again they have not yet assigned
her number to another person despite
two years of absence due to death.

 

from “Fidelity”

VISÕES

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:37 am

Fotos13Canini

Os fantasmas também sofrem de visões: somos nós…

Mario Quintana – CADERNO H

VISIONI

Anche i fantasmi soffrono di visioni: siamo noi…

traduzione di Pierino Bonifazio (1/10/1940 – 20/05/2014) ©

10 luglio 2017

Ha una sua solitudine lo spazio…

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 10:17 pm

will-barnet-woman-by-the-sea-e1495192380273

1695

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte – eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima a cospetto di se stessa –
infinità finita.

Emily Dickinson

(Traduzione di Margherita Guidacci)

da “Tutte le poesie”, “I Meridiani” Mondadori, 1997
Emily Dickinson, Tutte le poesie, “I Meridiani” Mondadori

Doçura

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:49 pm

Nasci dura, heróica, solitária e em pé.
E encontrei meu contraponto na paisagem
sem pitoresco e sem beleza.
A feiúra é o meu estandarte de guerra.
Eu amo o feio com um amor de igual para igual.
E desafio a morte.
Eu – eu sou a minha própria morte.
E ninguém vai mais longe.
O que há de bárbaro em mim
procura o bárbaro e cruel fora de mim.
Vejo em claros e escuros os rostos das pessoas que vacilam às chamas da fogueira.
Sou uma árvore que arde com duro prazer.
Só uma doçura me possui:
a conivência com o mundo.
Eu amo a minha cruz,
a que doloridamente carrego.
É o mínimo que posso fazer de minha vida:
aceitar comiseravelmente o sacrifício da noite.

 

Clarice Lispector
(1920-1977)

In piedi sui confini…

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:46 pm

law3ovnygvm

In piedi sui confini
dove perdi il contatto
con il mondo.
Si gettano quei ponti innanzi
quando scocca mezzanotte:
inflessibile è il tempo.

In piedi sui confini:
solo un passo ancora,
avanti!, verso l’immortalità.

Se mi volto, scopro dietro me
quei giorni che mi han dato tanta luce.

E non so decidermi
a quel passo,
ma mi mette fretta il tempo.
Con il far del giorno
si oscura la mia stella,
la linea si richiude in un istante.

Nika Turbina

 

“Ho iniziato compenendo versi ad alta voce quando avevo tre anni. Picchiavo i pugni sul pianoforte e componevo. Le poesie venivano come qualcosa di incredibile, che ti raggiunge, poi ti lascia”. I testi qui raccolti sono stati scritti da Nika Turbina fra i sette e i nove anni d’età, salvo l’ultimo. Si cita il suo diario “Tutto quello che dovevo, l’ho detto da bambina, nelle mie poesie. Non c’era bisogno che diventassi donna”. Un intero corpus poetico aperto e chiuso dentro l’infanzia. E leggendo le sue poesie, sembra che di questa condizione aliena alle comuni infanzie, ne avesse sentore. Come scrive Evtusenko sulla Turbina, “nei bambini è vivo un acuto senso di verità, lo rivendicano proprio quando è massimo lo scarto tra poesia e vita”. Nika Turbina è morta a 27 anni, cadendo da una finestra.

Edizioni Via del Vento, Pistoia, 2008. Traduzione di Federico Federici.

A perfeição

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:36 pm

O que me tranqüiliza
é que tudo o que existe,
existe com uma precisão absoluta.

O que for do tamanho de uma cabeça de alfinete
não transborda nem uma fração de milímetro
além do tamanho de uma cabeça de alfinete.

Tudo o que existe é de uma grande exatidão.
Pena é que a maior parte do que existe
com essa exatidão
nos é tecnicamente invisível.

O bom é que a verdade chega a nós
como um sentido secreto das coisas.

Nós terminamos adivinhando, confusos,
a perfeição.

 

Clarice Lispector

(1920-1977)

1 luglio 2017

Alternativa episodica del poeta

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:34 pm

Stavo per scrivere una poesia
invece ho fatto una torta ci è voluto
più o meno lo stesso tempo
chiaro la torta era una stesura
definitiva una poesia avrebbe avuto
un po’ di strada da fare giorni e settimane e
parecchi fogli stropicciati

la torta aveva già una sua piccola
platea ciarlante che ruzzolava tra
camioncini e un’autopompa sul
pavimento della cucina

questa torta piacerà a tutti
avrà dentro mele e mirtilli rossi
albicocche secche tanti amici
diranno ma perchè diavolo
ne hai fatta una sola

questo non succede con le poesie

a causa di una inesprimibile
tristezza ho deciso di
dedicare la mattinata a un pubblico
ricettivo non voglio
aspettare una settimana un anno una
generazione che si presenti il
consumatore giusto

 

Grace Paley

 

The Poet’s Occasional Alternative

form “Begin Again: Collected Poems”

I was going to write a poem
I made a pie instead it took
about the same amount of time
of course the pie was a final
draft a poem would have had some
distance to go days and weeks and
much crumpled paper

the pie already had a talking
tumbling audience among small
trucks and a fire engine on
the kitchen floor

everybody will like this pie
it will have apples and cranberries
dried apricots in it many friends
will say why in the world did you
make only one

this does not happen with poems

because of unreportable
sadness I decided to
settle this morning for a re-
sponsive eatership I do not
want to wait a week a year a
generation for the right
consumer to come along

23 giugno 2017

NAO HÁ VAGAS

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 5:00 pm

O preço do feijão
não cabe no poema. O preço
do arroz
não cabe no poema.
Não cabem no poema o gás
a luz o telefone
a sonegação
do leite
da carne
do açúcar
do pão

O funcionário público
não cabe no poema
com seu salário de fome
sua vida fechada
em arquivos.
Como não cabe no poema
o operário
que esmerila seu dia de aço
e carvão
nas oficinas escuras

– porque o poema, senhores,
está fechado:
“não há vagas”
Só cabe no poema
o homem sem estômago
a mulher de nuvens
a fruta sem preço

O poema, senhores,
não fede
nem cheira

 

Ferreira Gullar

 

NON C’È POSTO

Per il prezzo dei fagioli
non c’è posto nella poesia. Per il prezzo
del riso
non c’è posto nella poesia.
Non c’è posto nella poesia per il gas
la luce il telefono
la sottrazione
del latte
della carne
dello zucchero
del pane.

L’impiegato pubblico
non entra nella poesia
con il suo stipendio da fame
la sua vita chiusa
in archivi.
Come non entra nella poesia
l’operaio
che smeriglia il suo giorno d’acciaio
e carbone
nelle officine buie.

– perché la poesia, signori,
è chiusa:
“non c’è posto”
Entra nella poesia solo
l’uomo senza stomaco
la donna di nuvole
la frutta senza prezzo

La poesia, signori,
non puzza
né profuma

 

 

IDENTIFICAZIONE

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:48 pm

szymborska_wislawa

Hai fatto bene a venire – dice.

Hai sentito che giovedì è caduto un aereo?

Be’, sono venuti a cercarmi

proprio a questo proposito.

Pare che lui fosse nella lista passeggeri.

Be’, che vuol dire, può aver cambiato idea.

Mi hanno dato un cachet per tenermi su.

Poi mi hanno mostrato qualcuno, non so chi.

Tutto nero, bruciato, eccetto una mano.

Un brandello di camicia, un orologio, un anello.

Mi sono infuriata, perché di certo non era lui.

Non mi avrebbe fatto lo scherzo di ridursi così.

E di camicie simili sono pieni i negozi.

E quell’orologio è un orologio normale.

E quei nostri nomi sul suo anello

sono nomi molto comuni.

Hai fatto bene a venire. Siediti qui accanto.

Lui, in effetti, doveva tornare giovedì.

Ma quanti giovedì ci sono ancora nell’anno.

Ora metto sul fuoco il bollitore per il tè,

mi lavo i capelli, e poi, che farò poi,

proverò a svegliarmi da tutto questo.

Hai fatto bene a venire, là dentro faceva freddo,

e lui solo con quella specie di sacco a pelo di gomma,

lui, cioè quel povero disgraziato là.

Ora metto sul fuoco il giovedì, lavo il tè,

perché questi nostri nomi sono in fondo comuni.

 

 

Wislaswa Szymborska

 

Poesia tratta da La gioia di scrivere – Tutte Le Poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani Adelphi edizioni, Milano 2009.

Wieslawa Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca, ed è Premio Nobel per la Letteratura del 1996.

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.