Poesia & poemas

24 settembre 2016

Giovane

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:46 pm

erba

Mille porte fa
quando ero una ragazzina solitaria
in un’enorme casa con quattro
garage e se ben ricordo
era estate,
di notte mi sdraiavo in giardino,
il trifoglio raggrinzito sotto di me,
le sagge stelle distese sopra di me,
la finestra di mia madre un imbuto
da cui usciva un calore giallo,
la finestra di mio padre, socchiusa,
un occhio dove passa chi dorme,
e le assi della casa
erano lisce e bianche come cera
e probabilmente milioni di foglie
navigavano come vele sui loro strani gambi
mentre i grilli ticchettavano all’unisono
e io, nel mio corpo nuovo di zecca,
non ancora di donna,
facevo domande alle stelle
e credevo che Dio potesse veramente vedere
il calore e la luce colorata,
i gomiti, le ginocchia, i sogni, la buonanotte.

Anne Sexton

Traduzione di Cristina Gamberi

Anne Sexton
La zavorra dell’eterno
traduzione e cura di Cristina Gamberi
Crocetti Editore 2016

Como nascem as manhãs

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:38 pm

O fundo dos olhos da noite
guarda silêncios.
Esconde na retina
a menina que corre descalça em campo aberto.
Pálpebras cerradas, a noite emudece.
A menina com medo
faz um furo no escuro com a ponta do dedo.
Cai um pingo de luz.
Amanhece.

Flora Figueiredo

La mia felicità

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 1:04 pm

si-alza-il-vento2

Da quando fui stanco di cercare,
ho imparato a trovare.

Da quando un vento mi ha fatto resistenza,
navigo con tutti i venti.

Friedrich Nietzsche

Traduzione di Pino Menzio

Poesia n. 240 Luglio/Agosto 2009
Friedrich Nietzsche. Rovine di stelle
A cura di Pino Menzio

Dilema

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:51 pm

O que muito me confunde
é que no fundo de mim estou eu
e no fundo de mim estou eu.
No fundo
sei que não sou sem fim
e sou feito de um mundo imenso
imenso num universo
que não é feito de mim.
Mas mesmo isso é controverso
se nos versos de um poema
perverso sai o reverso.
Disperso num tal dilema
o certo é reconhecer:
no fundo de mim
sou sem fundo.

Antonio Cícero
(1945)

I vostri nomi

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 12:28 pm

anziano-depressione

Ieri sono passato a trovarti, papà,
la luce in questi giorni non è tagliata dall’ombra
negli alberi senza vento c’è l’odore secco dell’aria
per come posso, ti ho portato il racconto dei temporali,
l’odore di inverno sulle tempie
a Chiusaforte è nevicato, nevica sempre
e le fontane sono ghiacciate
penso, per qualche momento, che tu sia ancora lassù
ad accatastare legna con cura
e non in luoghi come questi
la casa di riposo con la pista per le bocce
dove state raccolti come le foglie nel parco
uniti nell’attesa, lontani dalle città assediate.

Dicevate domani, dicevate questo è il figlio
e con il silenzio del fischio nella bufera
i vostri nomi sono andati via
voi che siete stati popolo e ombra
remissione e forza
il tuo nome, papà, e quello di Bruno, che non era un’antilope
e tirava sassate al pettirosso sul ramo più alto
o quello di Giordano, o quello di Cesare, o quello
di Alfredo, l’artigliere
o quello di quelli che, come te, sono stati bambini
che hanno detto domani.

E adesso non è troppo dire
quanto poche sono le foglie cadute
sui giorni di novembre
per dire cos’è l’inverno negli occhi mentre viene
tutto il poco possibile è qui,
nei vostri corpi piegati come l’ulivo
sulle vostre facce di monete graffiate
in questo spazio, in questo tempo confusi
come il cielo e la terra quando nevica,
e se c’è un’uscita, papà, anche se non posso dire domani,
la sua luce sulla soglia
è questo stare dei tuoi occhi dentro i miei
questo pensarvi vivi, liberi e scalzi
le tasche piene di sassi, la memoria di voi
che trema in noi
come una stella incoronata di buio.

Pierluigi Cappello

Mandate a dire all’imperatore
postfazione di Eraldo Affinati
Crocetti Editore 2010, 2011 4ª edizione

Premio Viareggio-Repaci 2010

Desejo

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:15 pm

Só o desejo não passa
e só deseja o que passa
e passo meu tempo inteiro
a enfrentar um só problema
ao menos no meu poema
agarrar o passageiro.

 

Antonio Cícero
(1945)

3 settembre 2016

Istruzioni per sedurre una parola

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:44 pm

scrivere

Come se bruciasse
ponila al centro della mano.
Con l’unghia del dito medio
con dolcezza e ardore
levale l’odore di semantica,
così da denudare la sua spalla.
Ricordati di parlarle calmo,
senza inganni,
lodando la sua determinazione
o la sua pigrizia
finché lei stessa smetta di muoversi
come un lombrico.
Toccala,
ammira le bontà del suo istinto,
lascia che senta il calore della tua arroganza.
Non dirle troppo presto
quale verso la richiede.
Non spaventarla con le tue ansie.
Frequenta i suoi multipli ombelichi
e sussurrale che la preferisci,
che non le accadrà nulla,
che ti conoscono là
da dove è venuta.
Accertati che il suo respiro affannato
sia diminuito
prima di passare la punta delle dita
sulle tempie arrossate.
Inumidendo ogni poro
prendila senza paura nelle tue mani.
Immagina i suoi peli rizzarsi.
Accondiscendi,
viziala
e così,
come si trasporta un uccello ferito,
porta la sua innocenza alla scrivania,
all’infinita pagina bianca!

Federico Hernández Aguilar (San Salvador, 1974)

(da ‘Apología del cinismo’, 2001)

Adminimistério

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:26 pm

Quando o mistério chegar,
já vai me encontrar dormindo,
metade dando pro sábado,
outra metade, domingo.
Não haja som nem silêncio,
quando o mistério aumentar.
Silêncio é coisa sem senso,
não cesso de observar.
Mistério, algo que, penso,
mais tempo, menos lugar.
Quando o mistério voltar,
meu sono esteja tão solto,
nem haja susto no mundo
que possa me sustentar.

Meia-noite, livro aberto.
Mariposas e mosquitos
pousam no texto incerto.
Seria o branco da folha,
luz que parece objeto?
Quem sabe o cheiro do preto,
que cai ali como um resto?
Ou seria que os insetos
descobriram parentesco
com as letras do alfabeto?

Paulo Leminski

28 agosto 2016

Perché mi piace

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 12:41 pm

Patrizia Ercole 2016

Perché mi piace
tanto guardarti?
Dimmi, donna.
Perché mi piace
tanto coccolarti?
Dimmi, donna.
Perché mi piace
tanto baciarti?
Dimmi, donna.

E preoccupato da tanti perché
ho deciso che la cosa migliore è:
guardarti,
coccolarti,
baciarti,
senza pensare perché.

Max Aub
(da ‘Poemas cotidianos‘, 1925)

aub

Max Aub (Parigi, 2 giugno 1903 – Città del Messico, 23 luglio 1972)

Razão de ser

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:35 pm

Escrevo. E pronto.
Escrevo porque preciso,
preciso porque estou tonto.
Ninguém tem nada com isso.
Escrevo porque amanhece,
E as estrelas lá no céu
Lembram letras no papel,
Quando o poema me anoitece.
A aranha tece teias.
O peixe beija e morde o que vê.
Eu escrevo apenas.
Tem que ter por quê?

Paulo Leminski

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