Poesia & poemas

26 ottobre 2019

Le ho viste…

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:43 pm

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Le ho viste.
Loro,
i loro volti dai lividi celati.
Loro,
gli ematomi nascosti tra le cosce,
Loro,
i loro sogni rapiti, le loro parole azzittite
Loro,
i loro sorrisi affaticati.

Le ho viste
tutte
passare nella strada
anime scalze,
che si guardano dietro,
temendo di essere seguite
dai piedi della tempesta,
ladre di luna
attraversano,
camuffate da donne normali.

Nessuno le può riconoscere
tranne quelle
che sono come loro.

 

Maram Al Masri

La macchina da cucire di Dio, l’inchiostro della sua penna

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:29 pm

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Io so cucire, l’ho imparato da bambina.
Sono capace di trasformare lo spazio
srotolato e morbido di una stoffa
nell’idea che ho di me.
E di nascondere un’attesa
nelle pinces dei pantaloni
di fare esplodere la gioia
nella ruota della gonna
la leggerezza nella camicia
di spingere nelle arricciature quel segreto
che non dirò mai a nessuno
e di annotare la lentezza malinconica dei miei rimpianti
in una lunga fila di cuciture tutte uguali.
Nessuno come un sarto
sa con esattezza
quanto i vestiti ci rendano trasparenti
agli occhi degli altri.

Io so scrivere, l’ho imparato da bambina.
Sono stata a lungo Alice nel Bosco
le parole dolci le ho messe nel cestino della merenda
quelle amare mi hanno resa piccola di statura.
Oggi porto con me una catena
ascolto il peso delle parole sopra le spalle
qualche volta volano, sono farfalle
la loro voce è inframmezzata dal ticchettio dei punti
nei fogli che ho nella borsa
le parentesi trattengono
quello che bisognerebbe immaginare
e ogni virgola contiene
il sospiro delle cose non dette.
Nessuno come un poeta
sa con esattezza
quanto le parole scritte ci rendano nudi
agli occhi degli altri.

Chissà com’era
la macchina da cucire di Dio.
Di che colore
l’inchiostro della sua penna.

 

 

Anna Spissu

da “La vita trasparente” 

 

23 ottobre 2019

Le parole / As palavras

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:11 pm

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Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Segrete vengono, piene di memoria.
Insicure navigano:
barche o baci,
agitano le acque.

Abbandonate, innocenti,
leggere.
Tessute sono di luce
e sono la notte.
E persino pallide
ricordano ancora verdi paradisi.

Chi le ascolta? Chi
le raccoglie, così,
crudeli, disfatte,
nei loro gusci puri?
Eugenio De Andrade
AS PALAVRAS

São como um cristal,
as palavras.
Algumas, um punhal,
um incêndio.
Outras,
orvalho apenas.

Secretas vêm, cheias de memória.
Inseguras navegam:
barcos ou beijos,
as águas estremecem.

Desamparadas, inocentes,
leves.
Tecidas são de luz
e são a noite.
E mesmo pálidas
verdes paraísos lembram ainda.

Quem as escuta? Quem
as recolhe, assim,
cruéis, desfeitas,
nas suas conchas puras?

Ti lascio con la tua vita

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:03 pm

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Ti lascio con la tua vita
con il tuo lavoro
con la tua gente
con i tuoi tramonti
e la tue albe

seminando la fiducia
ti lascio con il mondo
sconfiggendo l’impossibile
sicura senza sicurezza

ti lascio di fronte al mare
decifrandoti sola
senza le mie domande cieche
senza le mie risposte rotte

ti lascio senza i miei dubbi
poveri e mal feriti
senza la mia immaturità
senza la mia anzianità

però non credere
ciecamente
non credere mai credere
questo falso abbandono

sarò dove meno
te lo aspetti
ad esempio,
in un albero maturo
che oscilla

sarò in un lontano
orizzonte senza ore
nelle orme nel tatto
nella tua ombra e la mia ombra

sarò diviso
in quattro o cinque bambini
di quelli che voi guardate
e poi ti seguono

e magari potrò essere
nella rete dei tuoi sogni
aspettando i tuoi occhi
e guardandoti.
Mario Benedetti

La semplicità…

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:47 pm

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La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia,
in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

 

Alda Merini

Ti auguro tempo

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:32 pm

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Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

 
Elli Michler,

Dir Zugedacht – Dedicato a te (Monaco 2004).

Elli Michler (Würzburg, 12 febbraio 1923 – Heilbronn, 18 novembre 2014) è stata una poetessa tedesca.
Elli Michler, poetessa tedesca, nasce nel 1923 a Wurzug. Viene da una famiglia di commercianti. Frequenta una scuola religiosa, ma con l’avvento del Nazismo questa viene chiusa ed è costretta a continuare privatamente gli studi. Poco dopo l’inizio della seconda guerra mondiale è arruolata nella Wurzburg Industry Association. Alla fine della guerra lavora per la ricostruzione dell’Università della sua città e incontra il futuro marito. Dopo la nascita di una figlia si trasferisce prima a Hesse e poi a Bad Homburg. Nel marzo 2010 ottiene la Croce al Merito per il suo lavoro di poetessa. Nella motivazione del premio si legge: “ Il premio è un segno di apprezzamento e incoraggiamento per il sostegno che date a molti lettori attraverso il vostro modo di guardare alla vita…”

5 ottobre 2019

PEZZI DI ME

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:00 pm

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Son fatta di
sogni infranti
dettagli inosservati
amori irrisolti

Son fatta di
pianti senza ragione
persone nel cuore
atti impulsivi

Sento la mancanza di
luoghi che non ho conosciuto
esperienze che non ho vissuto
momenti che ho già dimenticato

Sono
amore e affetto costante,
distratta quanto basta
non mi fermo un istante

Già
ho avuto notti insonni
ho perso persone molto care
ho fatto cose non promesse

Molte volte
ho desistito senza tentare
ho pensato a volte di fuggire, per non affrontare
ho sorriso per trattenere il pianto

Sono dispiaciuta
per le cose non cambiate
le amicizie non coltivate
chi ho giudicato
ciò che ho detto

Ho nostalgia
delle persone che ho conosciuto
dei ricordi che ho dimenticato
ed altri che temo di dimenticare,
degli amici che ho perso

Ma continuo a vivere
e imparare.

 
Martha Medeiros

self portrait P. Ercole

Lentamente muore

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 7:42 pm

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Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.
Martha Medeiros

A Morte Devagar

Morre lentamente quem não troca de idéias, não troca de discurso, evita as próprias contradições.

Morre lentamente quem vira escravo do hábito, repetindo todos os dias o mesmo trajeto e as mesmas compras no supermercado. Quem não troca de marca, não arrisca vestir uma cor nova, não dá papo para quem não conhece.

Morre lentamente quem faz da televisão o seu guru e seu parceiro diário. Muitos não podem comprar um livro ou uma entrada de cinema, mas muitos podem, e ainda assim alienam-se diante de um tubo de imagens que traz informação e entretenimento, mas que não deveria, mesmo com apenas 14 polegadas, ocupar tanto espaço em uma vida.

Morre lentamente quem evita uma paixão, quem prefere o preto no branco e os pingos nos is a um turbilhão de emoções indomáveis, justamente as que resgatam brilho nos olhos, sorrisos e soluços, coração aos tropeços, sentimentos.

Morre lentamente quem não vira a mesa quando está infeliz no trabalho, quem não arrisca o certo pelo incerto atrás de um sonho, quem não se permite, uma vez na vida, fugir dos conselhos sensatos.

Morre lentamente quem não viaja, quem não lê, quem não ouve música, quem não acha graça de si mesmo.

Morre lentamente quem destrói seu amor-próprio. Pode ser depressão, que é doença séria e requer ajuda profissional. Então fenece a cada dia quem não se deixa ajudar.

Morre lentamente quem não trabalha e quem não estuda, e na maioria das vezes isso não é opção e, sim, destino: então um governo omisso pode matar lentamente uma boa parcela da população.

Morre lentamente quem passa os dias queixando-se da má sorte ou da chuva incessante, desistindo de um projeto antes de iniciá-lo, não perguntando sobre um assunto que desconhece e não respondendo quando lhe indagam o que sabe. Morre muita gente lentamente, e esta é a morte mais ingrata e traiçoeira, pois quando ela se aproxima de verdade, aí já estamos muito destreinados para percorrer o pouco tempo restante. Que amanhã, portanto, demore muito para ser o nosso dia. Já que não podemos evitar um final repentino, que ao menos evitemos a morte em suaves prestações, lembrando sempre que estar vivo exige um esforço bem maior do que simplesmente respirar.

Muere Lentamente

Muere lentamente quien no cambia de ideas, ni cambia de discurso, quien evita las propias contradicciones.

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos y las mismas compras en el supermercado. Quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo, no da algo a quien no conoce.

Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú y su pareja diaria.
Muchos no pueden comprar un libro o una admisión de cine, pero muchos pueden, y aún así se alienan delante de un tubo de imágenes que trae la información y el entretenimiento, pero que no debería, pues con sólo 14 pulgadas, ocupar tanto espacio en una vida.

Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones indomables, justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas e hipos, corazones a los tropiezos y sentimientos.

Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo, quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien no se permite por lo menos una vez en la vida, huir de los consejos sensatos.

Muere lentamente quien no viaja, quien no lee, quien no oye música, quien no encuentra gracia en si mismo.

Muere lentamente quien destruye su amor propio. Puede ser la depresión, esa enfermedad es grave y requiere ayuda profesional. Luego sucumbe cada día quien no se deja ayudar.

Muere lentamente quien no trabaja y quien no estudia, y la mayoría de las veces es una opción y, sí, destino: entonces un gobierno en silencio puede matar lentamente una buena parte de la población.

Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante, desistiendo de un proyecto antes de empezarlo, el que no pregunta acerca de un asunto que desconoce o no responde cuando le indagan sobre algo que sabe.

Muchas personas mueren lentamente, y esta muerte es una muy ingrata y traicionera, porque cuando se acerca de verdad, ya estamos muy destrozados para caminar en el corto tiempo que resta.

Que mañana, por tanto, demore mucho para que sea nuestro día. Dado que no podemos evitar un final repentino, por lo menos evitar la muerte en suaves prestaciones, recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor que simplemente respirar.

Martha Medeiros

21 luglio 2019

Quel che mi duole non è

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 1:07 pm

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Quel che mi duole non è
Quello che c’è nel cuore
Ma quelle cose belle
Che mai esisteranno.

Sono le forme senza forma
Che passano senza che il dolore
Le possa conoscere,
O sognarle l’amore.

Come se la tristezza
Fosse albero e, una ad una,
Le sue foglie cadessero
Tra il sentiero e la bruma.
Fernando Pessoa

nell’opera di Fernando Pessoa Un’affollata solitudine. Poesie eteronime.
O que me dói não è

O que me dói não è
O que hà no coração
Mas essas coisas lindas
Que nunca existirão…

São as formas sem forma
Que passam sem que a dor
As possa conhecer
Ou as sonhar o amor.

São como se a tristeza
Fosse árvore e, uma a uma,
Caíssem suas folhas
Entre o vestígio e a bruma.

11 luglio 2019

Non mi interessano i dati

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:16 pm

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Non mi interessano i dati
i dettagli delle cose
non mi interessano gli orologi
che non siano solari
né la lista
degli amori che finiscono.
Mi interessano piuttosto la verità
il rumore del mare
le ore che passano
la luce sul letto a mezzogiorno
e tutto quello che viene
e che va
senza nome e senza preavviso
accadendo
come le cose semplici
accadono.
Nancy Bacelo
No me interesan los datos

No me interesan los datos
los precisos datos de las cosas
no me interesan los relojes
que no son de sol
ni la lista
de los amores que se acaban.
Me interesa eso sí la verdad
el ruido del mar
las horas que se pasan
la luz sobre la cama al mediodía
y todo lo que viene
y se va
sin nombre y sin aviso
sucediéndose
como las cosas simples
se suceden.

Nancy Bacelo da La nuova poesia, 1965

[Foto: Vivian Maier]

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