Poesia & poemas

30 marzo 2013

Ninguém me habita

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:06 pm

Ninguém me habita. A não ser
o milagre da matéria
que me faz capaz de amor,
e o mistério da memória
que urde o tempo em meus neurônios,
para que eu, vivendo agora,
possa merecer na outrora.

Ninguém me habita. Sozinho,
resvalo pelos declives
onde me esperam, me chamam
(meu ser me diz se as atendo)
feiúras que me fascinam,
belezas que me endoidecem.

Thiago de Mello  (1921)

Motivo dimenticato

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:55 pm

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Piove su tutte le strade
e piove nel fondo al mio cuore:
non so, non so da dove
giunge questo languore.

Sonoro bruir della piova
per le zolle, sopra le ardesie;
a un cuor che dolce s’accora
oh dolce bruir della piova!

Questo pianger da dove mi viene?
Inganno? E quale? Nessuno.
Eppure nel cuore che geme
da dove, da dove mi viene?
E come duole un dolore
senza radice alcuna.

Odio non c’è, non c’è amore:
e tanta è la pena del cuore.

PAUL VERLAINE

Metamorfoses da casa

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:48 pm

Ergue-se aérea pedra a pedra
a casa que só tenho no poema.

A casa dorme, sonha no vento
a delícia súbita de ser mastro.

Como estremece um torso delicado,
assim a casa, assim um barco.

Uma gaivota passa e outra e outra,
a casa não resiste: também voa.

Ah, um dia a casa será bosque,
à sua sombra encontrarei a fonte
onde um rumor de água é só silêncio.

Eugénio de Andrade  (1923-2005)

23 marzo 2013

La gente che mi piace

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:26 pm

Mario-Benedetti-cancionero_CLAIMA20120517_0154_8

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare e lo fa.
Mi piace la gente che sa misurare le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.
Mi piace la gente giusta e rigorosa, sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani e che possiamo sbagliare.
Mi piace la gente che pensa che il lavoro collettivo, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.
Mi piace la gente che conosce l’importanza dell’allegria.
Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.
Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere che non sa qualcosa o si è sbagliata.
Mi piace la gente che, nell’accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.
Mi piace la gente capace di criticarmi costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo “i miei amici”.
Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta di perseguire traguardi e idee.
Mi piace la gente che lavora per dei risultati.
Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacchè per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.

Anonimo del web

La gente que me gusta

Me gusta la gente que vibra, que no hay que empujarla, que no hay que decirle que haga las cosas, sino que sabe lo que hay que hacer y que lo hace. La gente que cultiva sus sueños hasta que esos sueños se apoderan de su propia realidad. Me gusta la gente con capacidad para asumir las consecuencias de sus acciones, la gente que arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien se permite huir de los consejos sensatos dejando las soluciones en manos de nuestro padre Dios.

Me gusta la gente que es justa con su gente y consigo misma, la gente que agradece el nuevo día, las cosas buenas que existen en su vida, que vive cada hora con buen ánimo dando lo mejor de sí, agradecido de estar vivo, de poder regalar sonrisas, de ofrecer sus manos y ayudar generosamente sin esperar nada a cambio.

Me gusta la gente capaz de criticarme constructivamente y de frente, pero sin lastimarme ni herirme.

La gente que tiene tacto.

Me gusta la gente que posee sentido de la justicia.

A estos los llamo mis amigos.

Me gusta la gente que sabe la importancia de la alegría y la predica. La gente que mediante bromas nos enseña a concebir la vida con humor.

La gente que nunca deja de ser aniñada.

Me gusta la gente que con su energía, contagia.

Me gusta la gente sincera y franca, capaz de oponerse con argumentos razonables a las decisiones de cualquiera.

Me gusta la gente fiel y persistente, que no desfallece cuando de alcanzar objetivos e ideas se trata.

Me gusta la gente de criterio, la que no se avergüenza en reconocer que se equivocó o que no sabe algo. La gente que, al aceptar sus errores, se esfuerza genuinamente por no volver a cometerlos.

La gente que lucha contra adversidades.

Me gusta la gente que busca soluciones.

Me gusta la gente que piensa y medita internamente. La gente que valora a sus semejantes no por un estereotipo social ni cómo lucen. La gente que no juzga ni deja que otros juzguen.

Me gusta la gente que tiene personalidad.

Me gusta la gente capaz de entender que el mayor error del ser humano, es intentar sacarse de la cabeza aquello que no sale del corazón.

La sensibilidad, el coraje, la solidaridad, la bondad, el respeto, la tranquilidad, los valores, la alegría, la humildad, la fe, la felicidad, el tacto, la confianza, la esperanza, el agradecimiento, la sabiduría, los sueños, el arrepentimiento y el amor para los demás y propio son cosas fundamentales para llamarse GENTE.

Con gente como ésa, me comprometo para lo que sea por el resto de mi vida, ya que por tenerlos junto a mí, me doy por bien retribuido.

Nunca quis ser

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:11 pm

Nunca quis ser
Freguês distinto
Pedindo isso e aquilo
Vinho tinto
Obrigado
Hasta la vista

Queria entrar
Com os dois pés
No peito dos porteiros
Dizendo pro espelho
– cala a boca
E pro relógio
– abaixo os ponteiros

Paulo Leminski  (1944-1989)

22 marzo 2013

L’attesa attenua…

Filed under: Libri — patriziaercole @ 8:37 am

image013

“L’attesa attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi.”

“Chi vive senza follie non è così saggio come crede.”

François de La Rochefoucald (1613-1680) – Foto di Patrizia Ercole ©

HOJE É UM OUTRO DIA

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 8:31 am

Quando abro, a cada manhã a janela do meu quarto
É como se abrisse o mesmo livro
Numa página nova…

Mário Quintana

OGGI E’ UN ALTRO GIORNO

Quando apro ogni mattina la finestra della mia stanza
è come se aprissi lo stesso libro
ad una pagina nuova…

21 marzo 2013

Vite di scarto

Filed under: Formazione,Libri — patriziaercole @ 10:41 pm

bauman

Un sociologo della portata di Zygmunt Bauman ci dice che la modernizzazione è la più prolifica e meno controllata linea di produzione di rifiuti e di esseri umani di scarto. La sua diffusione globale ha sprigionato e messo in moto quantità enormi e sempre crescenti di persone private dei loro modi e mezzi di sopravvivenza. I reietti, i rifugiati, gli sfollati, i richiedenti asilo sono i rifiuti della globalizzazione.
È il fondamentale punto di osservazione di uno studioso attento più di ogni altro alle “conseguenze sulle persone” della globalizzazione:
«Un fantasma si aggira fra gli abitanti del mondo liquido-moderno e fra tutte le loro fatiche e creazioni: il fantasma dell’esubero. La modernità liquida è una civiltà dell’eccesso, dell’esubero, dello scarto e dello smaltimento dei rifiuti ».
Infatti, la cultura liquido-moderna rifiuta la memoria e la fatica connessa al suo recupero e alla sua custodia, optando per il disimpegno e la molto più facile dimenticanza; come logico, avendo bisogno di inanellare rapidamente novità e discontinuità. Perché il fondamento della modernità, ricorda Bauman citando Paul Ricoeur, risiede nel desiderio di superarsi e oltrepassare la propria identità, rimettendola continuamente in discussione. Essere moderni significa stare perennemente in movimento; e scartare, giustappunto, i progetti non andati in porto e gli oggetti falliti, abortiti o superati. Nel pianeta “saturato” dal progresso economico, i rifiuti rappresentano l’elemento distintivo della globalizzazione. E poco importa se nel rapidissimo consumo di ogni cosa, vengono gettati altri esseri umani: tutto ciò che ostacola la corsa incessante della crescita economica costituisce un ostacolo da rimuovere obbligatoriamente. Così è per i popoli del Terzo mondo, la riserva di manodopera a basso costo, oltre che la discarica dei rifiuti, delle Fortezze America ed Europa; e così è per i losers, i perdenti “interni” al Primo mondo, poveri o affetti dalle malattie depressive liquide-moderne, come le chiama lo studioso, che dilagano sempre più. Così è per i migranti, i sans papiers, i richiedenti asilo, i rifugiati e i profughi di guerre, catastrofi ecologiche e tragedie umanitarie. Così è per le vittime degli innumerevoli traffici di una criminalità organizzata che mai si è arricchita tanto come nello “spazio dei flussi ”, al punto da condizionare in maniera decisiva l’economia globale, una quota considerevole della quale risulta, per l’appunto, di matrice illecita ed illegale.
È un affresco devastante quello che esce dal “grande vecchio” Zigmunt Bauman. Un quadro lucido e spietato, dal quale diventa sempre più urgente – e sempre più difficile – trovare una via d’uscita, prima di diventare tutti quanti “vite di scarto”.
Per Bauman il modello del libero mercato, modello dominante la società postmoderna biodegradabile è luogo di produzione di rifiuti e di esseri umani di scarto. I rifiuti contemporanei sono persone private dei loro modi e mezzi di sopravvivenza. La modernità, in quanto progettazione delle forme della comunità umana, è luogo di scarti umani, quelli che mal si adattano al modello progettato.

Zygmunt Bauman Vite di scarto, Laterza, Bari 2007. Bauman è uno dei più noti e influenti pensatori al mondo. Professore emerito di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia.

Que Será de Mim?

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 10:32 pm

image001

Com essa leitura dinâmica, decerto nem chegarão a me enxergar… Que sobrará de mim – eu que só escrevo para os que gostam de ler nas entrelinhas? Que escrevo, como bem sabem os meus fregueses, apenas para os gulosos, e jamais para os glutões.

Mário Quintana (1906 – 1994) no livro Caderno H –

Cosa ne sarà di me?

Con questa lettura dinamica, finirà che non riusciranno nemmeno a vedermi… Cosa resterà di me – io che scrivo solamente per quelli che amano leggere fra le righe? Che scrivo, come ben sanno i miei clienti, solo per i golosi e mai per gli ingordi.

tradução de Pierino Bonifazio – Opera eteropittorica di Sebastiano Quaglia del 1975 – Rapallo ITALIA

10 marzo 2013

Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive…

Filed under: Libri — patriziaercole @ 10:06 pm

image020

Le donne che si danno così tanto da fare, che antepongono le esigenze altrui alle proprie, che aspettano di essere premiate per la loro devozione (le brave ragazze, insomma) si ritrovano spesso con un mucchio di mosche in mano. Per ricercare il giusto equilibrio tra il rispetto degli altri e il proprio vantaggio, le donne debbono imparare a diventare “cattive”, sia in casa che al lavoro. Ma attenzione: diventare cattive non significa trasformarsi in mostri di egoismo, ma semplicemente credere nel proprio talento e smettere di rinunciare alle proprie aspirazioni per paura di perdere l’approvazione di mariti, fidanzati, figli, datori di lavoro.
Tra le “lezioni” più interessanti del libro, quelle che insegnano a smettere di sorridere, a cominciare a dire di no, ad abbandonare il linguaggio verbale e corporeo della sottomissione.

Ute Ehrhardt  Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto -Milano, Corbaccio, 1996

Uma radiografia do poder feminino nos anos 90

Best-seller na Alemanha, com mais de 300 mil exemplares vendidos em 1995, o livro da alemã Ute Ehrhardt trata do papel da mulher neste fim de século. Para a autora, mesmo com tantas conquistas, a mulher continua sendo “boazinha” na hora de lidar com questões familiares e profissionais. Afinal, entre o trabalho e a casa, muitas vezes engole a frustração e satisfaz o desejo familiar. Meninas Boazinhas Vão para o Céu, as Más Vão à Luta, é um livro que fala do poder feminino. Como a mulher pode enfrentar seus medos, principalmente quando resolve “não ir para o céu”.

Escrito em linguagem acessível e divertida, o livro baseia-se em estudos comportamentais e depoimentos emocionados de mulheres. Com muito humor, a psicóloga Ute Ehrhardt aponta sintomas diversos da longa história de submissão feminina, aí incluindo a inabilidade masculina frente aos afazeres domésticos e a dificuldade feminina diante de situações ditas masculinas – trocar velas do carro, por exemplo. A partir dos depoimentos, surgem várias perguntas. Por que a mulher se obriga a pensar sempre nos outros e nunca nela própria? Por que teme tanto as críticas? Por que julga ruins atitudes que admite nos homens? Por que se preocupa tanto com o que os outros vão pensar?

Derrubando tabus do tipo “mulheres independentes são solitárias” ou levantando questões típicas do universo feminino, como o freqüente “tudo bem” na hora em que o marido não consegue administrar filhos e tarefas domésticas, Ute Ehrhardt radiografa o modelo familiar dos anos 90 e nos revela um retrato multifacetado da mulher moderna.

Meninas Boazinhas Vão para o Céu, as Más Vão à Luta – Ute Ehrhardt

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.