Poesia & poemas

31 agosto 2018

The Fly

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:52 am

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Little Fly,
Thy summer’s play
My thoughtless hand
Has brush’d away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance,
And drink, & sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength & breath,
And the want
Of thought is death;

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

 

 

La mosca

Piccola alata,
le mani avventate
la tua hanno spazzata
spensierata estate.

Il viver mio
non è il tuo penare?
E d’uomo un ronzio
non è il tuo volare?

Canto e a te eco
fo a bere e a ballare,
finché un gesto cieco
mi tronca il volare.

Se è forza e vita
la mente ed è fiato,
e quando è sparita
la morte ha trionfato,

allora anch’io
son fatto di gioia
che ha il tuo ronzio,
che viva o che muoia.

William Blake (1757 – 1827)

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IL SOGNO

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:23 am

Biancalice 2017

Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.

Tu così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e storia le favole.
Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
più giusto per me non sognare tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

Come un lampo o un bagliore di candela
i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
Così (poiché tu ami il vero)
io ti credetti sulle prime un angelo.
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
quando interpretasti il sogno, sapendo
che la troppa gioia mi avrebbe destato
e venisti, devo confessare
che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.

Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
Ma ora che ti allontani
dubito che tu non sia più tu.
Debole quel amore di cui più forte è la paura,
e non è tutto spirito limpido e valoroso
se è misto di timore, di pudore, di onore.

Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.

John Donne
(traduzione di Cristina Campo)

Gozo e dor

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:16 am

Se estou contente, querida,
Com esta imensa ternura
De que me enche o teu amor?
Não. Ai não; falta-me a vida;
Sucumbe-me a alma à ventura:
O excesso de gozo é dor.

Dói-me alma, sim; e a tristeza
Vaga, inerte e sem motivo,
No coração me poisou.
Absorto em tua beleza,
Não sei se morro ou se vivo,
Porque a vida me parou.

É que não há ser bastante
Para este gozar sem fim
Que me inunda o coração.
Tremo dele, e delirante
Sinto que se exaure em mim
Ou a vida ou a razão.

 

Almeida Garrett

(1799-1854)

22 agosto 2018

Preghiera d’esortazione o di incoraggiamento

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:55 pm

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Dio di volontà,
Dio onnipotente, cerca
(sforzati), a furia d’insistere
– almeno – d’esistere.

 

 

Giorgio Caproni

da “Il muro della terra”, 1975 in Tutte le poesie

Abreviatura

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:49 pm

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O ser humano é uma abreviatura
um compêndio brevíssimo
por tudo e por nada encerrado
em laconismos do gênero
Sr Sra Dr Dra Excia Exmo Prof …

o ser humano é um milímetro
do universo / uma piscadela
do infinito que nasce e morre
gota a gota ou num ápice

mais do que palavra é uma vírgula
um pedaço de alma, uma pulsação
um disparate de esperança

o ser humano é um instante
um sino sem badalo / um relógio
de águas ou de areia
um destino simulado
uma alegria sem fundamento
e uma tristeza sem motivo.

 
Mario Benedetti

Ermetica

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:46 pm

Se ci fosse un luogo dove conficcare un altro grido
quale potrebbe essere, la roccia o il mare

o l’occhio dell’uccello della notte, fisso e tondo, duro come la pietra,
giallo come la luna?

Ah, tutto è impenetrabile.
E il grido viene fuori dalla bocca

pendulo come la lingua dell’impiccato.

 

 

Nina Cassian (1924 – 2014)

Não sei distinguir no céu as várias constelações

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:09 pm

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Não sei distinguir no céu as várias constelações:
não sei os nomes de todos os peixes e flores,
nem dos rios nem das montanhas:
caminho por entre secretas coisas,
a cada lugar em que meus olhos pousam,
minha boca dirige uma pergunta.

Não sei o nome de todos os habitantes do mundo.
nem verei jamais todos os seus rostos,
embora sejam meus contemporâneos.

Não, não sei, na verdade, como são em corpo e alma
todos os meus amigos e parentes.
Não entendo todas as coisas que dizem,
não compreendo bem de que vivem, como vivem,
como pensam que estão vivendo.

Não me conheço completamente,
só nos espelhos me encontro,
tenho muita pena de mim.

Não penso todos os dias exatamente
do mesmo modo.
As mesmas coisas me parecem a cada instante diversas.
Amo e desamo, sofro e deixo de sofrer,
ao mesmo tempo, nas mesmas circunstancias.

Aprendo e desaprendo,
esqueço e lembro,
meu Deus, que águas são estas onde vivo,
que ondulam em mim, dentro e fora de mim?

Se dizem meu nome, atendo por habito.
Que nome é o meu?
Ignoro tudo.

Quando alguém diz que sabe alguma coisa,
fico perplexa:
ou estará enganado, ou é um farsante
– ou somente eu ignoro e me ignoro desta maneira?

E os homens combatem pelo que julgam saber.
E eu, que estudo tanto,
inclino a cabeça sem ilusões,
e a minha ignorância enche-me de lagrimas as mãos.

 
Cecilia Meireles

Ci abituiamo al buio…

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 2:55 pm

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Ci abituiamo al buio
quando la luce è spenta;
dopo che la vicina ha retto il lume
che è testimone del suo addio,

per un momento ci muoviamo incerti
perché la notte ci rimane nuova,
ma poi la vista si adatta alla tenebra
e affrontiamo la strada a testa alta.

Così avviene con tenebre più vaste –
quelle notti dell’anima
in cui nessuna luna ci fa segno,
nessuna stella interiore si mostra.

Anche il più coraggioso prima brancola
un po’, talvolta urta contro un albero,
ci batte proprio la fronte;
ma, imparando a vedere,

o si altera la tenebra
o in qualche modo si abitua la vista
alla notte profonda,
e la vita cammina quasi dritta.

 
Emily Dickinson

da Tutte le poesie (Mondadori, 1997), a cura di M. Bulgheroni

Oggi disimparo quel che avevo imparato fino a ieri

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:14 am

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Oggi disimparo quel che avevo imparato fino a ieri
e che domani ricomincerò a imparare.

Tutti i giorni mi indebolisco e mi disfo in cenere effimera:
tutti i giorni ricostruisco le mie edificazioni, in sogno eterne.

Questa fragile scuola che siamo, la sollevo con pazienza
dalle fondamenta alle torri, sapendo che è un lavoro senza fine.

E dall’alto avvisto quelli che riposano e assaltano, signori di riso e pietre.
Ognuno di noi ha la sua verità, per la quale deve morire.

Da un luogo che non si raggiunge, e che è, intanto, chiaro,
la mia verità, senza scambio, senza equivalenza nè disinganno

permane costante, obbligatoria, libera:
mentre imparo, disimparo e torno a reimparare.

 

 

Cecilia Meireles, 1961
in Misura del significato e altre poesie, a cura di Simonetta Masin, Editrice Petite Plaisance

 

Hoje desaprendo o que tinha aprendido até ontem

Hoje desaprendo o que tinha aprendido até ontem
e que amanhã recomeçarei a aprender.
Todos os dias desfaleço e desfaço-me em cinza efêmera:
todos os dias reconstruo minhas edificações, em sonho eternas.

Esta frágil escola que somos, levanto-a com paciência
dos alicerces às torres, sabendo que é trabalho sem termo.

E do alto avisto os que folgam e assaltam, donos de riso e pedras.
Cada um de nós tem a sua verdade, pela qual deve morrer.

De um lugar que não se alcança, e que é, no entanto, claro,
minha verdade, sem troca, sem equivalência nem desengano

permanece constante, obrigatória, livre:
enquanto aprendo, desaprendo e torno a reaprender.

1961

(Meireles, C. 2001, pp.1442, 1443)

L’unico modo per vivere…

Filed under: Libri — patriziaercole @ 11:01 am

clarice

“Rispetta te stessa più di quanto rispetti gli altri, rispetta le tue esigenze, rispetta anche ciò che c’è di brutto in te – rispetta soprattutto quel che immagini essere brutto in te – per l’amor di Dio, non voler fare di te una persona perfetta, non copiare un essere ideale, copia te stessa – è questo l’unico modo per vivere…Chissà se una vita tiepida non venga punita per il suo stesso tepore. Prendi per te ciò che ti appartiene, e ciò che ti appartiene è tutto quel che la tua vita esige. Sembra una morale amorale. Ma quel che davvero è immorale è avere desistito da se stessa.
Abbi il coraggio di trasformarti, di fare quel che desideri.”

Clarice Lispector,

La vita che non si ferma. Lettere scelte (1941-1975), Archinto

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