Poesia & poemas

3 marzo 2014

Semi di suono

Filed under: Musica,Poesie — patriziaercole @ 9:25 pm

Sento
il vento.
Ha dentro
semi di suono.
Li posa e riposa
nelle orecchie segrete
dove sole e pensiero sono
insieme.
Quei semi
di suono
lentamente
crescono
in musiche rumori voci immense
e dolci:
In conchiglie
cresce rumore di mare.
Poi torna il vento:
Sento soffi freschi
asciugare i rumori
tagliare le foglie
alla musica e al suono
fino al silenzio.

poesia Roberto Piumini

musica Andrea Basevi

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2 marzo 2014

POICHE’ TENTAR NON NUOCE

Filed under: Musica,Poesie,Teatro — patriziaercole @ 3:23 pm

Non aspettare che ci sia il sereno
o cada una tiepida pioggia
o l’orchestra dei fiori
incominci a suonare
o i già muti pesci
tacciano ancora di più.

Fa’ che ti basti che cominci il giorno
e che sia fatto chiaro
come pagina bianca
voltata dopo
la nera.

Allora tieni la faccia
più alta che si può
e tenta

poiché tentar non nuoce.

poesia di Roberto Piumini

Canto Patrizia Ercole, musica Andrea Basevi
registrazione “live” dallo spettacolo Nel mucchio di parole
Teatro Politeama di Varese – 15 aprile 2010

23 ottobre 2011

Coisas da terra

Filed under: Musica — patriziaercole @ 8:58 pm

Todas as coisas de que falo estão na cidade,
entre o céu e a terra.
São todas elas coisas perecíveis
e eternas com teu riso,
a palavra solidária,
minha mão aberta
ou este esquecido cheiro de cabelo
que volta
e acende sua flama inesperada
no coração de maio.
Foto de deepintheforestcat

Todas as coisas de que falo são de carne
como o verão e o salário
Mortalmente inseridas no tempo,
estão dispersas, como o ar,
no mercado, nas oficinas,
nas ruas, nos hotéis de viagem.

São coisas, todas elas,
cotidianas, como bocas
e mãos, sonhos e greves,
denuncias,
acidentes de trabalho e do amor. Coisas,
de que falam os jornais,
às vezes rudes,
às vezes tão escuras
que mesmo a poesia as ilumina com dificuldade.
Mas é nelas que te vejo pulsando,
mundo novo,
ainda em estado de soluços e esperança.

 

Ferreira Gullar

24 ottobre 2009

Cantata de paz

Filed under: Musica — patriziaercole @ 3:57 pm

Vemos, ouvimos e lemos
Não podemos ignorar
Vemos, ouvimos e lemos
Não podemos ignorar

Vemos, ouvimos e lemos
Relatórios da fome
O caminho da injustiça
A linguagem do terror

A bomba de Hiroshima
Vergonha de nós todos
Reduziu a cinzas
A carne das crianças

D’África e Vietname
Sobe a lamentação
Dos povos destruídos
Dos povos destroçados

Nada pode apagar
O concerto dos gritos
O nosso tempo é
Pecado organizado.

Sophia de Mello Breyner (1919-2005)

25 agosto 2009

Omaggio a Zoltàn Kodàly

Filed under: Formazione,Musica — patriziaercole @ 6:20 pm

Che cosa significano per te il violino, o il pia-

noforte? Tu possiedi nella tua gola uno strumento

dotato di un suono più bello di qualsiasi violino

del mondo, se tu solo lo vuoi utilizzare.

Zoltàn Kodàly

DO era uno che dava tutto quanto,
RE aveva nella testa una corona,
MI era uno che voleva soltanto,
FA era una pigrissima persona,
SOL era uno senza compagnia,
LA a tutti indicava la via,
SI era molto, molto buono,
proprio generoso era SI:
quando si incontrarono,
fecero un suono:
e la musica
è nata
così.
Roberto Piumini

Visita il sito: http://www.aikem.it/

12 dicembre 2008

Se ci fosse un uomo

Filed under: Canzoni,Musica — patriziaercole @ 1:12 pm

Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.

Se ci fosse un uomo…

Forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che è in attesa
di una rinascita improvvisa.

Se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo generoso e forte
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno
forte nell’odiare l’arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno
la parte più viva del suo sogno
se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo.

Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito
che è il potere.
Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita
se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo.
Se ci fosse un uomo.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo al centro della vita.

Allora si potrebbe immaginare un neo rinascimento
un individuo tutto da inventare
in continuo movimento.
Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita ci sia di nuovo l’uomo.

[parlato] Un uomo affascinato da uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da corpi e da anime gioiose che sanno entrare di slancio nel cuore delle cose
popolato di fervore e di gente innamorata ma che crede all’amore come una cosa concreta
popolato da un uomo che ha scelto il suo cammino senza gesti clamorosi per sentirsi qualcuno
popolato da chi vive senza alcuna ipocrisia col rispetto di se stesso e della propria pulizia.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da un uomo talmente vero che non ha la presunzione di abbracciare il mondo intero
popolato da chi crede nell’individualismo ma combatte con forza qualsiasi forma di egoismo
popolato da chi odia il potere e i suoi eccessi ma che apprezza un potere esercitato su se stessi
popolato da chi ignora il passato e il futuro e che inizia la sua storia dal punto zero.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da chi è certo che la donna e l’uomo siano il grande motore del cammino umano
popolato da un bisogno che diventa l’espressione
di un gran senso religioso ma non di religione
popolato da chi crede in una fede sconosciuta dov’è la morte che scompare quando appare la vita
popolato da un uomo cui non basta il crocefisso ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio
che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo
al centro della vita.

Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita
ci sia di nuovo l’uomo.

di Giorgio Gaber – Luporini – 1999 © P. A. Fonte http://www.giorgiogaber.org/testi/veditesto.php?codTesto=272

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