Poesia & poemas

31 dicembre 2008

Felice 2009!!!

Filed under: Varie ed eventuali — patriziaercole @ 3:33 pm

30 dicembre 2008

Canção do dia de sempre

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:16 pm
Tão bom viver dia a dia…
A vida, assim, jamais cansa…

Viver tão só de momentos
Como essas nuvens do céu…

E só ganhar, toda a vida,
Inexperiência… esperança…

E a rosa louca dos ventos
Presa à copa do chapéu.

Nunca dês um nome a um rio:
Sempre é outro rio a passar.

Nada jamais continua,
Tudo vai recomeçar!

E sem nenhuma lembrança
Das outras vezes perdidas,
Atiro a rosa do sonho
Nas tuas mãos distraídas…

Mario Quintana

Canzone del giorno di sempre

Che bello vivere giorno per giorno..
La vita, così, non stanca…

Vivere solo di momenti
come queste nuvole in cielo…

E guadagnare solo, tutta la vita,
Inesperienza…speranza…

E la rosa pazza dei venti
presa nella falda del cappello.

Mai ho dato nome ad un fiume:
è sempre un altro fiume che passa.

Nulla mai continua,
tutto ricomincia!

E senza alcun ricordo
di altre occasioni perdute,
tiro la rosa del sogno
nelle tue mani distratte…

traduzione di rioro – fonte http://bottega27.splinder.com/tag/poeti+brasiliani

La grammatica è una canzone dolce

Filed under: Libri — patriziaercole @ 6:10 pm

L’ospedale? Un ospedale per le parole? Non riuscivo a crederci. D’un tratto, mi vergognai. Qualcosa mi diceva che eravamo noi umani i responsabili delle loro sofferenze. Sapete, un po’ come quegli indiani d’America morti per le malattie portate dai conquistatori europei.
Non ci sono né astanteria né infermieri in un ospedale di parole. I corridoi erano deserti. Ci guidavano soltanto le luci azzurrine delle lampade notturne. Nonostante le cautele, le nostre suole zigavano sul pavimento.
Quasi in risposta, si udì un rumore debolissimo. Due volte. Un gemito soffocato. Passava da sotto una porta, come una lettera fatta scivolare con discrezione, per non disturbare.
Il signor Enrico mi lanciò una rapida occhiata e decise di entrare.
Era lì, immobile sul letto, la frasetta ben nota, fin troppo nota:

Ti
amo

Due paroline magre e pallide, pallidissime. Le cinque lettere risaltavano a malapena sul candore delle lenzuola. Due parole collegate ciascuna da un tubo di plastica a un flacone pieno di liquido.
Ebbi l’impressione che la frasetta ci sorridesse.
Mi parve che ci parlasse:
“Sono un po’ stanca. A quanto pare ho lavorato troppo. Devo riposare”.
“Su, su, Ti amo” rispose il signor Enrico. “Ti conosco. Da quando sei nata. Sei forte. Qualche giorno di riposo e sarai di nuovo in piedi”.
(…)
“Povera Ti amo. Riusciranno a salvarla?”
Il signor Enrico era sconvolto quanto me.
Avevo le lacrime in gola. Non riuscivano a salire fino agli occhi. Noi ci portiamo dentro lacrime pesantissime. E, queste, non potremo mai piangerle.
… Ti amo. Tutti dicono e ripetono ‘ti amo’. Ricordi il mercato? Bisogna trattare con cura le parole. Non ripeterle a ogni piè sospinto. Né usarle a casaccio, l’una per l’altra, raccontando bugie. Altrimenti si logorano. E, a volte, è troppo tardi per salvarle.

Erik Orsenna

È uno dei passaggi più belli del romanzo la grammatica è una canzone dolce di Erik Orsenna, edito da Salani. Un libro di appena 139 pagine dallo stile brillante, che hanno come protagonista principale… la parola, si, proprio così, la parola, senza la quale ognuno di noi sarebbe un deserto.
L’avventura comincia con Giovanna, che, insieme al fratello Tommaso, il quale, come dice la sorella, pur appartenendo “a una razza globalmente maligna (i maschi), ha dovuto imparare a rispettarmi”, naufraga su un’isola tutta speciale. Un’isola bellissima? Certamente. Ma anche un luogo abitato dalle parole: negozi che vendono parole, un municipio per celebrare matrimoni tra sostantivi e aggettivi, un ospedale anche per le parole malate e, soprattutto, una fabbrica per costruire le frasi. Un vera città dove le parole hanno un’anima, esprimono sentimenti.

“La vita è l’unica carriera che m’interessi!” ha raccontato Orsenna in un’intervista al settimanale francese l’Express. E c’è da credergli, visto che solenni onoreficenze non hanno impedito a questo Accademico di Francia e vincitore del premio Goncourt di mantenere intatta la sua anima da bambino e riversarla con leggerezza in questo libro.
La grammatica è un racconto per bambini, per il quale vanno matti anche i grandi. Quasi un libro da innamorati, pervaso di dolcezza e poesia, etereo come la storia che racconta: la scoperta da parte di due due bambini, in circostanze particolari, che le parole sono vive, si emozionano, si sposano, si arrabbiano, hanno simpatie e antipatie. Allora perché non usare un po’ di cortesia e metterle insieme come piace a loro?
E’ un altro sguardo che ci fa capire come la grammatica non sia un complesso di regole rigide e assurde, ma solo un modo per rispettare le parole e farle vivere felici, un modo gentile di esprimere amore esattamente come faremmo con il nonno, con il micio di casa o con un fiore che ha sete.

Erik Orsenna, La grammatica è una canzone dolce, Ed. Salani, pp.139.

Ringrazio di cuore la mia amica Antonella per avermi fatto conoscere questo libro.

coração

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 6:09 pm
coração
PRA CIMA
escrito embaixo
FRÁGIL

Paulo Leminski (1944-1989)

Mais sobre Paulo Leminski em http://pt.wikipedia.org/wiki/Paulo_Leminski

29 dicembre 2008

Il Giorno dopo senza di noi

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 2:59 pm

La mattina si preannuncia fredda e nebbiosa.
In arrivo da ovest
nuvole cariche di pioggia.
Prevista scarsa visibilità.
Fondo stradale scivoloso.
Gradualmente, durante la giornata,
per effetto di un carico d’alta pressione da nord
sono possibili schiarite locali.
Tuttavia con vento forte e d’intensità variabile
potranno verificarsi temporali.
Nel corso della notte
rasserenamento su quasi tutto il paese,
solo a sud-est
non sono escluse precipitazioni.
Temperatura in notevole diminuizione,
pressione atmosferica in aumento.
La giornata seguente
si preannuncia soleggiata,
anche se a quelli che sono ancora vivi
continuerà ad essere utile l’ombrello.

Wislawa Szymborska

UM DIA, DE REPENTE

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 2:58 pm
Um dia, de repente,
arrastam-nos à força
para um lugar incerto.

Um dia, de repente,
Desnudam-nos impudica/
mente.

Um dia, de repente,
somos apenas um ser vivo:
verme ou gente?

Lara De Lemos, no livro Antologia poética

LARA LEMOS Nasceu em Porto Alegre, em 1928. Jornalista, professora, advogada e tradutora. Colabora em jornais: “Correio do Povo” e “Última Hora”. Dedicada ao magistério e à administração pública, também exerceu diversas atividades no campo jornalístico e literário. É autora de muitas obras, sendo a mais abrangente sua Antologia Poética.

28 dicembre 2008

Accarezzami, amore

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:22 am

Accarezzami, amore,
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

Alda MeriniAlla tua salute amore mio Acquaviva Editore

La sua poetica, fatta di ardente visionarietà e profonda, ma al tempo stesso sommessa, inquietudine, la colloca tra le maggiori autrici del Novecento e dei primi anni 2000. Nata in una famiglia di condizioni modeste (padre dipendente di una compagnia assicurativa e madre casalinga, minore di tre fratelli, una sorella e un fratello, che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia), Merini frequenta da ragazza le scuole professionali all’Istituto “Laura Solera Mantegazza” e cerca, senza riuscirci (per non aver superato la prova di italiano), di essere ammessa al Liceo Manzoni. Nello stesso periodo, si dedica allo studio del pianoforte, strumento da lei particolarmente amato. Esordisce come autrice giovanissima, a soli 15 anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti che fu lo scopritore del suo talento artistico. Nel 1947, Merini incontra “le prime ombre della sua mente” e viene internata per un mese a Villa Turro. Quando ne esce, alcuni amici le sono vicino e Giorgio Manganelli la indirizza in esame presso gli specialisti Fornari e Musatti. Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell’Antologia della poesia italiana 1909-1949, con le poesie Il gobbo e Luce. Nel 1951, su suggerimento di Eugenio Montale e della Spaziani, l’editore Scheiwiller stampa due poesie inedite dell’autrice in “Poetesse del Novecento”. Nel periodo che va dal 1950 al 1953 la Merini frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo. Nel 1953 sposa Ettore Carniti proprietario di alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce il primo volume di versi intitolato “La presenza di Orfeo” e nel 1955 “Nozze Romane” e “Paura di Dio”. Nello stesso anno nasce la prima figlia, Emanuela, e al medico curante della bambina la Merini dedica la raccolta di versi “Tu sei Pietro” che viene pubblicata nel 1961. Dopo “Tu sei Pietro” inizia un triste periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all’internamento al “Paolo Pini”, che dura fino al 1972 (anche se intervallato da alcuni ritorni in famiglia, durante i quali nascono altri tre figli).

Amor/ódio

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:21 am

O amor nos dói
nos mói
nos fragmenta.

Difícil compreendê-lo
entre mós
e moendas.

Onde somos
o sumo de algo
triturado.

Difícil amar assim
cortado
em meios.

Lara De Lemos, no livro Antologia poética, pag. 81

Lara de Lemos: antologia poética, por Uma seleção de poemas extraídos do conjunto da obra desta autora, abrangendo desde 1957 até 1997. O professor Volnyr Santos, no texto de apresentação, diz que, primeiramente como leitor, e depois, como crítico-leitor, procurou explicitar não só o significado do texto, assim como a estrutura que o enforma, fazendo-se participante daquilo que leu, procurando, como resultado, evidenciar o quanto de emoção estética e de lição de vida a leitura (literatura?) possibilitou. Lara de Lemos é, inegavelmente, uma poeta de exceção e que merece ser mais lida e estudada por todos aqueles que amam o poema. Prêmio Açorianos 2003

27 dicembre 2008

Vogliamo restare qui

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:06 pm
16

No qui vogliamo restare. Non vogliamo fuggire
verso altri luoghi, verso condizioni più sicure
– se condizioni più sicure esistono ancora nel mondo.
Qui abbiamo messo radici. E se stranieri adesso hanno potere
sulla nostra terra – è comunque sempre nostra.
Vogliamo sopportare qui la perdita per cui soffriamo.
Sia come sia. Noi rimaniamo qui dove siamo.

Il nostro cuore adesso – oh non sappiamo più
dove si potrà rivolgere! dove? E a chi?
Qui può rimanere. Il nostro cuore sarà
con tutti quelli della nostra contrada,
con tutti quelli delle contrade di tutti i paesi
che oggi possono solo sopportare e soffrire.
Siamo tanti, oh tanti, a dover chinare il capo
ad affliggerci profondamente, impotenti e addolorati,
Sia come sia. Accada quel che deve accadere,

– Guarda che fardelli, cuore. Alzali e portali tu.
Sarà una consolazione poterli sopportare qui.

Haldis Moren Vesaas (1907 – 1996) Pubblicate su “Poesia” n°114 Crocetti Editore

Haldis Moren Vesaas crebbe a Trysil, un piccolo paese di campagna della Norvegia orientale. Cominciò a comporre poesie fin dall’età di nove anni. La prima raccolta Arpa e pugnale uscì nel 1929 e rivelò la Vesaas come una voce nuova nella letteratura norvegese dell’epoca. Fin dall’inizio l’autrice si mostrò pienamente cosciente della sua identità di donna. Nella sua poesia è significativo il legame con la natura, il rapporto tra i sessi, la generazione e le persone. La poetessa si concentra sulla luce, fuoco, sole, gioia e speranze. Ha scritto molti volumi, tra i quali L’albero nel 1947 e In un altro bosco nel 1955.

Foto di Patrizia Ercole ©

Sim, Sei Bem

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:38 am
Sim, sei bem
Que nunca serei alguém.

Sei de sobra
Que nunca terei uma obra.

Sei, enfim,
que nunca saberei de mim.

Sim, mas agora,
enquanto dura esta hora,
este luar, estes ramos,
esta paz em que estamos,
deixem-me crer
o que nunca poderei ser.

Fernando Pessoa

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