Poesia & poemas

29 dicembre 2016

I Magi

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:12 pm

camel-procession-silhouette

Non ha volto, si cela
dentro sé il tempo –

così ci confonde
esso, ci gioca
con i suoi inganni
a volte
duramente,
duramente ci disorienta.

Ed ecco, in un frangente
prima non osservato
o in uno
sorpassato
dal flussoe dimenticato
o in altro ancora
rimasto
oscuro dietro le dune,
qua o là,
qua o là, seme sepolto
in terra molto arida
e molto pesticciata,
potrebbe all’improvviso
il futuro disserrarsi
in luci, sfavillare il tempo
dove? da una qualsiasi parte.

Andavano cauti loro, i Magi,
occhiuto era il viaggio
in avanti
o a ritroso? procedendo
o tornando
ai luoghi
d’un’ignota profezia?
Sapevano e non sapevano
da sempre la doppiezza del cammino.
L’avvenire o l’avvenuto…
dove stava il punto?
e il segno?
da dove era possibile il richiamo?
Non è ricaduta
inerte nel passato
e neppure regressione
nel guscio delle cose già sapute
questo
ritorno della strada
spesso
su se medesima,
ma nuova
conoscenza, forse,
ed illuminazione
di un bene avuto e non ancora inteso –
dice
uno di loro
e gli altri lo comprendono
sì e no, ma sanno
ed ignorano all’unisono…
e proseguono
insieme,
vanno e vengono
insieme nel va e vieni del viaggio.

Mario Luzi

Poesia n. 186 Settembre 2004.
Il nomade e il cielo. Un secolo di poesia religiosa

a cura di Giuseppe Langella

Soneto para Greta Garbo

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:04 pm

Film and Television

(Em louvor da decadência bem comportada)

Entre silêncio e sombra se devora
e em longínquas lembranças se consome
tão longe que esqueceu o próprio nome
e talvez já não sabe por que chora

Perdido o encanto de esperar agora
o antigo deslumbrar que já não cabe
transforma-se em silêncio porque sabe
que o silêncio se oculta e se evapora

Esquiva e só como convém a um dia
despregado do tempo, esconde a tua face
que já foi sol e agora é cinza fria

Mas vê nascer da sombra outra alegria
como se o olhar magoado contemplasse
o mundo em que viveu, mas que não via.

Carlos Pena Filho
(1929-1960)

21 dicembre 2016

TASSIDERMIA, O POETICAMENTE IPOCRITA

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:22 pm

saramago-31

Posso parlare di morte finché vivo?
Posso guaire di fame immaginaria?
Posso lottare nascosto nei versi?
Posso finger di tutto, essendo niente?

Posso trarre verità da menzogne?
O inondare di fonti un deserto?
Posso cambiare corde e lire,
E fare da cattiva notte pieno sole?

Se tutto a vane parole si riduce
E con esse insabbio la sconfitta,
Dal bastone all’ombra nego la luce
Come la canzone si nega imbalsamata.

Occhi di vetro e ali prigioniere,
Rimasi a consumare le parole
Come impronte di cose veritiere.

José Saramago

TAXIDERMIA, O POETICAMENTE HIPÓCRITA

Posso falar de morte enquanto vivo?
Posso ganir de fome imaginada?
Posso lutar nos versos encondido?
Posso fingir de tudo, sendo nada?

Posso tirar verdades de mentiras,
Ou inundar de fontes un deserto?
Posso mudar de cordas e de liras,
E fazer de má noite sol aberto?

Se tudo a vãs palavras se reduz
E com elas me tapo a retirada,
Do poleiro da sombra nego a luz
Como a canção se nega embalsamada.

Olhos de vidro e asas prisioneiras,
Fiquei-me pelo gasto das palavras
Como rasto das coisas verdadeiras.

16 dicembre 2016

Foi um momento

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 10:54 pm

cuorefolon

Foi um momento
O em que pousaste
Sobre o meu braço,
Num movimento
Mais de cansaço
Que pensamento,
A tua mão
E a retiraste.
Senti ou não?

Não sei.
Mas lembro
E sinto ainda
Qualquer memória
Fixa e corpórea
Onde pousaste
A mão que teve
Qualquer sentido
Incompreendido.
Mas tão de leve!…

Tudo isto é nada,
Mas numa estrada
Como é a vida
Há muita coisa
Incompreendida…

Sei eu se quando
A tua mão
Senti pousando
Sobre o meu braço,
E um pouco, um pouco,
No coração,
Não houve um ritmo
Novo no espaço?

Como se tu,
Sem o querer,
Em mim tocasses
Para dizer
Qualquer mistério,
Súbito e etéreo,
Que nem soubesses
Que tinha ser.

Assim a brisa
Nos ramos diz
Sem o saber
Uma imprecisa
Coisa feliz.

Fernando Pessoa

Fu un momento

Fu un momento
quello in cui posasti
sul mio braccio,
in un movimento
più di stanchezza
che di pensiero,
la tua mano
e la ritirasti.
Sentii o no?

Non so. Ma ricordo
e sento ancora
qualche memoria
fissa e corporea
ove posasti
la mano che ebbe
qualche senso
incompreso,
ma tanto lieve!…

Tutto questo è nulla:
su una strada però
com’è la vita
c’è molto
d’incompreso…

Che so io se quando
la tua mano
sentii posarsi
sul mio braccio,
e un poco, un poco,
sul cuore,
non ci fu un ritmo
nuovo nello spazio?

Come se tu,
senza volerlo,
mi toccassi
per dire
qualche mistero,
improvviso ed etereo,
che neppure sapevi
dovesse esistere.

Così la brezza
dice sui rami
senza saperlo
un’imprecisa
cosa felice.

dal libro Fernando Pessoa Poesie scelte, a cura di L. Panarese, Passigli Editori, pag. 201.

Sotto la pelle si difende un cuore

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 10:48 pm

inger-christensen

La superficie dell’acqua
taglia se stessa
col ghiaccio

La nave d’inverno
si intimidisce
sulla terraferma

Sotto la pelle
si difende
un cuore

Inger Christensen

Traduzione di Giulia Longo

Poesia n. 321 Dicembre 2016
Inger Christensen. Sotto la pelle si difende un cuore
a cura di Giulia Longo

9 dicembre 2016

Soneto só pra mim

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:21 pm

Vou assim pelas ruas: meus cabelos
libertos, esvoaçando a quatro ventos.
Não os posso prender e nem quero prendê-los
– que eles são braços de meus pensamentos!

Vou assim pelas ruas da cidade:
– gravata frouxa, alma vagando ao léu…
Tenho a cabeça erguida por vaidade:
esta vaidade de fitar o céu.

E vou sorrindo de meus próprios pensamentos!
(alma e cabelos esvoaçando aos ventos)
Eu sou o mais feliz dos infelizes.

É que, em toda a minha vida,
sempre fui como árvore florida,
que ri do sofrimento das raízes…

Ferreira Gullar

4 dicembre 2016

RICORDO

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:14 pm

pat_2016_silenzio

Lei sola percepiva i suoni

dei miei silenzi. Temevo

a volte che fuggisse il tempo

ostile mentre parlavamo.

Dopodiché ho smarrito la memoria

ed ora mi ritrovo a parlare

di lei con te, tra spirali di fumo

che velano la nostra commozione.

Ed è questa la parte di me che ritrovo

mutata: il sentimento, per sé informe,

in quest’oggi che è solo di rimpianto.

 

Eugenio Montale

Poesia tratta da Diario postumo, 66 poesie e altre, a cura di Annalisa Cima. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1996.

MADRUGADA

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:08 pm

Do fundo do meu quarto, do fundo
do meu corpo
clandestino
ouço (não vejo) ouço
crescer no osso e no músculo da noite
a noite

a noite ocidental obscenamente acesa
sobre meu país dividido em classes

Ferreira Gullar

ALBA

Dal fondo della mia camera, dal fondo
del mio corpo
clandestino
sento (non vedo) sento
crescere nell’osso e nel muscolo della notte
la notte

la notte occidentale oscenamente accesa
sul mio paese diviso in classi

Traduzione dal portoghese di Vera Lúcia de Oliveira

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.