Poesia & poemas

29 novembre 2012

Catene

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:39 pm

Giorno afoso, una cuccia e un cane alla catena.
Poco piu’ in la’ una ciotola ricolma d’acqua.
Ma la catena è corta e il cane non ci arriva.
Aggiungiamo al quadretto ancora un elemento:
le nostre molto più lunghe
e meno visibili catene
che ci fanno passare accanto disinvolti.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) – dalla raccolta Basta così -2012

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Viagem

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:29 pm

O sono é uma viagem noturna:
o corpo – horizontal – no escuro
e no silêncio do trem, avança,
imperceptivelmente avança… Apenas
o relógio picota a passagem do tempo.
Sonha a alma deitada no seu ataúde:
lá longe
lá fora
no fundo do túnel,
há uma estação de chegada
(anunciam-na os galos agora)
há uma estação de chegada com a sua tabuleta ainda
toda orvalhada…
Há uma estação chamada…
AURORA!

Mario Quintana

Viaggio

Il sonno è un viaggio notturno:
il corpo – orizzontale – al buio
e nel silenzio del treno, avanza,
impercettibilmente avanza… Solamente
l’orologio batte il passare del tempo.
Sogna l’anima distesa nella sua tomba:
là lontano
là fuori
alla fine del tunnel,
c’è una stazione di arrivo
(la annunciano i galli ora)
c’è una stazione di arrivo col suo cartello ancor
bagnato di rugiada…
C’è una stazione chiamata…
AURORA!

traduzione di Pierino Bonifazio

14 novembre 2012

C’è chi

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 3:11 pm

 
C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
E’ tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

E’ lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio
– per fortuna mi passa.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) – dalla raccolta Basta così -2012

O Poema

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 3:02 pm

Um poema como um gole dágua bebido no escuro.
Como um pobre animal palpitando ferido.
Como pequenina moeda de prata perdida para sempre
na floresta noturna.
Um poema sem outra angústia que a sua misteriosa
condição de poema.

Triste.
Solitário.
Único.
Ferido de mortal beleza.

Mario Quintana – traduzione di Pierino Bonifazio

La Poesia

Una poesia come un sorso d’acqua bevuto al buio.
Come un povero animale ansante ferito.
Come una monetina d’argento perduta per sempre
nella foresta notturna.
Una poesia senz’altra angustia che la sua misteriosa
condizione di poesia.

Triste.
Solitaria.
Unica.
Ferita da mortal bellezza.

La fiera dei miracoli

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 2:33 pm

Un miracolo comune:
l’accadere di molti miracoli comuni.

Un miracolo normale:
l’abbaiare di cani invisibili
nel silenzio della notte.

Un miracolo fra tanti:
una piccola nuvola svolazzante,
e riesce a nascondere una grande pesante luna.

Più miracoli in uno:
un ontano riflesso sull’acqua
e che sia girato da destra a sinistra,
e che cresca con la chioma in giù,
e non raggiunga affatto il fondo
benché l’acqua sia poco profonda.

Un miracolo all’ordine del giorno:
venti abbastanza deboli e moderati,
impetuosi durante le tempeste.

Un miracolo alla buona:
le mucche sono mucche.

Un altro non peggiore:
proprio questo frutteto
proprio da questo nocciolo.

Un miracolo senza frac nero e cilindro:
bianchi colombi che si levano in volo.

Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:
oggi il sole è sorto alle 3,14
e tramonterà alle 20.01

Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:
la mano ha in verità meno di sei dita,
però più di quattro.

Un miracolo, basta guardarsi intorno:
il mondo onnipresente.

Un miracolo supplementare, come ogni cosa:
l’inimmaginabile
è immaginabile.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012)

Illustrazione: Maria Zeldis

Alice

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:02 pm

ali

ali
se

se alice
ali se visse
quando alice viu
e não disse

se ali
ali se dissesse
quanta palavra
veio e não desce

ali
bem ali
dentro da alice
só alice
com alice
ali se parece

Paulo Leminski  (1944-1989)

10 novembre 2012

La pioggia

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 5:29 pm

La pioggia mi riporta
i pezzi dispersi degli amici, spinge in basso i voli
troppo alti, da lentezza alle fughe e chiude
al di qua delle finestre finalmente
il tempo.

Patrizia Cavalli

Lisboa com suas casas

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 5:15 pm

Lisboa com suas casas
De várias cores,
Lisboa com suas casas
De várias cores,
Lisboa com suas casas
De várias cores…
À força do diferente, isto é monótono.
Como à força de sentir, fico só a pensar.

Se, de noite, deitado mas desperto,
Na lucidez inútil de não poder dormir,
Quero imaginar qualquer coisa
E surge sempre outra (porque há sono,
E porque há sono, um bocado de sonho),
Quero alongar a vista com que imagino
Por grandes palmares fantásticos,
Mas não vejo mais,
Contra uma espécie de lado de dentro de pálpebras,
Que Lisboa com suas casas
De várias cores.

Sorrio, porque, aqui, deitado, é outra coisa.
À força do monótono, é diferente.
E, à força de ser eu, durmo e esqueço que existo.

Fica só, sem mim, que esqueci porque durmo,
Lisboa com suas casas
De várias cores.

Álvaro de Campos, um dos heterônimos de

Fernando Pessoa  (1888-1935)

9 novembre 2012

A QUELLI NATI DOPO DI NOI

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:06 pm

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato.
(Quando cessa la mia fortuna sono perso.)

Mi dicono: “Mangia e bevi! Accontentati perché hai!”
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c’era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l’odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l’ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l’uomo è amico dell’uomo
ricordate noi
con indulgenza.

Bertold Brecht

Anoitecer

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:57 pm

Ao longo do bazar brilham pequenas luzes.
A roda do último carro faz a sua última volta.
Os búfalos entram pela sombra da noite,
onde se dispersam.

As crianças fecham os olhos sedosos.
As cabanas são como pessoas muito antigas,
sentadas, pensando.

Uma pequena música toca no fim do mundo.

Uma pequena lua desenha-se no alto do céu.

Uma pequena brisa cálida
flutua sobre a árvore da aldeia
como o sonho de um pássaro.

Oh, eu queria ficar aqui,
pequenina.

Cecília Meireles

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