Poesia & poemas

29 gennaio 2012

Ária

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:00 am

Em meio ao som da cachoeira
hei-de ouvir-me,
a vida inteira
dar teu nome.
Tudo o mais levam águas,
mágoas vagas
para a foz.
Vida que o viver consome.
Um rio, e, do rio à beira,
tua imagem. Minha voz.
A cachoeira
diz teu nome.

João Guimarães Rosa

Annunci

ALLA MIA DESTRA

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:56 am

A letto ti voglio sempre dallo stesso lato
non perché sia quello che preferisco
del corpo o del volto ma perché
come i rami di un vegetale
pendo verso la luce da quella parte
e a vederti mi sporgo
con gli occhi della giovinezza.

Ermanno Krumm

Nato nel 1942 a Golasecca, in provincia di Varese, Krumm è vissuto a Milano. Molto intensa la sua attività di critico d’arte per il quotidiano il “Corriere della Sera”.
Scomparso prematuramente per una malattia nel 2008.
Finalista alla 15a Edizione del Premio Caput Gauri (1988)  per la poesia edita  Codigoro (Ferrara)
Secondo classificato nella sezione poesia del Premio  Orta San Giulio, Edizione 2003.
Vincitore nel 2004 del V° Premio Internazionale Ada Negri promosso dalla Associazione “Poesia, la vita” per la poesia con il suo libro “Animali e uomini”  e presieduto da  Mario Luzi.

Um pouco antes

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:44 am

Quando já não for possível encontrar-me
em nenhum ponto da cidade
ou do planeta
pensa
ao veres no horizonte
sobre o mar de Copacabana
uma nesga azul de céu
pensa que resta alguma coisa de mim
por aqui
Não te custará nada imaginar
que estou sorrindo ainda naquela nesga
azul celeste
pouco antes de dissipar-me para sempre

Ferreira Gullar (1930)

Le maschere

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:40 am

Chissà se un giorno butteremo le maschere
che portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo.

Forse fra i tanti, fra i milioni c’è
quello in cui viso e maschera coincidono
e lui solo potrebbe dirci la parola
che attendiamo da sempre. Ma è probabile
ch’egli stesso non sappia il suo privilegio.

Eugenio Montale

28 gennaio 2012

Ensina-me

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:14 pm

Ensina-me, ensina-me como se faz
do barro essa canção,
essa luz que vi mudada em pedra
viva nos teus olhos.

Estou a falar de mim como se não fora
estrangeiro, o espinho
indolor da neve cravado na garganta.
Já não desço à pequena praca

onde cantam os anjos: o anel
caíu à água.
Aqui, dizem, morre-se melhor: o ar
é frio, o campo raso, roxo o orvalho.

É pouco o que desejo,
e desse pouco me despeço.

Eugénio de Andrade (1923-2005)

COME TI AMO?

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:01 pm

Come ti amo? – Come ti amo?
Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere
e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera
delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno
e al lume di candela.

Ti amo liberamente, come gli uomini
che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione
delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla
mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore
che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti,
– ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime
dell’intera mia vita! – e,
se Dio vuole, ancor meglio
t’amerò dopo la morte.

Elizabeth Barrett Browning

Poetessa inglese (Coxohoe Hall, Durham 1806 – Firenze 1861). Nata in una famiglia abbiente che doveva la propria ricchezza al lavoro degli schiavi nelle piantagioni della Giamaica, Elizabeth è educata da precettori privati nella sua casa di Hope End (Hertfordshire), appassionandosi soprattutto alla poesia classica e alle teorie estetiche. Prestissimo si rende padrona delle sue materie di studio: greco, latino, filosofia, scienze.
Le sue prime composizioni poetiche  sono pubblicate dal padre e grande apprezzamento riscosse la sua traduzione (1833) del Prometeo incatenato di Eschilo, ma successivamente la poetessa lo giudicherà freddo e monotono eseguendone una seconda versione (1850).
Il 1838 inaugura per lei un decennio di sofferenza sia fisica, dovuta alle conseguenze di una lesione alla colonna vertebrale subita nell’infanzia e di una malattia polmonare, sia spirituale in seguito dell’annegamento del fratello maggiore (1840). Elizabeth, tuttavia, trova la forza di continuare a scrivere e, nel 1844, esce un suo volume di poesie con un’introduzione di E.A. Poe nell’edizione americana. Il volume comprende Lady Geraldine’s Courtship, uno dei primi tentativi della Barrett di fondere la struttura della poesia e quella del romanzo. L’apprezzamento riscosso da questi versi è tale che nel 1850, alla morte di William Wordsworth, è fatto il suo nome, quale poetessa ufficiale d’Inghilterra.
Il successo che riscuote dopo la pubblicazione delle sue opere ispirate alle sofferenze degli operai nelle fabbriche e al dramma dell’esilio,  è motivo, nel 1845, dell’inizio di una corrispondenza fra la Barrett e il poeta Robert Browning, che nutre grande ammirazione per lei. L’amore che nasce fra i due, osteggiato fortemente dal di lei padre, ha suscitato un’attenzione ed una curiosità che hanno messo in ombra la valutazione critica della poetica della Barrett. Nel 1846 ella fugge con il marito a Firenze e, all’età di 43 anni, riacquista la salute e dà alla luce un figlio. Nel 1850 escono i Sonetti dal Portoghese, dedicati al marito e scritti in segreto prima del matrimonio. La serie, che comprende 44 sonetti e si ispira al Petrarca, coniuga una forma arcaica di poesie d’amore con un’ambientazione contemporanea.
Profondamente interessata alla causa dell’unificazione e dell’indipendenza italiana, la scrittrice esprime questi sentimenti nelle raccolte di poesie Casa Guidi Windows (1851) e Poems Before Congress (1860), con una presa di posizione che è giudicata irragionevole e disdicevole per una donna. La sua opera più ampia ed ambiziosa Aurora Leight (1857) della quale si hanno, in breve periodo, due edizioni, è una sorta di romanzo in blank verse, ed è in primo luogo la storia dello sviluppo artistico di una letterata a dispetto delle convinzioni che le donne non possano capire “l’angoscia universale”, dalla quale scaturisce la vera poesia.
Il canto della Barrett Browning è considerato profondo, permeato di malinconica sensibilità, ravvivata da un’energia che sa manifestarsi pienamente quando si unisce al movimento del romanticismo italiano al quale si deve appunto il poema Casa Guidi Windows.
Elizabeth Barrett Browning muore a casa Guidi ed è sepolta nel cimitero protestante di Firenze. Fu il marito a completare la stampa della raccolta Last Poems (1861). La recente critica femminista ha sottolineato oltre all’alone sentimentale la grandezza della Barrett come artista.

22 gennaio 2012

Os meus versos

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 6:55 pm

Leste os meus versos? Leste? E advinhaste
O encanto supremo que os ditou?
Acaso, quando os leste, imaginaste
Que era o teu esse olhar que os inspirou?

Advinhaste? Eu não posso acreditar
Que advinhasses, vês? E até, sorrindo,
Tu disseste pra ti: “Por um olhar
Somente, embora fosse assim tão lindo,

Ficar amando um homem!…Que loucura!”
– Pois foi o teu olhar, a noite escura,
(eu só a ti o digo, e muito a medo…)

Que inspirou esses versos! Teu olhar
que eu trago dentro d’alma a soluçar!
……………………………….

Ai não descubras nunca o meu segredo!

Florbela Espanca

SUL TAVOLO

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 6:47 pm

Ci terrei a precisare che ho comprato
questa tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati
da alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato
che indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito
– hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’, mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro
oppure no.

Come è potuto uscirsene così in silenzio
dalla nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche
altro sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra
quelle pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi
in una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce
un’astina dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo
di piombo.

È passato tanto tempo ormai, amore mio,
tanto tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima
notte sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere
pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino
a quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli,
di schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto
ci vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa,
calda, candida come la luna.

Andrew Motion

18 gennaio 2012

Cidadania

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:52 pm

Cidadania é um dever
do povo.
Só é cidadão
quem conquista o seu lugar
na perseverante luta
do sonho de uma nação.
É também obrigação:
a de ajudar a construir
a claridão na consciência
de quem merece o poder.
Força gloriosa que faz
um homem ser para outro homem,
caminho do mesmo chão,
luz solidária e canção.

Thiago de Mello
(1926)

L’ARMADIO

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:44 pm

A fare il buco non sono i tuoi baci
né la passione delle grandi labbra

Mi mancano i tuoi teneri abbracci
la cinta delle mani compiacenti
che m’illusero di consapevolezza

Il tuo corpo nella sua interezza
che mi coprì d’affettuosa stretta

Se penso che mai più troverò la stanza
né le mie orecchie udranno ancora
la rumorosa attesa fuori dalla doccia
il vuoto mi preme come una mancanza
e basterà il ricordo a farmi impazzire

Fortuna che conosco bene il posto
dov’è rinchiuso il senso della vita

Mi basta appena aprire quell’armadio
per trovarvi appeso il tuo abbraccio
come peliccia da indossare all’istante
se solo dovessi pensare che è finita.

GIANNI GRILLO

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.