Poesia & poemas

10 settembre 2018

Le cose

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:55 pm

Diario Etty

Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
giorni, le carte da gioco e la scacchiera,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento d’una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un’aurora. Quante cose,
atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno piú in là del nostro oblio;
non sapranno mai che ce ne siamo andati.
Jorge Luis Borges

(traduzione di Francesco Tentori Montalto)

 
Las cosas

El bastón, las monedas, el llavero,
la dócil cerradura, las tardías
notas que no leerán los pocos días
que me quedan, los naipes y el tablero,
un libro y en sus páginas la ajada
violeta, monumento de una tarde
sin duda inolvidable y ya olvidada,
el rojo espejo occidental en que arde
una ilusoria aurora. ¡Cuántas cosas,
limas, umbrales, atlas, copas, clavos,
nos sirven como tácitos esclavos,
ciegas y extrañamente sigilosas!
Durarán más allá de nuestro olvido;
no sabrán nunca que nos hemos ido.

 
(da Elogio dell’ombra, Einaudi, 1971)

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2 settembre 2018

Salpando verso Bisanzio

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:53 pm

bisanzio

I

Questo non è un paese per i vecchi. I giovani
abbracciati, gli uccelli sugli alberi,
generazioni morenti che cantano,
cascate di salmoni e mari affollati di sgombri,
pesce, carne, volatili lodano per tutta l’estate
qualunque cosa si generi, per nascita o morte.
Presi in questa musica dei sensi tutti trascurano
monumenti di pensieri senza tempo.
II

Un vecchio non è che una misera cosa,
un abito stracciato su una canna,
se l’anima non batte le mani e canta, e canta più alto
per ogni strappo nel suo vestito mortale,
e non c’è scuola di canto che non sia indagare
i monumenti della nostra gloria:
così io feci vela sul mare e venni
alla sacra città di Bisanzio.
III

Voi, saggi, fissi nel sacro fuoco di Dio,
come incastonati in un mosaico d’oro,
uscite roteando dal sacro fuoco,
insegnate alla mia anima il canto.
Consumate il mio cuore, che malato di voglia,
e avvinto a un animale morituro
non conosce se stesso, e accoglietemi
nell’artificio dell’eternità.
IV

Una volta fuori dalla natura io non potrò riassumere
da cose naturali la mia forma corporea,
ma una forma d’oro battuto e foglia d’oro
che sbalzano i fabbri greci, a tenere
sveglio un sovrano sonnolento,
o immobile su un ramo d’oro a cantare
ai signori e alle dame di Bisanzio
ciò che è passato, o sta passando, o verrà.

 

William Butler Yeats

Traduzione di Roberto Mussapi

Alla vita

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:56 am

barca

Amici ci aspetta una barca e dondola
nella luce ove il cielo s’inarca
e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
il viso d’Iddio caldo di speranza
in alto in basso cercando
affetto in ogni occulta distanza
e piangono: noi siamo in terra
ma ci potremo un giorno librare
esilmente piegare sul seno divino
come rose dai muri nelle strade odorose
sul bimbo che le chiede senza voce.

Amici dalla barca si vede il mondo
e in lui una verità che precede
intrepida, un sospiro profondo
dalle foci alle sorgenti;
la Madonna dagli occhi trasparenti
scende adagio incontro ai morenti,
raccoglie il cumulo della vita, i dolori
le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
Le ragazze alla finestra annerita
con lo sguardo verso i monti
non sanno finire d’aspettare l’avvenire.

Nelle stanze la voce materna
senza origine, senza profondità s’alterna
col silenzio della terra, è bella
e tutto par nato da quella.

 

Mario Luzi

da “La Barca”

Foto di Patrizia Ercole

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