Poesia & poemas

31 luglio 2009

È QUEL CHE È

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:13 am

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.

Erich Fried (1921-1988)

Canção em campo vasto

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:11 am

Deixa-me amar-te com ternura, tanto
que nossas solidões se unam,
e cada um falando em sua margem
possa escutar o próprio canto.

Deixa-me amar-te com loucura, ambos
cavalgando mares impossíveis
em frágeis barcos e insuficientes velas,
pois disso se fará a nossa voz.

Ajuda-me a amar-te sem receio:
a solidão é um campo muito vasto
que não se deve atravessar a sós.

Lya Luft

29 luglio 2009

DESIDERATA

Filed under: Varie ed eventuali — patriziaercole @ 10:11 pm

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza ed ascolta gli altri: pur se noiosi ed incolti, hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso ed amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi ed anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, benché umile essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione ed aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere e, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta’ in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali che siano i tuoi affanni ed aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace con il tuo spirito.
Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso.
Sii prudente. Sforzati di essere felice.

Questo testo bellissimo viene quasi sempre presentato come “Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica chiesa di San Paolo”.

Invece nel 1959 il reverendo Frederick Kates rettore della chiesa di St. Paul, a Baltimore, Maryland, incluse questo pensiero in una raccolta di materiale devozionale.

In cima alla raccolta, c’era l’annotazione “Old St. Paul’s Church, Baltimore, A.C. 1692”, che è l’anno di fondazione della chiesa… da qui l’equivoco. In realtà, l’autore di questi versi è Max Ehrmann, un poeta di Terre Haute, Indiana, vissuto dal 1872 al 1945, e scrisse Desiderata intorno al 1927.

Desiderato
Procure viver em harmonia com as pessoas que estão ao seu redor, sem abrir mão de sua dignidade.
Fale a sua verdade, clara e mansamente.
Escute a verdade dos outros, pois eles também têm a sua própria história.
No meio do barulho e da agitação, caminhe tranqüilo, pensando na paz que você pode encontrar no silêncio.
Evite as pessoas agitadas e agressivas: elas afligem o nosso espírito.
Não se compare aos demais, olhando as pessoas como superiores ou inferiores a você: isso o tornaria superficial e amargo.
Viva intensamente os seus ideais e o que você já conseguiu realizar.
Mantenha o interesse no seu trabalho, por mais humilde que seja:
ele é um verdadeiro tesouro na contínua mudança dos tempos.
Seja prudente em tudo que fizer, porque o mundo está cheio de armadilhas.
Mas não fique cego para o bem que sempre existe.
Há muita gente lutando por nobres causas.
Em toda parte, a vida está cheia de heroísmo.
Seja você mesmo. Sobretudo não simule afeição e não transforme o amor numa brincadeira, pois no meio de tanta aridez, ele é perene como a relva.
Aceite com carinho o conselho dos mais velhos e seja compreensivo com os impulsos inovadores da juventude.
Cultive a força do espírito e você estará preparado para enfrentar as surpresas da sorte adversa.
Não se desespere com perigos imaginários: muitos temores têm sua origem no cansaço e na solidão.
Ao lado de uma sadia disciplina, conserve, para consigo mesmo, uma imensa bondade.
Você é filho do Universo, irmão das estrelas e árvores, você merece estar aqui.
E mesmo se você não puder perceber, a terra e o Universo vão cumprindo o seu destino.
Procure, pois, estar em paz com DEUS, seja qual for o nome que você lhe der.
No meio de seus trabalhos e aspirações, na fatigante jornada pela vida, conserve, no mais profundo do ser, a harmonia e a paz.
Acima de toda mesquinhez, falsidade e desengano, o mundo ainda é bonito.
Caminhe com cuidado, faça tudo para ser feliz e partilhe com os outros a sua felicidade.

Texto encontrado em Baltimore na antiga Igreja de Saint-Paul, em 1632.

Manhã

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:06 pm

As estátuas sem mim não podem mover os braços
Minhas antigas namoradas sem mim não podem amar sem maridos
Muitos versos sem mim não poderão existir.

É inútil deter as aparições da musa
É difícil não amar a vida
Mesmo explorado pelos outros homens
É absurdo achar mais realidade na lei que nas estrelas
Sou poeta irrevogavelmente.

Murilo Mendes

28 luglio 2009

Dopo un certo tempo…

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:03 am

Dopo un certo tempo
s’impara la differenza sottile
tra sostenere una mano
ed incatenare un’anima.
S’apprende
che l’amore non vuol dire coricarsi
e che una compagnia non vuol dire sicurezza,
e si comincia ad apprendere
che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E si cominciano ad accettare le proprie sconfitte
a testa alta e ad occhi aperti,
s’impara a costruire
tutti i propri cammini nell’oggi,
poiché il territorio del domani
è troppo insicuro per progettare
e i futuri trovano il modo di crollare a metà strada.
Dopo qualche tempo,
s’apprende che anche il tepore del sole
se è troppo può bruciare.
Così ognuno coltiva il suo giardino
ed arricchisce l’anima sua,
invece di aspettare che gli si rechino fiori.
E s’apprende che realmente si può resistere,
che si è davvero forti,
che davvero si possiede un certo valore,
e s’apprende…..
Ad ogni addio s’apprende.
 

Jorge Luis Borges

O poeta pede a seu amor que lhe escreva

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:59 am

Amor de minhas entranhas, morte viva,
em vão espero tua palavra escrita
e penso, com a flor que se murcha,
que se vivo sem mim quero perder-te.

O ar é imortal. A pedra inerte
nem conhece a sombra nem a evita.
Coração interior não necessita
o mel gelado que a lua verte.

Porém eu te sofri. Rasguei-me as veias,
tigre e pomba, sobre tua cintura
em duelo de kordiscos e açucenas.

Enche, pois, de palavras minha loucura
ou deixa-me viver em minha serena
noite da alma para sempre escura.

Federico Garcia Lorca

27 luglio 2009

Sono le parole quelle che cantano…

Filed under: Libri — patriziaercole @ 2:02 pm

…Sono le parole quelle che cantano,
che salgono e scendono…
Le amo, mi ci aggrappo,
le inseguo, le mordo, le frantumo…
Vocaboli amati…
Tutta un’idea cambia perché una parola
è stata cambiata di posto,
o perché un’altra si è seduta come una reginetta
dentro una frase che non l’aspettava e che le obbedì…
Tutto sta nella parola…

 
La parola come accesso alla diversità delle culture.
“…Amo tanto le parole…
Brillano come pietre preziose, saltano come pesci d’argento…
Sono tanto belle che le voglio mettere tutte nella mia poesia…
Tutto sta nella parola…
Tutta un’idea cambia perchè una parola è stata cambiata di posto…
Sono antichissime e recentissime…
Che buona lingua la mia, che buona lingua abbiamo ereditato dai biechi conquistatori…
Andavano a balzi per le tremende cordigliere, cercando patate, salsicce, fagioli, tabacco nero, oro, mais, uova fritte con quell’appetito vorace che non s’è più visto al mondo…
Trangugiavano tutto, con religioni, piramidi, tribù, idolatrie eguali a quelle che portavano nei loro sacchi…
Dovunque passassero non restava pietra su pietra…
Ma ai barbari dagli stivali, dalle barbe, dagli elmi, dai ferri dei cavalli, come pietruzze, cadevano le parole
luminose che rimasero qui splendenti…la lingua.
Fummo sconfitti…E fummo vincitori…
Si portarono via l’oro e ci lasciarono l’oro…
Se lo portarono via tutto e ci lasciarono tutto…
Ci lasciarono le parole”.

frammenti da Confesso che ho vissuto di Pablo Neruda.

Porque

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:01 pm

Porque os outros se mascaram e tu não
Porque os outros usam a virtude
Para comprar o que não tem perdão
Porque os outros têm medo mas tu não

Porque os outros são os túmulos calados
Onde germina calada podridão
Porque os outros se calam mas tu não

Porque os outros se compram e se vendem
E os seus gestos dão sempre dividendo
Porque os outros são hábeis mas tu não

Porque os outros vão à sombra dos abrigos
E tu vais de mãos dadas com os perigos
Porque os outros calculam mas tu não.

Sophia de Mello Breyner Andresen

26 luglio 2009

TE

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:16 pm

Te
lasciarti essere te
tutta intera.
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
a la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo a metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto –
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile.

Erich Fried (1921-1988)

Sem ti

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:27 am

E de súbito desaba o silêncio.
É um silêncio sem ti,
sem álamos,
sem lua.

Só nas minhas mãos
oiço a música das tuas.

Eugénio de Andrade

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