Poesia & poemas

16 settembre 2013

VITA

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:32 pm

GUSTAFSSON LARS

La vita scorre attraverso il mio tempo,
e io, un volto non rasato,
dove le rughe sono profonde, analizzo
le tracce.

Pensieri come bestiame,
avanzano sulla strada per bere,
estati perdute ritornano, ad una ad una,

profonda come il cielo viene la malinconia,
per la pianta di carice che fu,
e le nuvole che allora rotolavano più bianche,

eppure so che tutto è uguale,
che tutto è come allora e irraggiungibile;
perché sono al mondo,

e perché mi prende la malinconia?
E gli stessi lillà profumano come allora.
Credimi: c’è un’immutabile felicità.

Lars Gustafsson

Traduzione di Enrico Tiozzo

Lars Gustafsson è nato a Västerås il 17 maggio 1936 ed è considerato il più internazionale scrittore svedese contemporaneo. Studioso di matematica e filosofia, poeta, saggista, drammaturgo, romanziere fra i più tradotti all’estero, e in questa sua intensa attività (oltre cento i libri pubblicati: poesie, saggi di critica letteraria, romanzi che sono stati tradotti in quindici lingue) ha ottenuto molti riconoscimenti. Nel 1996, quando ottenne il Pilot Prize (istituito per premiare con 150.000 corone svedesi chi si distingueva nella letteratura), fu descritto come filosofo, poeta, visionario.
Diplomato nel 1960 all’Università di Upsala dove ha studiato sociologia e filosofia, ha conseguito il dottorato nel 1978. E’ stato sposato tre volte ed avuto quattro figli dalle prime due mogli .
I romanzi che gli hanno dato la notorietà a livello internazionale, è stato il ciclo Crepe nel muro di cui fanno parte cinque libri: Lo stesso signor Gustafsson (1971), La lana (1973), Festa in famiglia (1975), Sigismondo (1976) e  Morte di un apicultore (1978), tutti caratterizzati da da domande esistenziali mischiate all’assurdo ad al comico. Ha insegnato Storia del Pensiero Europeo all’Università di Austin, Texas, dal 1983, anno successivo alla separazione con la prima moglie, e fino al 2006, anno successivo al suo terzo matrimonio e del pensionamento, a seguito del quale si è ritirato a Södermalm, quartiere di Stoccolma. Nel 1986 è stato fatto cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres.
In Italia ha ricevuto il Premio Agrigento e il Premio Grinzane Cavour.

Gargalhada

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:21 pm

Quando me disseste que não mais me amavas,
e que ias partir,
dura, precisa, bela e inabalável,
com a impassibilidade de um executor,
dilatou-se em mim o pavor das cavernas vazias…
Mas olhei-te bem nos olhos,
belos como o veludo das lagartas verdes,
e porque já houvesse lágrimas nos meus olhos,
tive pena de ti, de mim, de todos,
e me ri
da inutilidade das torturas predestinadas,
guardadas para nós, desde a treva das épocas,
quando a inexperiência dos Deuses
ainda não criara o mundo…

Guimarães Rosa  (1908-1967)

IL MIO CUORE

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:15 pm

frank

Non starò sempre a piagnucolare
né riderò tutto il tempo,
non mi piace un “motivo” più dell’altro.
Avrei l’istantaneità dei pessimi film,
non solo di quelli barbosi, ma anche del genere
di prima classe delle megaproduzioni. Voglio esser
vivo quantomeno come il volgo. E se qualcuno
appassionato della mia vita incasinata dice: “Non è roba
da Frank!”, tanto meglio! Io
non mi metto sempre abiti grigi e marroni,
o sbaglio? No. Per l’Opera indosso camicioni da lavoro,
spesso. Avere i piedi scalzi voglio,
voglio un viso ben rasato, e il mio cuore…
non puoi programmare il cuore, ma
la sua parte migliore, la mia poesia, è allo scoperto.

Frank O’Hara

Poema começado do fim

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:10 pm

Um corpo quer outro corpo.
Uma alma quer outra alma e seu corpo.
Este excesso de realidade me confunde.
Jonathan falando:
parece que estou num filme.
Se eu lhe dissesse você é estúpido
ele diria sou mesmo.
Se ele dissesse vamos comigo ao inferno passear
eu iria.
As casas baixas, as pessoas pobres,
e o sol da tarde,
imaginai o que era o sol da tarde
sobre a nossa fragilidade.
Vinha com Jonathan
pela rua mais torta da cidade.
O Caminho do Céu.

Adélia Prado
(1935)

8 settembre 2013

Ode

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:36 pm

ode2

Maestro, son placide
tutte le ore
che noi perdiamo,
se nel perderle,
come in un vaso
mettiamo fiori.

Non ha tristezze
né allegrie
la nostra vita.
Così sappiamo,
incauti saggi,
non tanto viverla,

quanto fluirla,
tranquilli, placidi,
con i bambini
come maestri
e gli occhi colmi
di Natura …

In riva al fiume,
lungo la strada,
come ci capita,
nel sempre uguale
lieve riposo
di star vivendo.

Il tempo passa,
niente ci dice.
Noi invecchiamo.
Sappiamo, quasi
maliziosi,
sentirci andare.
Non vale la pena
fare un solo gesto.
Non si resiste
al dio atroce
che i propri figli
divora sempre.

Cogliamo fiori.
Bagniamo lievi
le nostre mani
nei fiumi calmi,
per imparare
calma anche noi.

Girasoli sempre
fissando il Sole,
nessun rimorso d’aver vissuto,
calmi usciremo
da questa vita.

Ricardo Reis

Poesia a galope

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:27 pm

Não és apenas o meu amor:
És meu trigo batido,
És a substância de meu pão.

Não és apenas o meu amor,
Mas o calor volta contigo
E voltam as flores sorrindo na terra.

Não és apenas o meu amor:
És uma janela sobre a alba
E me dás pássaros e música.

Não és apenas o meu amor:
És o fim da grande caminhada
Com as primeiras paisagens amigas.

Não és apenas o meu amor:
És a infância madura, o silêncio
Cheio de música, a primeira palpitação,
O sinal da pequena esperança sorrindo
Depois de um longo tempo impenetrável.
E tudo que é simples e tranqüilo:
És o bom fogo que Deus me deu.

Augusto Frederico Schmidt

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