Poesia & poemas

13 settembre 2015

Una felicità fatta di nulla

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:52 pm

ragazza-treno

Una felicità fatta di nulla
mi colma – e non è forse che l’arietta
di questa mattinata di settembre…

Come convalescente ch’esce al sole
la prima volta, tutto quel che vede
gli par di non averlo visto mai,
ad ogni passo scopre nuovo mondo
e di dolcezza quasi piangerebbe –
il gallo che sull’aia raspa, il cielo
azzurro tra l’argento degli ulivi,
la casetta che fuma in mezzo agli orti,
trasalendo di giubilo saluto.

Così leggera è ora la mia anima,
così poco m’appaga stamattina
che direi per vivere mi basti
vedere a ogni anno
i fiori sulla terra rinnovarsi…

Una ventata, un luccichio d’ottoni
e mi sfreccia davanti il treno lampo.

Sollevato da un impeto di gioia
io dalla siepe, come già ragazzo,
pungendomi e strappandomi mi sporgo
e mi sbraccio e il berretto agito in alto.

Fugacemente fuor d’un finestrino
una piccola mano mi risponde.

Avventurata te, o sconosciuta,
che fosti salutata al tuo passaggio
da cotanto poeta!

Camillo Sbarbaro

Lindo amor, que me matais, com tão grande ingratidão

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:54 pm

Por que razão desdenhais
Deste amor que vos of’reço?
Por que é que me desprezais,
Quando eu, por vós, enlouqueço?…
Lindo amor que me matais!…
Dou-vos, alma e coração,
Por vós, da vida desisto…
Desisto, sim, mas em vão:
Vós pagais-me tudo isto
Com tão grande ingratidão!…

Mário de Sá-Carneiro

(1890-1916)

La fine del mito

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:50 pm

brenda_porster

La poesia designa l’assenza di quella religione che
avrebbe dovuto essere. Essa è religione come lo è il ricordo di una persona
amata, e risveglia a quell’impossibile che è l’assenza.
(Georges Bataille)

La straordinaria promessa che un uomo e una donna si fanno a vicenda è l’opportunità di inventare un mito insieme. Per incantare noi stessi.
(Tim Parks)

e quando il mito non è condiviso?
e l’incanto solamente
un fremente assolo
suonato a orecchie indurite?
non abbiamo
altro che:

un melodia,
una montagna dalle vette innevate, isolata,
ombre d’abeti blu su neve abbagliante,
onde sonore che si curvano infinite
cagliando l’aria gelata,
inascoltate e, come tali,
inesistenti?

uno specchio,
che riflette la nostra stessa illusione,
un solipsismo di visione,
luminoso, fragile:

un muro,
che ci rimbalza i segnali,
che manca di fluidità,
i reciproci rimandi, le mosse combinate
di un gioco di coppia;
anche se ci sono ancora gesti inaspettati,
angoli da compensare,
perché anche l’indifferenza conosce
una certa cortesia:

un dono,
che richiede lo scambio rituale,
“eccolo, è per te”
tirato fuori dalla borsa, non incartato,
anonimo:

e tu,
accetterai
così poco, e così tardi?

e quando il mito si frantuma
– era dunque così fragile –
in vetri aguzzi, pugnali per il cuore,
non è, dopo tutto, una gran
notizia, c’è solo che sei di nuovo
sola, un neutrino infinitamente piccolo
che attraversa la densità della vita
senza lasciar traccia,
insignificante sotto occhi che non vedono
un cielo nero e gelato
noncurante.

Brenda Porster
THE END OF MYTH

Poetry traces the absence of the religion it should have been. It is religion as is the memory of a beloved person, and it wakens us to the impossible, to absence.
(Georges Bataille)

The extraordinary promise that men and women hold out for each other is the opportunity for inventing a myth together. For enchanting ourselves.

(TimParks)
and when the myth is not shared?
and the enchantment merely
a thrilling a-solo
sung to hardened ears?
we have:
nothing, but:

a melody,
a snow-crusted mountain, isolated,
shadow of blue spruce on snow-glaze,
sound’s sine-waves curving endlessly
curdling icy air,
unheard and, therefore,
inexistent?

a mirror,
reflecting our own illusion,
a solipsism of vision,
bright, brittle:

a wall,
bouncing back our signals,
lacking the fluidity,
the reciprocal returns, the matched moves
of a coupled game;
though there are still unexpected gestures,
angles to compensate,
for even indifference knows a certain courtesy:

a gift,
requiring ritual exchange,
so here: for you –
grabbed out of the bag, unwrapped,
anonymous:

and will you accept
so little, and so late?

and when the myth shatters
– for it was that brittle –
to ragged shards, heart-daggers,
there is, after all, no earth-
shaking news, only yourself again
alone, infinitely small neutrino
passing through life’s density
without a trace, insignificant
under unseeing eyes, a black and frozen sky
uncaring.

Nata e cresciuta a Philadelphia (USA), Brenda Porster è vissuta per cinque anni anche a New York, dove ha seguito il corso di dottorato in Letterature Inglese e Comparata alla Columbia University prima di sposarsi e trasferirsi in Italia. Ha insegnato lingua e letteratura inglese sia all’Università di Firenze che in vari licei fiorentini, e da alcuni anni è anche formatrice ministeriale. I suoi due figli frequentano l’università, l’uno a Firenze e l’altra a Cork, in Irlanda. Brenda si definisce un’ ‘americo-italiana,’ per scherzare un po’ sul suo sentirsi ‘frammezzo’ a due culture. Ha ricominciato a scrivere poesia solo due anni fa, dopo più di trent’anni dai primitentativi. Benché abbia vissuto più di metà della vita in Italia, adottando l’italiano come lingua nella vita familiare e professionale, la quasi totalità della sua poesia è scritta in inglese, forse perché, come dice lei, è la metrica dell’inglese che si sente scorrere nelle vene.

Prazer, mais devagar

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:35 pm

Prazer, mas devagar,
Lídia, que a sorte àqueles não é grata
Que lhe das mãos arrancam.
Furtivos retiremos do horto mundo
Os depredandos pomos.
Não despertemos, onde dorme, a Erínis
Que cada gozo trava.
Como um regato, mudos passageiros,
Gozemos escondidos.
A sorte inveja, Lídia. Emudeçamos.

Ricardo Reis, um dos heterônimos de

Fernando Pessoa

(1888-1935)

7 settembre 2015

A UNA MIA POESIA

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:44 am
PHOTO: DAMIAN KLAMKA/EAST NEWS  15/05/2011 KRAKOW  2. FESTIWAL CZESLAWA MILOSZA W KRAKOWIE  N/Z WISLAWA SZYMBORSKA

PHOTO: DAMIAN KLAMKA/EAST NEWS
15/05/2011 KRAKOW
2. FESTIWAL CZESLAWA MILOSZA W KRAKOWIE
N/Z WISLAWA SZYMBORSKA

Nel migliore dei casi,
poesia, sarai letta attentamente,
commentata e ricordata.

Nel peggiore
sarai soltanto letta.

Terza eventualità:
verrai sì scritta,
ma subito buttata nel cestino.

Potrai approfittare di una quarta soluzione:
scomparirai non scritta,
borbottando qualcosa soddisfatta.

Wislawa Szymborska

dalla raccolta Basta così di Wislawa Szymborska – Adelphi –
(traduzione di Silvano De Fanti)

A Queimada

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:40 am

Queime tudo o que puder:
as cartas de amor
as contas telefônicas
o rol de roupas sujas
as escrituras e certidões
as inconfidências dos confrades ressentidos
a confissão interrompida
o poema erótico que ratifica a impotência
e anuncia a arteriosclerose

os recortes antigos e as fotografias amareladas.
Não deixe aos herdeiros esfaimados
nenhuma herança de papel.

Seja como os lobos: more num covil
e só mostre à canalha das ruas os seus dentes afiados.
Viva e morra fechado como um caracol.
Diga sempre não à escória eletrônica.

Destrua os poemas inacabados,os rascunhos,
as variantes e os fragmentos
que provocam o orgasmo tardio dos filólogos e escoliastas.
Não deixe aos catadores do lixo literário nenhuma migalha.
Não confie a ninguém o seu segredo.
A verdade não pode ser dita.

Lêdo Ivo

3 settembre 2015

Divorzio

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:38 am

bimboassorto5zd

Per i bambini è la prima fine del mondo.
Per il gattino un nuovo padrone.
Per la cagnolina una nuova padrona.
E per i mobili: scale, fracasso, prendere o lasciare.
E per le pareti i segni dei quadri.
Per i vicini chiacchiere e noia interrotta.
Per l’auto: meglio se fossero state due.
Per i romanzi e le poesie: ok, vedi tu.
Va peggio con l’enciclopedia e gli apparecchi video
e poi forse con quella guida alla scrittura corretta,
dove forse ci sono consigli in merito si due nomi – ,
se ancora unirli con la congiunzione “e”
o se ormai separarli con un punto.

 
Wisława Szymborska

No mundo há muitas armadilhas

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:33 am

No mundo há muitas armadilhas
e o que é armadilha pode ser refúgio
e o que é refúgio pode ser armadilha
Tua janela por exemplo
aberta para o céu
e uma estrela a te dizer que o homem é nada
ou a manhã espumando na praia
a bater antes de Cabral, antes de Tróia
(há quatro séculos Tomás Bequimão
tomou a cidade, criou uma milícia popular
e depois foi traído, preso, enforcado)
No mundo há muitas armadilhas
e muitas bocas a te dizer
que a vida é pouca
que a vida é louca
E por que não a Bomba? te perguntam.
Por que não a Bomba para acabar com tudo, já
que a vida é louca?
Contudo, olhas o teu filho, o bichinho
que não sabe
que afoito se entranha à vida e quer
a vida
e busca o sol, a bola, fascinado vê
o avião e indaga e indaga
A vida é pouca
a vida é louca
mas não há senão ela.
E não te mataste, essa é a verdade.
Estás preso à vida como numa jaula.
Estamos todos presos
nesta jaula que Gagárin foi o primeiro a ver
de fora e nos dizer: é azul.
E já o sabíamos, tanto
que não te mataste e não vais
te matar
e agüentarás até o fim.
O certo é que nesta jaula há os que têm
e os que não têm
há os que têm tanto que sozinhos poderiam
alimentar a cidade
e os que não têm nem para o almoço de hoje
A estrela mente
o mar sofisma. De fato,
o homem está preso à vida e precisa viver
o homem tem fome
e precisa comer
o homem tem filhos
e precisa criá-los
Há muitas armadilhas no mundo e é preciso quebrá-las

Ferreira Gullar
(1930)

2 settembre 2015

La chiave

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:22 pm

chiavi-ricerca

La chiave c’era e non c’è più.
Come entreremo in casa?
Qualcuno la potrà trovare,
la guarderà – per farne cosa?
camminando la rigira su e giù
come un ferro da buttare.

Ma se lo stesso accadesse
all’amore che io provo per te,
non solo a noi, al mondo intero
questo amore mancherebbe.
Sollevato nell’altrui mano,
non aprirà nessuna casa
e sarà solo una forma
e che ruggine la roda.

Non da carte, astri o grida di pavone
è tratta questa conclusione.

Wisława Szymborska

O verbo no infinito

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:08 pm

Ser criado, gerar-se, transformar
O amor em carne e a carne em amor: nascer
Respirar, e chorar, e adormecer
E se nutrir para poder chorar.
Para poder nutrir-se; e despertar
Um dia à luz e ver, ao mundo e ouvir
E começar a amar e então sorrir
E então sorrir para chorar.
E crescer, e saber, e ser, e haver
E perder, e sofrer, e ter horror
De ser e amar, e se sentir maldito.
E esquecer tudo ao vir um novo amor
E viver esse amor até morrer
E ir conjugar o verbo no infinito…

Vinicius de Moraes

(1913-1980)

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