Poesia & poemas

29 luglio 2012

AMORE

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:27 am

Ho perso l’andatura trascurata,
ho perso la mia risata presuntuosa
e il silenzio mite dell’anima,
e la freschezza nello sguardo distratto,
e di notte il sonno.

Ho perso i sentieri che mi attiravano,
la ribellione, e la libertà,
l’imprevisto, e il suono dei canti –
ho perso tutto, ma sono la più ricca
la più prodiga del mondo.

BLAGA DIMITROVA

dalla raccolta A domani.Versi, Sofia, 1959

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A Saudade

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:17 am

A saudade é isto: viver nas ondas

E não ter pátria no tempo.
E desejos são isto: diálogos baixos
De horas diárias com a eternidade.

E a vida é isto: até que de um ontem
surge a mais solitária das horas
Que, sorrindo diferente das outras irmãs,
Vai calada ao encontro do eterno.

Rainer Maria Rilke

3 luglio 2012

Il segreto dell’anima…

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:35 pm

Il segreto dell’anima rediviva
vivere i sogni sognando la vita.

Miguel De Unamuno

El secreto del alma rediviva
vivir los sueños al soñar la vida.

DA CANZONIERE (DIARIO POETICO)

Illustrazione: Montse Llop

Houve um poema

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:32 pm

Houve um poema,
entre a alma e o universo.
Não há mais.
Bebeu-o a noite, com seus lábios silenciosos.
Com seus olhos estrelados de muitos sonhos.

Houve um poema:
parecia perfeito.
Cada palavra em seu lugar,
como as pétalas nas flores
e as tintas no arco-íris.
No centro, mensagem doce
e intransmitida jamais.

Houve um poema:
e era em mim que surgia, vagaroso.
Já não me lembro e ainda me lembro.
As névoas da madrugada envolvem sua memória.
É uma tênue cinza.
O coral do horizonte é um rastro de sua cor.
Derradeiro passo.

Houve um poema.
Há esta saudade.
Esta lágrima e este orvalho – simultâneos –
que caem dos olhos e do céu.

Cecília Meireles (1901-1964)

2 luglio 2012

CONGEDO DEL VIAGGIATORE CERIMONIOSO

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:17 pm

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l’ora
d’arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m’è giunto all’orecchio
di questi luoghi, ch’io
vi dovrò presto lasciare.

Vogliatemi perdonare
quel po’ di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi
per l’ottima compagnia.

Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.
Il luogo del trasferimento
lo ignoro. Sento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.

Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell’inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare.

(Scusate. E una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch’io mi domando perché
l’ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l’avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguire l’uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
Ecco. Ora ch’essa è
nel corridoio, mi sento
più sciolto. Vogliate scusare.)

Dicevo, ch’era bello stare
insieme. Chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale.
Ci siamo – ed è normale
anche questo – odiati
su più d’un punto, e frenati
soltanto per cortesia.
Ma, cos’importa. Sia
come sia, torno
a dirvi, e di cuore, grazie
per l’ottima compagnia.

Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te, ragazzina
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
sul volto, la cui tinta
mite è sì lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
come in cielo ed in mare)
alla pace e alla guerra.
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m’ha chiesto se io
(scherzava!) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.

Congedo alla sapienza
e congedo all’amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.

Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento.

Giorgio Caproni

Illustrazione: Melissa Eymann

Solidão

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:02 pm

Imensas noites de inverno,
com frias montanhas mudas,
é o mar negro, mais eterno,
mais terrível, mais profundo.

Este rugido das águas
é uma tristeza sem forma:
sobe rochas, desce fráguas,
vem para o mundo e retorna…

E a névoa desmancha os astros,
e o vento gira as areias:
nem pelo chão ficam rastros
nem, pelo silêncio, estrelas.

A noite fecha seus lábios
– terra e céu – guardado nome.
E os seus longos sonhos sábios
geram a vida dos homens.

Geram os olhos incertos,
por onde descem os rios
que andam nos campos abertos
da claridade do dia.

Cecília Meireles  (1901-1964)

1 luglio 2012

Sonetto nuovo, fa come un gatto

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 8:43 pm

Sonetto nuovo, fa come un gatto:
saltale in grembo molto dolcemente,
così garbato che non senta niente,
tanto leggero che non senta affatto.

Non la svegliare con male di graffi
o il caldo e vellutoso strofinìo,
o qualche piagnistoso miagolìo:
neppure col solletico dei baffi.

Sfiora soltanto con la tua presenza
la calma del suo corpo sognatore:
levale solo il sogno dell’assenza.

Appoggiati, poesia, quieta bestiola,
alla sua mente avvolta nel sopore;
levale solo il sogno di esser sola.

Roberto Piumini

dalla raccolta “L’amore in forma chiusa” ed. Il Melangolo. Genova 1997 http://www.robertopiumini.it/

Immagine: Elizabeth von Arnim, “Un incantevole aprile”

Arte de fumar

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:22 pm

Desconfia dos que não fumam: esses não têm vida interior, não têm sentimentos. O cigarro é uma maneira disfarçada de suspirar…

Mario Quintana

Arte di fumare

Non fidarti di quelli che non fumano: non hanno vita interiore, non hanno sentimenti. La sigaretta è un modo mascherato di sospirare…

traduzione di Pierino Bonifazio

Ti aspettavo, come molto accade

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 8:07 pm

Ti aspettavo, come molto accade
nella prima stagione degli amanti.
Stavo nell’auto. Pioveva. Tardavi.
Passavano momenti emozionanti.

Ero in un certo incrocio di strade.
Tardavi ma, di certo, non volendo.
Per un intoppo, tu non arrivavi.
La pioggia era in diminuendo.

Chiuso nell’auto, fermo, aspettavo,
come Marlowe nell’ombra della tesa:
però lui fumava, io non fumavo.

Sentivo il corpo pieno di pazienza.
Vivevo il grande dono dell’attesa.
Chi ha amore può anche farne senza.

Roberto Piumini

da “L’amore in forma chiusa” ed. Il Melangolo. Genova 1997

Illustrazione: Robert Foster

Acalanto

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 7:50 pm

Dorme, que eu penso.
Cada qual assim navega
pelo seu mar imenso.
Eatarás vendo. Eu estou cega.
Nem te vejo nem a mim.
No teu mar, talvez se chega.
Este, não tem fim.
Dorme, que eu penso.
Que eu penso neste navio
clarividente em que vais.
Mensagens tristes lhe envio.
Pensamentos – nada mais.

Cecília Meireles  (1901-1964)

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