Poesia & poemas

31 agosto 2013

Non disprezzare

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:48 pm

non

Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza

 

 

Stefano Benni

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Che Guevara

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:39 pm

Contra ti se ergueu a prudência dos inteligentes e o arrojo dos papetas
A indecisão dos complicados e o primarismo
Daqueles que confundem revolução com desforra

De poster em poster a tua imagem paira na sociedade de consumo
Como o Cristo em sangue paira no alheamento ordenado das igrejas

Porém
Em frente do teu rosto
Medita o adolescente à noite no seu quarto
Quando procura emergir de um mundo que apodrece.

Sophia de Mello Breyner (1919-2004)

30 agosto 2013

Fiorire

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:35 pm

fiorire

Fiorire – è  il fine – chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno.

Colmare il bocciolo – combattere il verme –
ottenere quanta rugiada gli spetta –
regalare il calore – eludere il vento –
sfuggire l’ape ladruncola

non deludere la natura grande
che l’attende proprio quel giorno –
essere un fiore, è profonda
responsabilità.

Emily Dickinson

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:17 pm

A_Prado_

Uma vez, da janela, vi um homem
que estava prestes a morrer,
comendo banana amassada.
A linha do seu queixo era já de fronteiras,
mas ele não sabia, ou sabia?
Como posso saber?
Comia, achando gostoso,
me oferecendo corriqueiro, todavia
inopinado perguntou
(ou perguntou comum como das outras vezes?):
como será a ressurreição da carne?
É como nós já sabemos, eu lhe disse:
tudo como é aqui, mas sem as ruindades.
– Que mistério profundo! ele falou
e falou mais, graças a Deus,
pousando o prato.

Adélia Prado

FEDE

Una volta, dalla finestra, vide un uomo
che stava per morire
mangiando purea di banana.
La linea del suo mento era ormai di frontiera,
ma lui non lo sapeva, o forse sì?
Come posso saperlo?
Mangiava, trovando che era buono,
offrendomelo con naturalezza, tuttavia
inaspettatamente chiese
(o lo chiese abitualmente come altre volte?):
come sarà la resurrezione della carne?
È come già sappiamo, gli rispose:
tutto è come qui, ma senza le cattiverie.
– Che mistero profondo! disse
e altro disse, grazie a Dio,
posando il piatto.

Traduzione dal portoghese di Vera Lúcia de Oliveira

Io non so

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:05 pm

Io so
questa vita è piena
di gioie e dolori,
di risa e di pianto.

Io non so
perché tutto questo;
quali saranno i frutti
del susseguirsi laborioso
di tutto l’universo.

Io non so
che avverrà poi
in questo mondo tanto oscuro…
se avrà o non avrà fine
il dolore dell’universo,
se le stesse speranze
dell’assetato di giustizia
saranno o meno appagate.

Io non domando
ai dotti di conoscere
il mistero della vita,
né pretendo di sciogliere da solo
i nodi che legano l’universo.

Io credo d’essere
legato ad un solo destino
assieme a miriadi di vite;
mi consegno perdutamente all’amore
che conduce il mondo.

Rabindranath Tagore

24 agosto 2013

DOLORES

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:40 pm

 adelia_big

Hoje me deu tristeza,
sofri três tipos de medo
acrescidos do fato irreversível:
não sou mais jovem.
Discuti política, feminismo,
a pertinência da reforma penal,
mas ao fim dos assuntos
tirava do bolso meu caquinho de espelho
e enchia os olhos de lágrimas:
não sou mais jovem.
As ciências não me deram socorro,
nem tenho por definitivo consolo
o respeito dos moços.
Fui no Livro Sagrado
buscar perdão pra minha carne soberba
e lá estava escrito:
“Foi pela fé que também Sara, apesar da idade avançada,
se tornou capaz de ter uma descendência…”
Se alguém me fixasse, insisti ainda,
num quadro, numa poesia…
e fossem objeto de beleza os meus músculos frouxos…
Mas não quero. Exijo a sorte comum das mulheres nos tanques,
das que jamais verão seu nome impresso e no entanto
sustentam os pilares do mundo, porque mesmo viúvas dignas
não recusam casamento, antes acham o sexo agradável,
condição para a normal alegria de amarrar uma tira no cabelo
e varrer a casa de manhã.
Uma tal esperança imploro a Deus.

Adélia Prado

DOLORI

Oggi mi sono sentita triste,
ho sofferto tre tipi di paura
accresciuti da un fatto irreversibile:
non sono più giovane.
Ho discusso di politica, di femminismo,
dell’opportunità della riforma penale,
ma alla fine dei discorsi
toglievo dalla tasca il mio pezzetto di specchio
e mi si riempivano gli occhi di lacrime:
non sono più giovane.
Le scienze non mi hanno soccorso,
né ho per definitivo conforto
il rispetto dei giovani.
Ho aperto il Libro Sacro
in cerca di perdono per la mia carne superba
e lì era scritto:
“Fu per fede che anche Sara, nonostante l’età avanzata,
è stata capace di avere una discendenza…”
Se qualcuno mi fissasse, ho insistito ancora,
in un quadro, in una poesia…
e fossero oggetto di bellezza i miei muscoli flosci…
Ma non voglio. Esigo il destino comune delle donne sulle tinozze,
di quelle che mai vedranno i loro nomi stampati e tuttavia
sorreggono i pilastri del mondo, perché anche se vedove degne
non rifiutano il matrimonio, anzi trovano il sesso gradevole,
condizione per la normale gioia di legare un nastro sui capelli
e pulire la casa al mattino.
Una tale speranza imploro a Dio.

Adélia Prado

Traduzione dal portoghese di Vera Lúcia de Oliveira

ADÉLIA PRADO DE FREITAS

È nata nel 1935 in Brasile, a Divinópolis, nello stato di Minas Gerais. Sposata, madre di cinque figli, ha pubblicato il suo primo volume di poesie, Bagagem [Bagaglio], nel 1976. Nel 1978 pubblica la seconda raccolta, O coração disparado [Il cuore accelerato], con il quale vince il Premio Jabuti, uno dei più prestigiosi del Brasile. Nel 1979 esordisce in prosa con l’opera Solte os cachorros [Sciogli la lingua], seguita da Cacos para um vitral [Tessere per una vetrata] e, nel 1984, Os componentes da banda [I componenti della banda]. Nel 1987 pubblica la raccolta poetica O pellicano [Il pellicano], seguita, l’anno successivo, da A faca no peito [Il coltello nel petto]. Nel 1991 esce la prima edizione della sua Poesia reunida [Tutte le poesie]. Nel 1994, dopo un lungo silenzio poetico, pubblica O homen de mão seca [L’uomo con la mano secca]. Nel frattempo alcune sue opere vengono adattate e rappresentate con successo a teatro. Nel 1999 escono, contemporaneamente, i libri Manuscritos de Felipa [Manoscritti di Felipa], Oráculos de maio [Oracoli di maggio] e il volume della sua Prosa reunida [Tutta la prosa]. Nel 2002 esce il libro di racconti Filandras [Filandre].
Nel 2004 viene pubblicata la ventesima edizione del suo libro d’esordio, Bagagem.

In Italia nel 2005 è uscito il volume: Adélia Prado, Poesie (Genova, Fratelli Frilli Editori, a cura di Goffredo Feretto).

OGNI AMORE È EFFIMERO

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:57 pm

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Nessuna era bella come te
in quel fugace momento in cui ti ho amata:
tutta la mia vita.

Ángel González

Una poesia davvero concisa, questa dello spagnolo Ángel González (1925-2008): tre versi più il titolo. Ed è la dimostrazione di una tesi che sembra contraddire il tempo e la sua fisica: l’ossimoro di un momento fugace che invece di bruciarsi nell’istante arriva a ricoprire il lungo periodo di una vita, un amore che invece di consumarsi come una candela resta sempre vivido nella sua fiamma. Illusione? Romanticismo? Non lo so, ma mi piace pensare che l’amore eterno – eterno almeno nella misura umana – sia di questa terra.

18 agosto 2013

O ÚLTIMO LANCE

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 12:39 pm

À minha maneira tudo fiz para não voltar
aqui. Para não me expor à inútil corrosão
da memória, ao enganoso magma das
palavras. A meu modo sempre evitei estas
grades, estas árvores simetricamente

encaixotadas acenando-me ao fundo
o Palazzo Reale. Caminho tantas vezes
tido e hoje recusado, por entre sorrisos
contrafeitos e olhares tomados
de empréstimo. À minha maneira

tudo fiz para não voltar e encontrar
esta praça, estas fontes geometricamente
incrustadas no solo, as estátuas ( Castori,
de braço soerguido, segurando algo
que eu sei ser o que no dizem), os cheiros,
a música, as paixões viradas para dentro…

Tudo fiz mas sem sucesso, por isso agora
fico: múltiplo, aéreo, lembranças
ao desbarato (umas sobre as outras,
amarfanhadas). Fico – sem códigos
nem certezas, mas apesar de tudo
firme – tão imperturbavelmente firme.

VICTOR OLIVEIRA MATEUS

L’ULTIMO SCENA

A modo mio tutto ho fatto per non tornare
qui. Per non espormi all’inutile corrosione
della memoria, all’ingannevole magma delle
parole. A modo mio ho evitato sempre queste
grate, questi alberi simmetricamente

allineati che mi accennano in fondo
al Palazzo Reale. Percorso tante volte
ripetuto e oggi rifiutato, fra sorrisi
contraffatti e sguardi presi
in prestito. A modo mio

tutto ho fatto per non tornare a incontrare
questa piazza, queste fonti geometricamente
incrostate al suolo, le statue (Castori,
con braccia sollevate, che tengono qualcosa
che io so essere ciò che non dicono), gli odori,
la musica, le passioni girate verso l’interno…

Tutto ho fatto ma senza successo, per questo ora
resto: multiplo, aereo, ricordi
sparpagliati (gli uni sugli altri,
spiegazzati). Resto – senza codici
né certezze, malgrado tutto ciò
saldo – imperturbabilmente saldo.

17 agosto 2013

Qui nel cuore

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:46 pm

josesaramago

Qui nel cuore, forse, o meglio ancora:
una ferita inferta col coltello,
lama d’inganno, taglio di rifiuto,
da cui sfugge la speranza
colano le emozioni, la sete, i sogni.
Desiderare, volere, non bastare,
disillusa ricerca del motivo
che spieghi un senso.
Un senso che non c’è.
Questo è che duole, forse qui nel cuore…

José Saramago

13 agosto 2013

Amor imperfeito

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:45 pm

perfetto

A perfeição
é um momento,
por demais claro.
Como repeti-la,
sem enfaro?

A perfeição,
se possuída
a todo instante
se faz rainha
suicida.

Quem já mediu
o perfeito,
rosa de prata,
mas em sua
medida exata?

Nada existe
sem o defeito
que lhe dá graça.
Só amo a graça
do imperfeito.

O perfeito
quando existe
tem o defeito
de ser triste.
(Lácrima Cristi)

Cassiano Ricardo

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