Poesia & poemas

21 luglio 2019

Quel che mi duole non è

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 1:07 pm

albero-mostra

Quel che mi duole non è
Quello che c’è nel cuore
Ma quelle cose belle
Che mai esisteranno.

Sono le forme senza forma
Che passano senza che il dolore
Le possa conoscere,
O sognarle l’amore.

Come se la tristezza
Fosse albero e, una ad una,
Le sue foglie cadessero
Tra il sentiero e la bruma.
Fernando Pessoa

nell’opera di Fernando Pessoa Un’affollata solitudine. Poesie eteronime.
O que me dói não è

O que me dói não è
O que hà no coração
Mas essas coisas lindas
Que nunca existirão…

São as formas sem forma
Que passam sem que a dor
As possa conhecer
Ou as sonhar o amor.

São como se a tristeza
Fosse árvore e, uma a uma,
Caíssem suas folhas
Entre o vestígio e a bruma.

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11 luglio 2019

Non mi interessano i dati

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 4:16 pm

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Non mi interessano i dati
i dettagli delle cose
non mi interessano gli orologi
che non siano solari
né la lista
degli amori che finiscono.
Mi interessano piuttosto la verità
il rumore del mare
le ore che passano
la luce sul letto a mezzogiorno
e tutto quello che viene
e che va
senza nome e senza preavviso
accadendo
come le cose semplici
accadono.
Nancy Bacelo
No me interesan los datos

No me interesan los datos
los precisos datos de las cosas
no me interesan los relojes
que no son de sol
ni la lista
de los amores que se acaban.
Me interesa eso sí la verdad
el ruido del mar
las horas que se pasan
la luz sobre la cama al mediodía
y todo lo que viene
y se va
sin nombre y sin aviso
sucediéndose
como las cosas simples
se suceden.

Nancy Bacelo da La nuova poesia, 1965

[Foto: Vivian Maier]

Io guardo spesso il cielo

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:04 pm

cielo

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s’attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce.

 
Mariangela Gualtieri
da “Fuoco centrale”

3 luglio 2019

Traccio un solco per terra

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:17 pm

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Traccio un solco per terra,
in riva al mare:
e la marea subito lo spiana.
Così è la poesia.
La stessa sorte
tocca alla sabbia
e tocca alla poesia
al via vai della marea,
al vien-vieni della morte…

 

José Saramago

Teu corpo seja brasa

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 10:07 pm

Teu corpo seja brasa
e o meu a casa
que se consome no fogo

um incêndio basta
pra consumar esse jogo
uma fogueira chega
pra eu brincar de novo

 
Alice Ruiz
(1946)

L’indifferenza

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 9:49 pm

Spaziani

L’indifferenza è inferno senza fiamme,
ricordalo scegliendo fra mille tinte
il tuo fatale grigio.

Se il mondo è senza senso
tua solo è la colpa:
aspetta la tua impronta
questa palla di cera.

 

Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014) è stata una poetessa, traduttrice e aforista italiana. È stata tre volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, nel 1990, 1992 e 1997. Al centro di una rete di relazioni intellettuali che ha scavalcato anche i confini nazionali e che è andata da Ezra Pound a Ingeborg Bachmann, da Jorge Luis Borges a Pablo Picasso, ha sempre nutrito una forte avversione per la neoavanguardia perché, secondo il suo parere, la sua illeggibilità ha portato via lettori alla poesia. Ha vissuto a Roma fino alla morte, avvenuta il 30 giugno 2014 all’età di 91 anni.

30 giugno 2019

Non mi ricordavo più…

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:20 pm

MUORE IL POETA ROBERTO ROVERSI, CRITICO FINO ALL'ULTIMO

Non mi ricordavo più

che l’amore fosse così leggero.

Che bastava un bacio per farmi tremare.

È l’indifferenza che ci fa invecchiare.

Vivere una giornata senza senso,

senza parole.

Una giornata senza chiedere o cercare.

Soprattutto vuota di dare.

 

 

Roberto Roversi

Viaggiate…

Filed under: Canzoni,Poesie — patriziaercole @ 3:08 pm

Brasil_Pat_2

Viaggiate
che sennò poi
diventate razzisti
e finite per credere
che la vostra pelle è l’unica
ad avere ragione,
che la vostra lingua
è la più romantica
e che siete stati i primi
ad essere i primi

Viaggiate
che se non viaggiate poi
non vi si fortificano i pensieri
non vi riempite di idee
vi nascono sogni con le gambe fragili
e poi finite per credere alle televisioni
e a quelli che inventano nemici
che calzano a pennello con i vostri incubi
per farvi vivere di terrore
senza più saluti
né grazie
né prego
né si figuri

Viaggiate
che viaggiare insegna
a dare il buongiorno a tutti
a prescindere
da quale sole proveniamo,
che viaggiare insegna
a dare la buonanotte a tutti
a prescindere
dalle tenebre che ci portiamo dentro

Viaggiate
che viaggiare insegna a resistere
a non dipendere
ad accettare gli altri non solo per quello che sono
ma anche per quello che non potranno mai essere,
a conoscere di cosa siamo capaci
a sentirsi parte di una famiglia
oltre frontiere, oltre confini,
oltre tradizioni e cultura,
viaggiare insegna a essere oltre

Viaggiate
che sennò poi finite per credere
che siete fatti solo per un panorama
e invece dentro voi
esistono paesaggi meravigliosi
ancora da visitare.

 

 

Gio Evan
Testo di Gio Evan, scrittore e cantautore italiano, poeta «anti-social» che usa i social network per lanciare messaggi di speranza.

23 giugno 2019

Inicial

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 5:00 pm

Lá na distância, no fugir das perspectivas,
por que vagueiam, como o sonho sobre o sonho.
aquelas formas de neblinas fugitivas?

Lá na distância, no fugir das perspectivas,
lá no infinito, lá no extremo… no abandono…

Aquelas sombras na vagueza da paisagem,
que tem brancuras de crepúsculos do Norte,
dão-me a impressão de vir outrora… de uma viagem…

Aquelas sombras, na vagueza da paisagem,
dão-me a impressão do que se vê depois da morte…

Lá muito longe, muito longe, muito longe,
anda o fantasma espiritual de um peregrino…
Lembra um rei-mago, lembra um santo, lembra um monge…

Lá muito longe, muito longe, muito longe,
anda o fantasma espiritual do meu destino…

Anda em silêncio: alma do luar… forma do aroma…
Lembrança morta de uma história reticente
que nos contaram noutra vida e noutro idioma…

Anda em silêncio: alma do luar… forma do aroma…
Lá na distância… O meu destino… Vagamente…

Sentei-me a porta do meu sonho, há muito, nessa
dúvida triste de um infante pequenino,
a quem fizeram certa vez uma promessa…

Que é que me trazes de tão longe? Vem depressa!
Ó meu destino, Ó meu destino! Ó meu destino!…

 

Cecília Meireles

La bellezza creata dalla pena

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 4:42 pm

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Perché negli occhi giovani ci son fiumi di lacrime?
Perché nei cuori giovani tempeste di sospiri
quando amori più o meno veri muoiono,
pene e timori immaginari incombono?

Si chiede ciò chi ha visto soltanto primavere –
l’aspra voce del tempo agli altri ha già risposto!
Con gli anni aumenta l’infelicità,
che genera egoismo ed avvizzisce

la giovanile tenerezza – in guerra
nell’aspra morsa della Morte gli occhi
del soldato son ciechi all’altrui pena.

E così il disperato al male umano.
Lo spirito ferito trae dal male conforto.
È un cuore torturato che genera il tiranno.

 
Patrick Branwell Brontë

Traduzione di Silvio Raffo

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