Poesia & poemas

17 maggio 2018

Si diventa scemi insieme

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:16 am

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Si diventa scemi insieme
per la vita
col tempo ci si assomiglia.
Si regola il passo per attraversare
la strada, si finisce di mangiare
contemporaneamente.
Voglio diventare scemo con te
guardare i fiori esplosi sul davanzale
far crescere la terra con i sogni.
Essere insieme lo spettacolo
del giorno che comincia.

 

Valerio Grutt (Napoli, 1983)

da Dammi tue notizie e un bacio a tutti (Interno Poesia, 2018)

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14 maggio 2018

Li amo

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:03 pm

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Poeti
i misteriosi,
gli schietti,
una scatola cranica per elmo,
per scudo un velo di cellofan,
poeti,
queste specie, queste seppie
che si difendono
schizzando inchiostro.

 

Nina Cassian (Galaţi, 1924), da C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007 (Adelphi, 2013)

 

Îi iubesc

 

Poeţii
misterioşii,
fãţişii,
coifurile – înlãuntrul ţestei,
scuturile – de ţiplã,
poeţii,
aceste specii, aceste sepii
care se aparã
împroşcând cernealã.

 

Nina Cassian (Renée Annie Cassian) nasce a Galaţi nel 1924 e nel 1935 si trasferisce a Bucarest, dove studia recitazione, pittura e pianoforte. Nel 1945 inizia la sua attività di poeta; accolta con freddezza dalla critica ufficiale del regime, tra il 1949 e il 1955 scrive versi celebrativi, in seguito rifiutati, per poi dedicarsi per qualche tempo alla musica e all’attività di illustratrice di libri per bambini. Dopo il 1957 riprende intensamente la pubblicazione di poesie, continuando a lavorare a libri per l’infanzia. Nel 1985, dopo la morte del secondo marito, è invitata negli Stati Uniti per tenere un corso di scrittura creativa; da lì decide di non fare più ritorno in Romania.

13 maggio 2018

Che qualcosa di me…

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:39 pm

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Che qualcosa di me
possa valere, dopo di me,
anche solo cinque lire più di me,
mi è insopportabile.
Io voglio quel che valgo
qui con me.

 

Patrizia Cavalli (Todi, 1949)

da Datura (Einaudi, 2013)

12 maggio 2018

Il cuore non è mai al sicuro e dunque

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 3:06 pm

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Il cuore non è mai al sicuro e dunque,
fosse pure in silenzio, non vantarti
della vittoria o dell’indifferenza.
Rendi comunque onore a ciò che hai amato
anche quando ti sembra di non amarlo più.
Te ne stai lì tranquilla? Ti senti soddisfatta?
Potresti finalmente dopo anni
d’ingloriosa incertezza, di smanie e umiliazioni,
rovesciare le parti, essere tu
che umili e che comandi? No, non farlo,
fingi piuttosto, fingi l’amore che sentivi
vero, fingi perfettamente e vinci
la natura. L’amore stanco
forse è l’unico perfetto.

 

Patrizia Cavalli (Todi, 1947)

da Datura (Einaudi, 2013)

11 maggio 2018

Lui o un altro che differenza fa

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 10:48 am

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Lui o un altro che differenza fa
se poi ho da sentirmi sempre sola?
Sola con la mia moribilità…
se esistesse questa bella parola…

 

Patrizia Valduga (Castelfranco Veneto, 1953)

da Quartine. Seconda centuria (Einaudi, 2001)

10 maggio 2018

Ars poetica – una polemica

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 11:26 pm

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Io sono io.

Sono personale,

soggettiva, intima, singolare,

confessionale.

Tutto quel che mi accade e si ripete

accade a me.

Il paesaggio che descrivo

sono io stessa.

Se vi interessano

gli uccelli, gli alberi, i fiumi,

consultate i libri degli esperti.

Io non sono un dato uccello,

un dato albero,

un dato fiume.

Io sono registrata solo

come un Sé,

Io, ovvero Io.

 

Nina Cassian (Galaţi, 1924), da C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007 (Adelphi, 2013)

 

Ars poetica – o polemicã

 

Eu sunt eu.
Sunt personalã,
subiectivã, intimã, particularã,
confesivã.
Tot ce se reîntâmplã
mi se întâmplã mie.
Priveliştea pe care o descriu
sunt eu însãmi.
Dacã vã intereseazã
pãsãrile, copacii, râurile,
cercetaţi cãrţile de specialitate.
Eu nu sunt o anume pasãre,
un anume copac,
un anume râu.
Eu sunt consemnatã doar
ca un Sine,

Eu, adicã Eu.

8 maggio 2018

Cedere il posto agli anziani e agli ammalati

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:56 pm

Nina

Viaggiavo in piedi
eppure nessuno mi offrì il posto
anche se ero di almeno mille anni più anziana,
anche se portavo, ben visibili, i segni
di almeno tre gravi malanni:
Orgoglio, Solitudine e Arte.

 

Nina Cassian (1924 – 2014)

Nina Cassian, C’è modo e modo di sparire (poesie 1945-2007). A cura di Ottavio Fatica; traduzione di Anna Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica, Adelphi, 2013

4 maggio 2018

L’ignorante

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 12:49 am

Jaccottet_Philippe

Più invecchio e più io cresco in ignoranza,
meno possiedo e regno più ho vissuto.
Quello che ho è uno spazio volta a volta
innevato o lucente, mai abitato. E il donatore
dov’è, la guida od il guardiano? Io rimango
nella mia stanza, e taccio (entra il silenzio
come un servo che venga a riordinare),
e attendo che a una a una le menzogne
scompaiano : cosa resta? Cosa rimane a questo moribondo
che gli impedisce ancora di morire? Quale forza
lo fa ancora parlare tra i suoi muri?
Potrei saperlo, io, l’ignaro e l’inquieto? Ma la sento
parlare veramente, e ciò che dice
penetra con il giorno, anche se è vago:
«Come il fuoco, l’amore splende solo
sulla mancanza, e sopra la beltà dei boschi in cenere…»

Philippe Jacccottet

L’ignorant

Plus je vieillis et plus je croîs en ignorance,
plus j’ai vécu, moins je possède et moins je règne.
Tout ce que j’ai, c’est un espace tour à tour
Enneigé ou brillant, mais jamais habité.
Où est le donateur, le guide, le gardien?
Je me tiens dans ma chambre et d’abord je me tais
(le silence entre en serviteur mettre un peu d’ordre),
et j’attends qu’un à un les mensonges s’écartent:
que reste-t-il? que reste-t-il à ce mourant
qui l’empêche si bien de mourir ? Quelle force
le fait encore parler entre ses quatre murs?
Pourrais-je le savoir, moi l’ignare et l’inquiet?
Mais j’entends vraiment qui parle, et sa parole
pénètre avec le jour, encore que bien vague :
«Comme le feu, l’amour n’établit sa clarté
que sur la faute et la beauté des bois en cendres… »

Philippe Jacccottet (Moudon, 1925), L’Ignorant (Gallimard, 1958; traduzione italiana: Philippe P.Jaccottet, Il Barbagianni. L’Ignorante, con un saggio di Jean Starobinski, a c. di Fabio Pusterla, Einaudi, 1992)

22 aprile 2018

Quest’anno è come l’anno di mille anni fa

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 9:09 pm

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Quest’anno è come l’anno di mille anni fa,
noi portiamo la brocca e sferziamo la schiena della vacca,
falciamo e non sappiamo nulla dell’inverno,
beviamo mosto e non sappiamo nulla,
presto saremo dimenticati
e i versi svaniranno come neve davanti alla casa.

Quest’anno è come l’anno di mille anni fa,
guardiamo nel bosco come nella stalla del mondo,
mentiamo e intrecciamo cesti per mele e pere,
dormiamo mentre le intemperie consumano
davanti alla porta le nostre scarpe infangate.

Quest’anno è come l’anno di mille anni fa,
non sappiamo nulla,
non sappiamo nulla del declino,
delle città sprofondate, del vortice in cui sono affogati
cavalli e uomini.

Thomas Bernhard

dal libro Sotto il ferro della luna, traduzione di Samir Thabet, Milano, Crocetti 2015

23 marzo 2018

SORRISI

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 2:43 pm

Il mondo vuol vedere la speranza sul viso.
Per gli statisti diventa l’obbligo il sorriso.
Sorridere vuol dire non darsi allo sconforto.
Anche se il gioco è complesso, l’esito incerto,
gli interessi contrastanti – è sempre consolante
che la dentatura sia bianca e ben smagliante.

Devono mostrare una fronte rasserenata
sulla pista e nella sala delle conferenze.
Un’andatura svelta, un’espressione distesa.
Quello dà il benvenuto, quest’altro si accomiata.
È quanto mai necessario un volto sorridente
Per gli obiettivi e tutta la gente lì in attesa.

La stomatologia in forza alla diplomazia
garantisce sempre un risultato impressionante.
Canini di buona volontà e incisivi lieti
non possono mancare quando l’aria è pesante.
I nostri tempi non sono ancora così allegri
perché sui visi traspaia la malinconia.

Un’umanità fraterna, dicono i sognatori,
trasformerà la terra nel paese del sorriso.
Ho qualche dubbio. Gli statisti, se fosse vero,
non dovrebbero sorridere il giorno intero.
Solo a volte: perché è primavera, tanti i fiori,
non c’è fretta alcuna, né tensione in viso.
Gli esseri umani sono tristi per natura.
È quanto mi aspetto, e non è poi così dura.

 

Wisława Szymborska

Versi tratti dalla raccolta La gioia di scrivere , a cura di Pietro Marchesani. Adelphi Edizioni. Milano, 2009.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. In Polonia, i suoi volumi raggiungono cifre di vendita che rivaleggiano con quelle dei più notevoli autori di prosa, nonostante Szymborska abbia ironicamente osservato, nella poesia intitolata Ad alcuni piace la poesia (Niektorzy lubią poezje), che la poesia piace a non più di due persone su mille.

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