Poesia & poemas

30 settembre 2009

Reinvenção

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:28 pm

A vida só é possível
reinventada.

Anda o sol pelas campinas
e passeia a mão dourada
pelas águas, pelas folhas…
Ah! tudo bolhas
que vem de fundas piscinas
de ilusionismo… — mais nada.

Mas a vida, a vida, a vida,
a vida só é possível
reinventada.

Vem a lua, vem, retira
as algemas dos meus braços.
Projeto-me por espaços
cheios da tua Figura.
Tudo mentira! Mentira
da lua, na noite escura.

Não te encontro, não te alcanço…
Só — no tempo equilibrada,
desprendo-me do balanço
que além do tempo me leva.
Só — na treva,
fico: recebida e dada.

Porque a vida, a vida, a vida,
a vida só é possível
reinventada.

Cecília Meireles (1901- 1964)

Reinventare

La vita solo è possibile
reinventata.

Va il sole per le pianure
e passeggia la mano dorata
nelle acque, nelle foglie…
Ah! tutto bollicine
che vengono da profonde piscine
di illusionismo… – niente più.

Ma la vita, la vita, la vita,
la vita solo è possibile
reinventata.

Viene la luna, viene, toglie
le catene dalle mie braccia.
Mi lancio in spazi
pieni della tua Figura.
Tutta menzogna! Menzogna
della luna, nella notte buia.

Non ti trovo, non ti raggiungo…
Sola – nel tempo equilibrata,
mi libero dell’oscillare
che al di là del tempo mi porta.
Sola – nelle tenebre,
rimango: ricevuta e data.

Perché la vita, la vita,
la vita solo è possibile
reinventata.

traduzione di Mirella Abrianihttp://www.smerillo.com/smerilliana/numero_1/numero_1-4_Meireles.htm

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MANI CONGIUNTE

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 11:08 am

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Non sarò il poeta di un mondo caduco.
Non canterò neppure il mondo futuro.
Sono legato alla vita e guardo i miei compagni.
Sono taciturni ma nutrono grandi speranze.
In mezzo a loro, scruto l’enorme realtà.
Il presente è immenso, non allontaniamoci.
Non allontaniamoci troppo, teniamoci per mano.

Non sarò il cantore di una donna, di una storia,
non dirò i sospiri all’imbrunire, il paesaggio visto dalla finestra,
non distribuirò narcotici o lettere di suicida,
non fuggirò alle isole né sarò rapito dai serafini.
Il tempo è la mia materia, il tempo presente, gli uomini presenti,
la vita presente.

Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 de outubro de 1902 — Rio de Janeiro, 17 de agosto de 1987) – Traduzione di Vera Lúcia de Oliveira

MÃOS DADAS

Não serei o poeta de um mundo caduco.
Também não cantarei o mundo futuro.
Estou preso à vida e olho meus companheiros.
Estão taciturnos mas nutrem grandes esperanças.
Entre eles, considero a enorme realidade.
O presente é tão grande, não nos afastemos.
Não nos afastemos muito, vamos de mãos dadas.

Não serei o cantor de uma mulher, de uma história,
não direi os suspiros ao anoitecer, a paisagem vista da janela,
não distribuirei entorpecentes ou cartas de suicida,
não fugirei para as ilhas nem serei raptado por serafins.
O tempo é a minha matéria, o tempo presente, os homens presentes,
a vida presente.

28 settembre 2009

AS PALAVRAS

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 7:23 pm

São como um cristal,
as palavras.
Algumas, um punhal,
um incêndio.
Outras,
orvalho apenas.

Secretas vêm, cheias de memória.
Inseguras navegam:
barcos ou beijos,
as águas estremecem.

Desamparadas, inocentes,
leves.
Tecidas são de luz
e são a noite.
E mesmo pálidas
verdes paraísos lembram ainda.

Quem as escuta? Quem
as recolhe, assim,
cruéis, desfeitas,
nas suas conchas puras?

Eugénio de Andrade

LE PAROLE

Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Segrete vengono, piene di memoria.
Insicure navigano:
barche o baci,
agitano le acque.

Abbandonate, innocenti,
leggere.
Tessute sono di luce
e sono la notte.
E persino pallide
ricordano ancora verdi paradisi.

Chi le ascolta? Chi
le raccoglie, così,
crudeli, disfatte,
nei loro gusci puri?

traduzione di Mariangela Semprevivohttp://www.filidaquilone.it/num004andrade.html

Un parere in merito alla pornografia

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 7:22 pm

Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.

Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.

In pieno giorno o a notte fonda
si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.

Preferiscono i frutti
dell’albero vietato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – certe frasi
segnate con l’unghia o la matita.

E’ spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità
l’intelletto riesca a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.

Durante questi convegni solo il tè va in calore.
La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola libero nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
va alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo in strada.

Wislawa Szymborska dal libro Vista con granello di sabbia, traduzione di Pietro Marchesani – Adelphi, Milano 1998, pag. 169.

Corridinho

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 7:14 pm

O amor quer abraçar e não pode.
A multidão em volta,
com seus olhos cediços,
põe caco de vidro no muro
para o amor desistir.

O amor usa o correio,
o correio trapaceia,
a carta não chega,
o amor fica sem saber se é ou não é.

O amor pega o cavalo,
desembarca do trem,
chega na porta cansado
de tanto caminhar a pé.

Fala a palavra açucena,
pede água, bebe café,
dorme na sua presença,
chupa bala de hortelã.

Tudo manha, truque, engenho:
é descuidar, o amor te pega,
te come, te molha todo.

Mas água o amor não é.

Adélia Prado

Texto extraído do livro “Adélia Prado – Poesia Reunida”, Siciliano – 1991, São Paulo, pág. 181.
Saiba mais sobre Adélia Prado e sua obra http://www.releituras.com/aprado_bio.asp

Preferisco il ridicolo di scrivere poesie…

Filed under: Varie ed eventuali — patriziaercole @ 7:09 pm

L’essere privi di talento letterario non è affatto un disonore. È una carenza comune a molte persone sagge, colte, nobili e anche assai dotate in altri campi. Scrivendo che un testo non ha valore, non intendiamo perciò offendere nessuno, né togliergli fiducia nella vita.

Preferisco il ridicolo di scrivere poesie al ridicolo di non scriverne.

Come diventare scrittore? Lei fa una domanda difficile e tanto scabrosa quanto quella del ragazzino che chiedeva come si fanno i bambini, e quando la mamma gli ha risposto che gliel’avrebbe spiegato più tardi, perché in quel momento era molto occupata, ha ripreso a insistere: «Spiegami almeno la testa» …E va bene, anche noi cercheremo di spiegare almeno la testa: ecco, bisogna avere un po’ di talento.

Wisława Szymborska (1923 – vivente), poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura 1996, da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

27 settembre 2009

A vida sempre foi boa comigo

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 3:11 pm

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A vida sempre foi boa comigo!
Quando soube que o meu coração
estava carregado de sombras,
e que ele só se alimenta de luz,
abriu uma janela no meu peito,
para que por ela, possam entrar
o resplendor do orvalho,
o fulgor das estrelas,
e o invisível arco-íris do amor.

Thiago de Mello

Luna ostile

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:29 pm

Vado a fasi, come la luna.
Fasi in cui me ne stò nascosta,
fasi in cui mi mostro per la strada…
Perdizione della mia vita!
Ci sono fasi in cui sono tua,
in altre preferisco essere sola.

Fasi che vanno e vengono
con un calendario segreto
che un astrologo arbitrario
inventò per mio uso.

E la malinconia avvolge
il suo fuso senza fine!
Non mi trovo con nessuno
(ho molte fasi, come la luna)

Se un giorno qualcuno è mio
non è il mio giorno di essere sua…
E, quando arriva quel giorno,
o un altro sparirò…

Cecília Meireles (1901- 1964) – traduzione di Federico Guerrini

LUA ADVERSA

Tenho fases, como a lua.
Fases de andar escondida,
fases de vir para a rua…
Perdição da minha vida!
Tenho fases de ser tua,
tenho outras de ser sozinha.

Fases que vão e que vêm
no secreto calendário
que um astrólogo arbitrário
inventou para meu uso.

E roda a melancolia
seu interminável fuso!
Não me encontro com ninguém
(tenho fases, como a lua)

No dia de alguém ser meu
não é dia de eu ser sua…
E, quando chega esse dia,
o outro desapareceu…

26 settembre 2009

Campo de sucatas

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:41 am

ruiz13

Saudade do futuro que não houve
aquele que ia ser nobre e pobre
como é que tudo aquilo pôde
virar esse presente podre
e esse desespero em lata?

pôde sim pôde como pode
tudo aquilo que a gente sempre deixou poder
tanta surpresa pressentida
morrer presa na garganta ferida
raciocínio que acabou em reza
festa que hoje a gente enterra

pode sim pode sempre como toda coisa nossa
que a gente apenas deixa poder que possa

Paulo Leminski

25 settembre 2009

Donna allo specchio

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 8:14 pm

010Francine Van Hove

Oggi, che io sia questa o quella,
poco m’importa.
Voglio solo apparire bella,
poiché, sarà quel che sarà, sono morta.

Già fui bionda, già fui bruna,
già fui Margherita e Beatrice.
Già fui Maria e Maddalena.
Solo non potei essere come volevo.

Che male fa questo colore finto
dei miei capelli, e del mio viso,
se tutto è tinta: il mondo, la vita,
la gioia, il dolore?

Di fuori sarò come vuole
la moda, che mi sta annientando.
Che se ne vadano pelle e viso sciupato
al nulla, non m”importa quando.

Ma chi vide, così decadenti
occhi, braccia e i sogni suoi,
e morì per i suoi peccati,
parlerà con Dio.

Parlerà, coperta di luci,
dall”alto della pettinatura alla rubra caviglia.
Perché alcuni spirano sulle croci,
altri, cercandosi nello specchio.

Cecília Meireles (Rio de Janeiro 1901-1964)

Dal libro Cecília Meireles Donna allo specchio e altre poesie, traduzione di Mirella Abriani – Via del Vento Edizioni 2007, pag. 21.

Mulher ao espelho

Hoje, que seja esta ou aquela,
pouco me importa.
Quero apenas parecer bela,
pois, seja qual for, estou morta.

Já fui loura, já fui morena,
Já fui Margarida e Beatriz,
Já fui Maria e Madalena.
Só não pude ser como quis.

Que mal faz, esta cor fingida
do meu cabelo, e do meu rosto,
se tudo é tinta: o mundo, a vida,
o contentamento, o desgosto?

Por fora, serei como queira,
a moda, que vai me matando.
Que me levem pele e caveira
ao nada, não me importa quando.

Mas quem viu, tão dilacerados,
olhos, braços e sonhos seus,
e morreu pelos seus pecados,
falará com Deus.

Falará, coberta de luzes,
do alto penteado ao rubro artelho.
Porque uns expiram sobre cruzes,
outros, buscando-se no espelho.

Cecília Meireles, no livro Flor de poemas, Editora Record, 1998 – Rio de Janeiro, Brasil.

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