Poesia & poemas

19 giugno 2010

Venite

Filed under: Arte,Canzoni,Poesie — patriziaercole @ 10:57 am

Venite cavalli, galline e conigli,
venite papà e mamme con figli,
venite lumache andando pian piano,
(però non partite da troppo lontano)
venite farfalle, sorelle e fratelli,
giraffe, cugini, orsacchiotti ed uccelli,
venite zie, zii e nonne coi nonni,
topini, elefanti e anche voi tonni,
perché qui c’è mare e potete nuotare:
venite, insomma, da dove vi pare,
venite alla festa dei giochi-figure,
i giochi-colori, i giochi-avventure,
venite con occhi aperti e curiosi,
le orecchie golose di storie gustose,
venite con zampe, venite con mani,
con ali, con treni, con catamarani,
perché qui qualcosa di bello si muove,
le antiche speranze, le memorie nuove:
da tutte le terre e sopra ogni mare,
venite a vedere, parlare, pensare.

Roberto Piumini

canzone scritta da Roberto Piumini e musicata da Andrea Basevi e dedicata a Nicoletta Costa, eseguita dalla classe IV D della Scuola Elementare Maria Mazzini di Genova nell’aprile 2010 in occasione della mostra dedicata a Nicoletta Costa al Museo Luzzati

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5 marzo 2010

Fingere di te

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 4:23 pm

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Non so cosa m’è preso questa sera
ti parlo come fossi ancora qui
mi volto e sei seduta vicino alla finestra
sorridi come tanto tempo fa.

E’ vero non si può fermare il tempo
ma puoi fermare i sogni intorno a te
e dentro ai miei pensieri
i sogni sono veri
e quelli il tempo non li cambierà.

Le storie che non vivi
rimangono nell’aria
come farfalle al sole
ubriache di luce.
E tornano a volare
appena tu le tocchi
ti tornan nelle mani
ritornano negli occhi.

L’Amore non è mai quello che sembra
è spesso quel che sembra ma non è.
Ma se ti parlo ancora
adesso come allora…
…diventa vero fingere di te.

canzone di Gino Paoli e Ornella Vanoni  – Nella foto Patrizia Ercole e Massimo Alì

12 settembre 2009

Vorrei

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 5:24 pm

Vorrei conoscer l’odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’ Appennino dove risuona
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’ infinito

Francesco Guccini

canzone presente in D’amore, di morte e di altre sciocchezze (1996) testi e musiche di Francesco Guccini http://www.guccinifansclub.it/damore.htm

8 settembre 2009

La storia siamo noi …

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 8:51 pm

La storia siamo noi,
nessuno si senta offeso
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione,
nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi,
siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da raccontare.

E poi ti dicono: “Tutti sono uguali.
Tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma e’ solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa
quando viene la sera:
Però la storia non si ferma davvero
davanti a un portone
la storia entra dentro le stanze, le brucia.
La storia da’ torto e da’ ragione.

La storia siamo noi,
siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere
o tutto da perdere.

E poi la gente
(perché e’ la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti
che sanno benissimo che cosa fare:
quelli che hanno letto un milione di libri
insieme a quelli che non sanno nemmeno parlare:
ed e’ per questo che la storia da i brividi.
Perché nessuno la può inventare.

La storia siamo noi,
siamo noi padri e figli.
Siamo noi, bella ciao, che partiamo,
la storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi.
Siamo noi questo piatto di grano.

Francesco De Gregori

E’ strano quanto spesso capiti che i concetti più banali vengano messi così da parte da divenire i più bizzarri. Così, leggendo il testo di questa canzone di De Gregori, sembra di trovarsi di fronte ad una idea folle: “La storia siamo noi!”. Eh si, perché il testo di questa canzone è tutto riassumibile con questa idea Talmente banale che spesso riusciamo a farcela passare di mente e crediamo di non essere noi la storia. Crediamo di essere “solo” un puntino rispetto alla storia dell’umanità e del mondo.
Quasi per caso mi viene in mente Gandhi. Lui si che ne ha fatta di storia. Quasi per caso mi viene in mente che se non ci fossimo stati “noi” accanto a lui durante la Marcia del sale, allora, probabilmente, non sarebbe arrivato così lontano. Lo stesso mi viene più tristemente da pensare per Hitler. Se non ci fossimo stati “noi” non sarebbero partiti tutti quei treni.
Ma può capitare che l’idea di essere noi la storia ci passi di mente. E dimenticarsi di una cosa non può essere una colpa. La colpa è farsi scudo con le proprie dimenticanze. Buttare le lavatrici sui monti, anziché nelle apposite discariche, perché tanto se lo faccio solo io, che non faccio la storia, non avveleno la natura. La colpa è non donare il proprio sangue negli ospedali perché tanto c’è già tanta gente che lo fa.
Ora mi viene in mente un’idea: cosa accadrebbe se, passando per strada, evitassimo di soccorrere il viandante assalito dai ladri credendo che prima o poi passerà il “buon samaritano” che finirà nei libri di storia, senza aver compreso che il “buon samaritano” siamo noi?

Angelo Rampottihttp://digilander.libero.it/fuoridalmuro/Numero4/Musica.htm

5 settembre 2009

Essa Mulher

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 10:08 am

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De manhã cedo essa senhora se conforma
Bota a mesa, tira o pó, lava a roupa, seca os olhos
Ah. como essa santa não se esquece de pedir pelas mulheres
Pelos filhos, pelo pão
Depois sorri, meio sem graça
E abraça aquele homem, aquele mundo
Que a faz assim, feliz
De tardezinha essas menina se namora
Se enfeita se decora, sabe tudo, não faz mal
Ah, como essa coisa é tão bonita
Ser cantora, ser artista
Isso tudo é muito bom
E chora tanto de prazer e de agonia
De algum dia qualquer dia
Entender de ser feliz
De madrugada essa mulher faz tanto estrago
Tira a roupa, faz a cama, vira a mesa, seca o bar
Ah, como essa louca se esquece
Quanto os homens enlouquece
Nessa boca, nesse chão
Depois parece que acha graça
E agradece ao destino aquilo tudo
Que a faz tão infeliz
Essa menina, essa mulher, essa senhora
Em que esbarro toda hora
No espelho casual
É feita de sombra e tanta luz
De tanta lama e tanta cruz
Que acha tudo natural.

Elis Regina – Composição: Joyce/A.Terra


1 settembre 2009

INFINITO PARTICOLARE

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 12:37 pm

Questo è il meglio e il peggio di me
il mio termometro il mio carato
vieni, ragazzo, fammi il ritratto
non è impossibile
io non sono difficile da leggere

Fai la tua parte
sono di qui, non sono di Marte
vieni, ragazzo, accorgiti di me
non vedi, è chiaro, io sono porta-bandiera di me

Solo non perderti nell’entrare
nel mio infinito particolare

In pochi istanti
sono piccolina eppure gigante
vieni, ragazzo, dichiarati
il mondo è portatile
per chi non ha nulla da nascondere

Guarda il mio volto
è solo mistero, non ha segreti
vieni, ragazzo, non aver paura
l’acqua è potabile
da qui tu puoi bere

Solo non perderti nell’entrare
nel mio infinito particolare

INFINITO PARTICULAR

Eis o melhor e o pior de mim
O meu termômetro, o meu quilate
Vem cara, me retrate
Não é impossível
Eu não sou difícil de ler

Faça sua parte
Eu sou daqui e não sou de Marte
Vem, cara, me repara
Não vê, tá na cara, sou porta-bandeira de mim

Só não se perca ao entrar
No meu infinito particular

Em alguns instantes
Sou pequenina e também gigante
Vem cara, se declara
O mundo é portátil
Pra quem não tem nada a esconder

Olha minha cara
É só mistério, não tem segredo
Vem cá, não tenha medo
A água é potável
Daqui você pode beber

Só não se perca ao entrar
No meu infinito particular

Composição: Arnaldo Antunes, Marisa Monte, Carlinhos Brown

30 agosto 2009

Cais

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 4:30 pm

Para quem quer se soltar
Per chi desidera solo partire
Invento cais
Invento un pontile
Invento mais que a solidão me dá
trovo più di quello che la solitudine mi offre
Invento lua nova a clarear
trovo la luna nuova a rischiarare
Invento amor e sei a dor de encontrar
trovo amore e conosco il dolore di ogni incontro
Eu queria ser feliz
Vorrei essere felice
Invento o mar
Invento il mare
Invento em mim o sonhador
invento il sognatore dentro di me
Para quem quer me seguir
Per quelli che vogliono seguirmi
Eu quero mais
Io voglio di più
Tenho um caminho do que sempre quis
Tengo una strada, quella che sempre ho voluto
E um saveiro pronto pra partir
E una barca pronta per partire
Invento o cais
Invento un molo
E sei a vez de me lançar
E conosco il tempo in cui lanciarmi.

23 agosto 2009

Samba de Uma Nota Só

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 8:14 am

Eis aqui este sambinha,
Feito numa nota só
Outras notas vão entrar,
Mas a base é uma só

Esta outra é conseqüencia
Do que acabo de dizer
Como eu sou a conseqüencia
Inevitável de você

Quanta gente existe por aí que fala, fala e não diz nada
Ou quase nada
Já me utilizei de toda escala, no final não deu em nada
Ou quase nada

E voltei pra minha nota
Como eu volto pra você
Vou cantar em uma nota
Como eu gosto de você

Quem quer todas as notas
Re, mi, fá, sol, lá, sí, dó
Acaba sem nenhuma
Fique numa nota só

Tom Jobim & Newton Mendonça – 1959

30 giugno 2009

Leila Pinheiro – Voce em minha vida

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 7:50 am

6 giugno 2009

Giorgio Gaber – L’elezioni – Liberta’ Obbligatoria

Filed under: Canzoni — patriziaercole @ 5:13 pm

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