Poesia & poemas

25 giugno 2016

Das metamorfoses

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 1:46 pm

A lua, quando fica velha, todo o mundo sabe que vira lua nova.
Mas negro velho vira macaco. Desses macaquinhos de realejo… Cuidado: quanto mais velhos mais vivos. Sabem tudo. Descobrem tudo. Se tens algum pecado oculto, foge das suas caretas falsamente amigas, dos seus olhinhos espertos e cínicos!
E os velhos jurisconsultos viram fetos… esses fetos que a gente olha, meio desconfiado, nos bocais de vidro… e que, no silêncio dos laboratórios, oscilando gravemente as cabeças fenomenais, elucubram anteprojetos, orações de paraninfo, reformas da Constituição… Sempre que puderes, crava um punhal, um garfo, um prego, no miolo mole dos fetos.
Em compensação, as velhinhas que fazem renda viram fio… Fio, sim senhor! Esses fios que vagam soltos no ar… que ninguém sabe de onde vêm… e se prendem num galho morto… no chapéu do viajante solitário… no freio do seu cavalo… que se prendem, desesperadamente, num lábio fresco, numa trança ao vento…
E os velhos que mal podem acender os cigarros, os pobres velhinhos trêmulos viram reflexos… Esses reflexos que dançam no ar… que nascem no ar… De uma vidraça… de um pára-brisa… do galo do pára-raio que volteou de súbito… de folhas que se assustam… de mariposas tontejando… de uma ronda infantil sob a lua redonda…

Mario Quintana

Le metamorfosi

La luna, quando invecchia, tutti sanno che si trasforma in luna nuova.
Ma il negro vecchio si trasforma in scimmia. Di quelle scimmiette da organino… Attenzione: quanto più vecchi tanto più vivi. Sanno tutto. Scoprono tutto. Se hai qualcosa da nascondere, stai lontano dalle loro smorfie falsamente amiche, dai loro occhietti furbi e cinici!
E i vecchi principi del foro si trasformano in feti… quei feti che guardiamo, un po’ sfiduciati, nei vasi di vetro… e che, nel silenzio dei laboratori, dondolando pensosamente le teste fenomenali, elucubrano progetti preliminari, orazioni da paraninfo, riforme della Costituzione… Se ne avrai l’opportunità, ficca un pugnale, una forchetta, un chiodo, nel midollo molle dei feti.
In compenso, le vecchine che ricamano si trasformano in filo… Filo, sissignore! Quei fili che vagano liberi nell’aria… che nessuno sa da dove vengono… e rimangono impigliati in un ramo secco… nel cappello del viaggiatore solitario… nel morso del suo cavallo… che si attaccano, disperatamente, su un labbro fresco, su una treccia al vento…
E i vecchi che a malapena riescono ad accendere le sigarette, i poveri vecchietti tremuli si trasformano in riflessi… Quei riflessi che danzano nell’aria… che nascono nell’aria… Da una vetrata… da un parabrezza… dal gallo del parafulmine che all’improvviso si è spostato… da foglie che si spaventano… da falene che volano in tondo come stordite… da un girotondo di bambini sotto la luna piena…

traduzione di Pierino Bonifazio (1/10/1940 – 20/05/2014) ©

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