Poesia & poemas

19 luglio 2014

Afrodite

Filed under: Libri,Poesie — patriziaercole @ 8:49 pm

cabanel_venere

All’inizio, è un nulla. Un soffio appena,
un brivido di squame, la carezza dell’ombra
come nube marina che si sfrangia
nella medusa dalle braccia a raggi.
Non si dirà che il mare s’è turbato
e che l’onda prende forma da quel fremito.
Nel dondolio del mare danzano pesci
e le braccia delle alghe, serpentine,
le curva la corrente, come il vento
le messi della terra, il crine dei cavalli.
Tra due infiniti blu s’avanza l’onda,
tutta di sol coperta, risplendente,
liquido corpo, instabile, d’acqua cieca.
Accorre il vento da lontano e reca
il polline dei fiori e altri odori
della terra contigua, oscura e verde.
Tuonando, l’onda rotola, e feconda
si lancia verso il vento che l’attende
nel letto scuro di rocce che si increspano
di unghie appuntite e vite brulicanti.
Ancora in alto le acque si sospendono
nell’istante supremo di tanta gestazione.
E quando, in un’estasi di vita che comincia,
l’onda si frange e sfrangia sulle rocce,
le avvolge, le cinge, le stringe e poi vi scorre
– dalla spuma bianca, dal sole, dal vento che ha spirato,
dai pesci, dai fiori e da quel polline,
dalle tremule alghe, dal grano, dalle braccia della medusa,
dai crini dei cavalli, dal mare, dalla vita tutta,
Afrodite è nata, nasce il tuo corpo.

José Saramago

Traduzione di Fernanda Toriello da “In quest’angolo del tempo”

Afrodite

Ao princípio é nada. Um sopro apenas
Um arrepio de escamas, o perpassar da sombra
Como nuvem marinha que se esgarça
Nos radiais tentáculos da medusa.
Não se dirá que o mar se comoveu
E que a onda vai formar-se deste frémito.
No embalo do mar oscilam peixes
E os braços das algas, serpentinos,
A corrente a dobram, como ao vento
As searas da terra, as crinas dos cavalos.
Entre dois infinitos de azul avança a onda,
Toda de sol coberta, rebrilhando
Líquido corpo, instável, de água cega.
De longe acorre o vento, transportando
O pólen das flores e os mais perfumes
Da terra confrontada, escura e verde.
Trovejando, a vaga rola, e fecundada
Se lança para o vento á sua espera
No leito de rochas negras que se encrespam
De agudas unhas e vidas fervilhantes.
Ainda alto as águas se suspendem
No instante final a gestação sem par.
E quando, num rapto da vida que começa,
A onda se despedaça no rochedo,
O envolve, cinge, aperta e por elle escorre
– Da espuma branca, do sol, do vento que soprou,
Dos peixes, das flores e do seu pólen,
Das algas trémulas, do trigo, dos braços da medusa,
Das crinas dos cavalos, do mar, da vida toda,
Afrodite nascen, nasce o teu corpo.

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