Poesia & poemas

2 febbraio 2013

Etty Hillesum

Filed under: Poesie — patriziaercole @ 2:27 pm

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 “A volte vorrei rifugiarmi con tutto quello che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. È proprio così. Io sto cercando un tetto che mi ripari ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra. E così ognuno crea una casa, un rifugio per sé. E io mi cerco sempre un paio di parole” (pag. 67).

“Io non so farmi avanti per garantirmi quella che può sembrare la mia salvezza […] questo star tutti addosso a quell’unico pezzetto di legno che va alla deriva sull’oceano infinito dopo il naufragio, questo salvare il salvabile, spingersi a forza di gomiti, provocare l’annegamento altrui, tutto così indegno; e poi, questo spingere non mi piace. Io appartengo piuttosto al genere di persone che preferiscono galleggiare ancora un po’ sull’oceano, stese sul dorso e con gli occhi rivolti al cielo, finchè, con un gesto rassegnato e devoto, vanno a fondo per sempre. Io non posso fare diversamente. Le mie battaglie le combatto dentro di me, con i miei propri demoni; ma combattere in mezzo a migliaia di persone impaurite, contro fanatici furiosi e gelidi che vogliono la nostra fine, no, questo non è proprio il mio genere”.

Etty HillesumDiario (1941-1943), Adelphi Milano 1996

Etty Hillesum era un’intellettuale olandese, una ragazza vivace, brillante e coltissima; morì ad Auschwitz a 28 anni, nel ’43. Il suo diario, pubblicato da Adelphi, dal marzo ’41 all’ottobre ’43, nasce come percorso di autoanalisi, in cui all’inizio troviamo la sua vita quotidiana, le sue frequentazioni, una certa disinvoltura sentimentale, le sue grandi passioni letterarie per i russi e per Rilke…un normale diario di un’intellettuale che man mano, intrecciandosi ai tremendi fatti di quell’epoca, si trasforma in un percorso interiore profondissimo e attento, un itinerario di ‘difesa dello spirito’ dalla barbarie nazista. Per lei si trattava di proteggere l’anima, e non i corpi, non le vite quotidiane. Quasi non fece nulla per evitare la deportazione, eppure poteva. Le sue riflessioni sono di una purezza e di una profondità che appartengono ai mistici. Non ci sono più i nazisti, non ci sono più gli ebrei: c’è l’uomo di fronte al dolore e all’insensatezza del destino. E il suo è certo un percorso di riconciliazione; e dalla lettura di quelle pagine se ne esce sollevati, certo ridimensionando le nostre pretese nei confronti della vita. Questo testo è un saggio sulla vita, sul pensiero e sugli scritti di Etty Hillesum. Olandese, di educazione ebraica, la Hillesum ha lasciato nei suoi testi, un Diario e numerose lettere, la testimonianza di un’evoluzione spirituale che matura proprio mentre attorno a lei si stringe la morsa del Nazismo. Mentre la repressione contro gli ebrei si fa più forte, Etty inizia una battaglia contro l’odio dentro di sé, contro il male nella storia, e matura una sensibilità religiosa personale, estranea a chiese, sinagoghe e dogmi.

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