Poesia & poemas

27 gennaio 2013

La notte di Elie Wiesel

Filed under: Libri — patriziaercole @ 1:25 pm

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Dov’è Dio?

Ho visto altre impiccagioni, ma non ho mai visto un condannato piangere, perché già da molto tempo questi corpi inariditi avevano dimenticato il sapore amaro delle lacrime. Tranne che una volta.
Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell’appello: tre corvi neri. Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia. Tre condannati incatenati, e fra loro un bambino, un angelo dagli occhi tristi.
Le S.S. sembravano più preoccupate. Più inquiete del solito. Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco. Il capo del campo lesse il verdetto. Tutti gli occhi erano fissati sul bambino. Era livido, quasi calmo, e si mordeva le labbra. L’ombra della forca lo copriva.
Il Lagerkapo si rifiutò questa volta di servire da boia.
Tre S.S. lo sostituirono.
I tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole. I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi.
– Viva la libertà! – gridarono i due adulti.
Il piccolo, lui, taceva.
– Dov’è il Buon Dio? Dov’e? – domandò qualcuno dietro di me.
A un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte.
Silenzio assoluto. All’orizzonte il sole tramontava.
Noi piangevamo.
Poi cominciò la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora…
Più di una mezz’ora restò così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti.
Dietro di me udii il solito uomo domandare:
– Dov’è dunque Dio?
E io sentivo in me una voce che gli rispondeva:
– Dov’è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca…

Elie Wiesel, La notte (1958), Firenze, Giuntina, 1980

Il grande scrittore Elie Wiesel (nato a Sighet nei Carpazi nel 1928), ci offre con quest’opera il racconto della sua esperienza di fanciullo deportato ad Auschwitz ed a Buchenwald. Dopo la guerra egli visse una decina d’anni in Francia iniziando una importante attività giornalistica. Dal 1956 si è stabilito negli Stati Uniti, ed attualmente insegna presso l’Università di Boston. Nel 1986 gli è stato conferito il premio Nobel per la pace.
La notte scritto in francese e pubblicato nel 1958, è la sua prima opera. Ma al centro di tutta la sua vasta produzione vi sono sempre i grandi temi dell’Olocausto e delle sue conseguenze sulla cultura ebraica e non.
Le qualità evidenti della scrittura, nitida e potente nel descrivere la drammaticità degli eventi, non prendono mai il sopravvento sulla materia narrata. Ma lasciano ai fatti nella loro nudità il compito di colpire il lettore e di costringerlo a riflettere, soprattutto rispetto alle certezze della fede. Di fronte all’evento del Lager, infatti, s’impone al credente un nuovo modo di pensare a Dio, visto non più come la Provvidenza che ha in mano i destini del mondo, ma piuttosto come l’umanità sofferente che ha bisogno di aiuto, di solidarietà, di un gesto umano di conforto.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria

1 commento »

  1. sì Dio era lì !Shemà israel.

    Commento di gianna — 27 gennaio 2013 @ 9:43 pm


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