Non essere triste.
Alza alta la mano.
Ti vedono gli uccelli.
Sei un fiore per loro.
Ti vede il sole:
per lui sei lo stoppino
della grande candela.
Ti vedono le stelle:
per loro sei tu il bandolo
del mondo matassa.
Roberto Piumini
Non essere triste.
Alza alta la mano.
Ti vedono gli uccelli.
Sei un fiore per loro.
Ti vede il sole:
per lui sei lo stoppino
della grande candela.
Ti vedono le stelle:
per loro sei tu il bandolo
del mondo matassa.
Roberto Piumini
Outra noite
Outro sono
Como se eu sonhasse o sonho
De outro dono
Outro fumo, uma outra cinza
Outra manhã
Mordo a fruta
Outro é o sumo
Ando pela mesma casa
Com outro prumo
Outra sombra, outono
Chuva temporã
Será que já não vi
De modo impessoal
E em tempo diferente
Um dia estranhamente igual
Dias iguais
- Avareza de Deus
Passando indiferentes
Por estranhos olhos meus
Outros olhos
No teu rosto
Vou falar teu nome
E já teu nome é outro
Outra bruma
Sombra de outro sonho, alguém
Na manhã de junho
Outono, outubro, além
Chico Buarque

Un giorno troverò sollievo
sarò realizzata
e sarò amica di amici che sanno essere amici
Un giorno avrò pace
sarò illuminata
e sposata con figli, forse adotterò
Un giorno guarirò
raccoglierò le mie ferite, decreterò la fine di questa tragica commedia
Per tutta la vita ho corso affannata
impaziente di raggiungere un traguardo
e per tutto questo tempo mi sono persa l’estasi
di essere eternamente incompleta
Un giorno i miei pensieri si acquieteranno
conoscerò dio
e sarò una cosa sola con lei, dall’alba al tramonto e anche di notte
Un giorno sarò sicura
come le donne che vedo al loro trentesimo anniversario
In continua rivelazione
in continua apertura
sempre avventurosa e tormentata
ma mai arrivata
Un giorno parlerò liberamente
avrò meno paura e sarò meno misurata
anche al di fuori delle mie poesie, delle mie canzoni e della mia arte
Un giorno avrò fiducia
sarò ottimista, aperta, autentica, consapevole ed equilibrata
Alanis Morisette
Creio que foi o sorriso,
o sorriso foi quem abriu a porta.
Era um sorriso com muita luz
lá dentro, apetecia
entrar nele, tirar a roupa,ficar
nu dentro daquele sorriso.
Eugênio de Andrade
Credo che sia stato il sorriso
Fu il sorriso che aprì la porta
Era un sorriso molto luminoso
invitava ad entrarci, a togliersi i vestiti
infilarsi dentro quel sorriso.
La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
a volo sorpresa
gentil farfalletta
e tutta giuliva,
stringendola viva,
gridava a distesa:
“L’ho presa, l’ho presa!”
A lei supplicando
l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando,
che male ti fo?
Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami: anch’io
son figlia di Dio!”
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.
Luigi Sailer

“La Vispa Teresa” o “LaFarfalletta” è una antica filastrocca per bambini scritta da Luigi Sailer (1825 Milano -1885 Modena, insegnante) e dedicata ad una principessina di Savoia-Carignano.
Già lo stesso autore aveva più volte rimaneggiato “La farfalletta” anche dopo la sua pubblicazione, come riferisce Renato Simoni sul Corriere della Sera dell’11 Marzo 1922: ma Trilussa – pseudonimo di Carlo Alberto Salustri (Roma, 1871-1950) – ne compose, nel 1917, una spiritosa continuazione dove Teresa, dopo una vita allegra e disinvolta, invecchia dietro un banco di tabaccheria e, divenuta devota, frequenta assiduamente la parrocchia recitando preghiere ed annusando tabacco in polvere secondo l’uso frequente delle donne anziane di quel tempo.
1La me nòna l’è vecchierèlla
la me fa ciau
la me diś ciau
la me fa ciau ciau ciau
la me manda la funtanèla
a tor l’acqua per deśinar
2Fontanèla mi no ghe vago
la me fa ciau
la me diś ciau
la me fa ciau ciau ciau
fontanèla mi no ghe vago
perché l’acqua la me pol bagnar
3Ti darò cicento scudi
la me fa ciau
la me diś ciau
la me fa ciau ciau ciau
ti darò cicento scudi
perché l’acqua te pol bagnar
4Cinque scudi l’è assai denaro
la me fa ciau
la me diś ciau
la me fa ciau ciau ciau
cinque scudi l’è assai denaro
perché l’acqua la me pol bagnar
5Alor corro a la fontanèlla
la me fa ciau
la me diś ciau
la me fa ciau ciau ciau
alor corro a la fontanèlla
a tor l’acqua per deśinar
Traduzione
1La mia nonna è vecchierella
lei mi fa ciao,
lei mi dice ciao
lei mi fa ciao, ciao, ciao
Lei mi manda alla fontanella
a prendere l’acqua per mangiare.
2Alla fontanella io non ci vado
lei mi fa ciao,
lei mi dice ciao,
lei mi fa ciao, ciao, ciao
alla fontanella io non ci vado
perchè l’acqua mi può bagnare.
3Ti darò cento scudi,
lei mi fa ciao,
lei mi dice ciao,
lei mi fa ciao, ciao, ciao
ti daro cento scudi
perchè l’acqua ti può bagnare.
4Cinque scudi è tanto denaro,
lei mi fa ciao,
mi dice ciao,
lei mi fa ciao, ciao, ciao
cinque scudi è tanto denaro
perchè l’acqua mi può bagnare.
5Allora io corro alla fontanella
lei mi fa ciao,
lei mi dice ciao,
lei mi fa ciao, ciao, ciao
allora io corro alla fontanella
a prendere l’acqua mangiare.
Parole di: Anonimo
Musica di: Anonimo
Note
Secondo l’etnomusicologo Roberto Leydi, dalla musica di questa rima per gioco infantile deriva la musica del canto della Resistenza Bella ciao[1].
1. ↑ Roberto Leydi, I canti popolari italiani, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1973, p. 51
Fonte: http://it.wikisource.org/wiki/La_me_n%C3%B2na_l%27%C3%A8_vecchier%C3%A8lla_(Trentino-Alto_Adige)
És um senhor tão bonito
Quanto a cara do meu filho
Tempo tempo tempo tempo
Vou te fazer um pedido
Tempo tempo tempo tempo…
Compositor de destinos
Tambor de todos os rítmos
Tempo tempo tempo tempo
Entro num acordo contigo
Tempo tempo tempo tempo…
Por seres tão inventivo
E pareceres contínuo
Tempo tempo tempo tempo
És um dos deuses mais lindos
Tempo tempo tempo tempo…
Que sejas ainda mais vivo
No som do meu estribilho
Tempo tempo tempo tempo
Ouve bem o que te digo
Tempo tempo tempo tempo…
Peço-te o prazer legítimo
E o movimento preciso
Tempo tempo tempo tempo
Quando o tempo for propício
Tempo tempo tempo tempo…
De modo que o meu espírito
Ganhe um brilho definido
Tempo tempo tempo tempo
E eu espalhe benefícios
Tempo tempo tempo tempo…
O que usaremos prá isso
Fica guardado em sigilo
Tempo tempo tempo tempo
Apenas contigo e comigo
Tempo tempo tempo tempo…
E quando eu tiver saído
Para fora do teu círculo
Tempo tempo tempo tempo
Não serei nem terás sido
Tempo tempo tempo tempo…
Ainda assim acredito
Ser possível reunirmo-nos
Tempo tempo tempo tempo
Num outro nível de vínculo
Tempo tempo tempo tempo…
Portanto peço-te aquilo
E te ofereço elogios
Tempo tempo tempo tempo
Nas rimas do meu estilo
Tempo tempo tempo tempo…
Caetano Veloso
Venite cavalli, galline e conigli,
venite papà e mamme con figli,
venite lumache andando pian piano,
(però non partite da troppo lontano)
venite farfalle, sorelle e fratelli,
giraffe, cugini, orsacchiotti ed uccelli,
venite zie, zii e nonne coi nonni,
topini, elefanti e anche voi tonni,
perché qui c’è mare e potete nuotare:
venite, insomma, da dove vi pare,
venite alla festa dei giochi-figure,
i giochi-colori, i giochi-avventure,
venite con occhi aperti e curiosi,
le orecchie golose di storie gustose,
venite con zampe, venite con mani,
con ali, con treni, con catamarani,
perché qui qualcosa di bello si muove,
le antiche speranze, le memorie nuove:
da tutte le terre e sopra ogni mare,
venite a vedere, parlare, pensare.
Roberto Piumini
canzone scritta da Roberto Piumini e musicata da Andrea Basevi e dedicata a Nicoletta Costa, eseguita dalla classe IV D della Scuola Elementare Maria Mazzini di Genova nell’aprile 2010 in occasione della mostra dedicata a Nicoletta Costa al Museo Luzzati

Non so cosa m’è preso questa sera
ti parlo come fossi ancora qui
mi volto e sei seduta vicino alla finestra
sorridi come tanto tempo fa.
E’ vero non si può fermare il tempo
ma puoi fermare i sogni intorno a te
e dentro ai miei pensieri
i sogni sono veri
e quelli il tempo non li cambierà.
Le storie che non vivi
rimangono nell’aria
come farfalle al sole
ubriache di luce.
E tornano a volare
appena tu le tocchi
ti tornan nelle mani
ritornano negli occhi.
L’Amore non è mai quello che sembra
è spesso quel che sembra ma non è.
Ma se ti parlo ancora
adesso come allora…
…diventa vero fingere di te.
canzone di Gino Paoli e Ornella Vanoni – Nella foto Patrizia Ercole e Massimo Alì
Tema: Rubric. Blog su WordPress.com.